Il Giro delle Chiese

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PALERMO: CATTEDRALE/DUOMO di CEFALU’

Il DUOMO di CEFALU’: nome con cui è nota la basilica cattedrale della Trasfigurazione, è una basilica minore. Secondo la leggenda, sarebbe sorto in seguito al voto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto la volontà di costruire una chiesa dinastica su modello carolingio normanno con torri gemelle e avancorpo. Nell’immagine in evidenza: Una immagine di Cefalù dal WEB.

Le vicende costruttive del DUOMO furono complesse e fu definitivamente completato in età sveva. Un ambulacro ricavato nello spessore del muro e la medesima copertura, costituita da tre tetti, di epoca e tecnica costruttiva diversi, testimoniano dei cambiamenti intervenuti nel progetto. Il monumento ha uno stile romanico con tratti siculo normanni e bizantini. WE’ monumento nazionale dal 1941, e dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’umanità nell’ambito dell’Itinerario Arabo-Normanno di Palermo, Cefalù e Monreale. L’edificio è preceduto da un ampio sagrato a terrazzo che svolgeva la funzione di cimitero. La facciata è inquadrata da 2 possenti torri che richiamano le tecniche costruttive delle chiese di Normandia, (Caen), alleggerite da eleganti bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali aggiunte nel ’400 e diverse l’una dall’altra: una a pianta quadrata e con merli a forma di fiammelle, che simboleggerebbe la mitria papale e il potere della Chiesa, mentre l’altra, a pianta ottagonale e con merli ghibellini, la corona reale e il potere temporale. Il portico del ‘400 precede la facciata, con tre archi (due ogivali ed uno a tutto sesto) sorretti da 4 colonne e con volte a crociera. Sotto il portico rimane la Porta Regum, impreziosita da un portale marmoreo finemente decorato, e con pitture ai lati. L’interno è a croce latina, diviso in tre navate da due file di colonne antiche di spolio: 14 fusti di granito rosa e due di cipollino, con basi e i capitelli del II secolo d.C. Due grandi capitelli figurati reggono l’arco trionfale e sono probabilmente prodotti di una bottega pugliese e risalgono alla metà del XII secolo.

PIANTA

Le Absidi, in particolare quella centrale, dovevano avere in origine uno slancio ancora maggiore. Le due laterali sono decorate superiormente da archetti incrociati e da mensoloni scolpiti: databili al XII secolo, raffigurano volti zoo-antropomorfi comuni in edifici coevi nel Calvados (Sala dello Scacchiere Caen). Più recenti i mensoloni dell’abside centrale, disposti inoltre in modo casuale sia sopra che sotto il cornicione. L’abside centrale aveva in origine tre grandi finestre ad oculi , che vennero chiuse per la realizzazione del mosaico absidale, ed una più grande ad arco ogivale. Altre due coppie di finestre circolari sono all’estremità del transetto. Altre merlature si trovano anche su uno dei fianchi. Il Transetto ha un’altezza maggiore rispetto alle navate con un verticalismo tipicamente nordico che segue le architetture della Francia e dell’Inghilterra normanna; uno slancio ancora maggiore era previsto nel progetto originario. Sulle pareti del transetto si sviluppa una galleria portici con colonne, scavate nello spessore dell’edificio in corrispondenza dello pseudo loggiato esterno. Un motivo, questo, diffuso nell’architettura anglo-normanna e presente anche nelle Cattedrale di Palermo. Il coro è coperto da due volte a crociera anche questo di origine anglo-franco-normanna. Il Presbiterio, rialzato di alcuni gradini rispetto al resto della chiesa, occupa interamente la crociera e l’abside; il moderno altare maggiore è opera di Virginio Ciminaghi (1992) e presenta, al di sotto della mensa, un fregio continuo a bassorilievo bronzeo raffigurante l’Adorazione dell’Agnello.

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