PARCO ARCHEOLOGICO di SELINUNTE e CAVE della CUSA “V. TUSA”: Istituito nel 2013, racchiude l’antica superficie della città estesa 110 ettari, tra i fiumi Gorgo Cottone e Modione, inglobando i santuari suburbani della collina Orientale e di Contrada Gaggera. Nell’immagine in evidenza: la Natura a Selinunte.








(Dopo) IL SISTEMA DIFENSIVO ARCAICO – CLASSICO: Le mura di fortificazione della città arcaico-classica racchiudevano l’intero spazio urbano lambendo le valli del Gorgo Cottone e del Modione fino al mare. Un grande muro largo 4,5 m, dotato di poche torri, delimitava un’ampia superficie di 110 ettari. Dopo la distruzione cartaginese del 409 a.C., fu edificata la cinta muraria tuttora visibile lungo i margini dell’Acropoli. La nuova fortificazione venne realizzata con materiale lapideo di riuso e delimitava una parte ristretta e meglio difendibile della città. Si distinguevano almeno 4 fasi costruttive che abbracciano un arco di circa 150 anni Nella prima fase, 409 a.C., il muro di cinta sfrutta appoggi preesistenti come il muro di terrazzamento del santuario urbano e i muri delle case classiche. La seconda fase, dell’inizio del IV sec. a.C., apportava un rafforzamento del muro nord, tra l’Acropoli e il pianoro dell’Agorà, attraverso la realizzazione di 2 torri rettangolari che proteggevano il punto nevralgico del nuovo sistema difensivo. La terza fase, fine del IV sec. a.C., definisce un impianto totalmente nuovo, basato su una concezione di “difesa preventiva”. In questo periodo Porta Nord, venne ulteriormente rafforzata con la costruzione della Grande Galleria coperta e dalle 2 torri semicircolari avanzate che ospitavano apposite macchine da guerra. Infine la quarta fase, inizio del III secolo, riferibile al periodo di occupazione punica , prevedeva un rinforzo del muro ovest con torrioni provvisti di piazzola da combattimento e protette da grandi merli rivestiti.


CITTA’ PUNICA – ACROPOLI – IV sec. a.C.: La distruzione della città nel 409 a.C. ad opera dei Cartaginesi determinò il passaggio del sito sotto il dominio punico. L’insediamento punico stabile nacque solo dopo la pace del 339/8 a.C. siglata tra il siracusano Timoleonte e i generali cartaginesi, e fu abbandonato nel 250 a.C. all’arrivo dei Romani. I coloni punici si insediarono tra le rovine della città greca. Furono ricostruite le mura, si rinnovarono le porte e furono rifatti i tetti delle vecchie case che si affacciavano lungo le strade . Nuove costruzioni invasero le aree un tempo libere dei grandi recinti dei templi A, C e D ed essi stessi riadattati alle nuove esigenze di culto. Le case furono costruite in blocchi irregolari in molto ravvicinati tra loro lungo strade curvilinee e più strette di prima, in modo da offrire l’ombra anche nelle ore meridiane. Del reticolato stradale della città divenne il tempio C riconsacrato al dio Melquart e fu anche sede di un importante archivio sacro.
ABITATO: a seconda metà del IV sec. A.C. fu un periodo di relativa floridezza che coincise con l’affermarsi dell’eparchia cartaginese in Sicilia. In tale periodo si inserisce la nuova sistemazione urbanistica di Selinunte: distrutto l’antico abitato di Manuzza, una contrazione dell’area destinata all’edilizia privata, diretta conseguenza della riduzione degli abitanti e dell’immissione di nuclei di provenienza punica nella compagine cittadina, determinò alla concentrazione degli spazi urbani sull’Acropoli, naturalmente condizionati dalle strutture preesistenti. La risistemazione del santuario urbano sull’Acropoli vide una distinzione tra un’area pubblica che occupa il settore nord del temenos di età arcaica e classica, e una zona, nel settore sud, con una ben marcata valenza culturale.
(Dopo) CASE PUNICHE: Esempi di case puniche riscontrate presso l’Acropoli di Selinunte. Le tipologie variano su un impianto generale comune: sono, infatti, tutti edifici che si aprono verso una corte interna chiusa e con coperture piane. Si differenziano per la forma esterna delle abitazioni , che si insediavano su precedenti greche, per la forma della corte interna e per il numero di piani da cui sono composte. Nelle immagini sono riportate 4 tipologie di abitazioni e la loro distribuzione in una parte dell’Acropoli.














