Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

ISRAELE: TERRA SANTA 12-20/09/2017 (5° Parte)

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa, Dio non cambia. La pazienza tutto ottiene. Chi ha Dio non manca di nulla: Solo Dio basta! Nell’immagine in evidenza: Il banco di roccia su cui sarebbe stato posto il corpo di Gesù Cristo.

Il SANTO SEPOLCRO è, secondo la tradizione cristiana, la tomba dove furono depositate le spoglie mortali di Gesù Cristo dopo la crocifissione. Oggi il luogo è inglobato nella Basilica del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, ed è meta di pellegrinaggi. La tomba era stata fatta scavare nella roccia da Giuseppe D’Arimatea, ricco membro del sinedrio che era segretamente discepolo di Gesù e che si era opposto alla sua crocifissione. Questo sepolcro aveva vicino ad esso una grossa pietra di forma rotonda che aveva lo scopo di chiuderne l’ingresso Nel Vangelo di Giovanni, il Santo Sepolcro è espressamente ubicato vicino a dove venne crocifisso Gesù, all’esterno delle mura cittadine. Il tragico evolversi degli eventi che portarono alla morte di Gesù sul Golgota colpì talmente Giuseppe da convincerlo a farvi seppellire il suo maestro. Egli andò da Ponzio Pilato a chiedere il corpo di Gesù. Il governatore acconsentì; successivamente Giuseppe D’Arimatea comprò il lenzuolo in cui venne avvolto il corpo di Gesù. Maria di Magdala e Maria di Cleofa furono le testimoni della deposizione di Gesù nel sepolcro. Loro stesse tornarono la domenica mattina successiva nella tomba di Gesù per cospargere il defunto con oli profumati ma, trovando la pietra rotolata e il sepolcro vuoto, corsero dagli apostoli a riferire quello che avevano visto. A questo punto anche gli apostoli Pietro e Giovanni corsero al sepolcro e lo trovarono come lo avevano descritto le donne. Nel 1099 dopo la Presa di Gerusalemme, Re Baldovino fece incidere sopra la porta del Santo Sepolcro: “Praepotens Genuensium Praesidium”, a ricordo della incredibile impresa dei Genovesi nella conquista della Città Santa. Dal 1192, anno della vittoria di Saladino sui cristiani della Terza crociata, la custodia della chiave che apre la porta principale del Santo Sepolcro è affidata ai discendenti di una famiglia palestinese di arabi musulmani. Lo status quo del 1852 ha confermato questa antica tradizione.

Oggi: Dentro l’attuale edicola è conservato ciò che rimane del Santo Sepolcro dopo la distruzione da parte del califfo-imam fatimide Al-Hakim, avvenuta nel 1009. All’interno vi sono due locali. Il primo che si incontra entrando è detto Cappella dell’Angelo, il locale più ampio; al suo centro, sopra una piccola colonna, è custodito quello che sarebbe il pezzo originario della pietra rotonda che chiudeva il sepolcro. Al secondo locale si accede attraverso una piccola porta: è questo il Santo Sepolcro vero e proprio che venne chiuso dalla pietra. All’interno si può vedere, ricoperto da una lastra di marmo, il banco di roccia su cui sarebbe stato posto il corpo di Gesù Cristo. A parte Simon Pietro, che visse a Gerusalemme prima di recarsi a Roma, per quasi duemila anni nessun pontefice romano visitò il Santo Sepolcro. Da allora sono solo quattro i papi che lo hanno fatto:  Paolo VI che il 4 gennaio 1964; Giovanni Paolo II in occasione del giubileo dell’anno 2000; Benedetto XVI nella giornata di venerdì 15 maggio 2009; Papa Francesco il 25 maggio 2014.

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>