Il Giro delle Chiese

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Un GIRO per PESCINA – L’AQUILA

PESCINA è un comune italiano di 3.760 abitanti circa. È stato elevato a rango di città con decreto del presidente della Repubblica nel 2001. Il comune marsicano è situato nel settore orientale della piana del Fucino, lungo la valle del fiume Giovenco. Ha dato i natali a due personaggi illustri: il Cardinale Mazzarino e lo scrittore Ignazio Silone.

Il settore nord-orientale del suo territorio è incluso nell’area protetta del parco naturale re-gionale Sirente-Velino, mentre il versante sud-est ricade nell’area di delimitazione esterna del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Pescina confina con i territori comunali di Castelvecchio Subequo, Celano, Collarmele, Gioia dei Marsi, Ortona dei Marsi, Ortuc-chio, Ovindoli, San Benedetto dei Marsi e Trasacco. Sull’origine del toponimo Pescina non ci sono certezze. Tra le diverse ipotesi formulate le più attendibili farebbero originare il nome della cittadina dalla morfologia del territorio in cui è presente un piccolo bacino di raccolta delle acque del fiume Giovenco; oppure dall’attività pescatoria degli abitanti del luogo. La grotta Tronci e il riparo Maurizio, situati in località Rupe di Cardito, fanno risalire la presenza dell’uomo in modo continuativo al Paleolitico superiore e al Mesolitico. Nel VI secolo a.C. anche qui giunsero le popolazioni del ramo umbro-sabellici che, unen-dosi con gli indigeni, formarono il popolo italico dei Marsi. Questi saranno al centro di numerose vicende storiche in epoca imperiale, prima fra tutte la guerra sociale detta anche “guerra Marsica” che fu combattuta contro Roma per il riconoscimento della cit-tadinanza e dei diritti ad essa connessi. Condottiero dei Marsi e dei popoli italici fu Quinto Poppedio Silone originario dell’area del Giovenco dal quale lo scrittore Ignazio Silone, al secolo Secondino Tranquilli, acquisì lo pseudonimo “Silone“. E’ stata candidata per essere la “Capitale della cultura 2026” titolo assegnato alla città di L’Aquila.

La fortificazione, nota anche col nome di Rocca Vecchia, rappresenta uno sbarramento difensivo della valle del fiume Giovenco che alimentava il lago del Fucino, sulla valle che mette in comunicazione la piana con Sulmona. Sul sito occupato dal castello vennero re-alizzate nel tempo diverse strutture difensive a partire dai romani, successivamente di-strutte a seguito delle lotte per il controllo della zona. La torre attuale rappresenta i resti del castello fatto riedificare nel 1231 da Federico II di Svevia, successivamente posseduto da Ugone del Balzo e dal 1571 dalla famiglia Piccolomini. dichiarato monumento naziona-le nel 1902, il castello venne gravemente danneggiato dal terremoto della Marsica del 1915. La torre in pietra ha base pentagonale con un’alta base scarpata. Faceva parte di un sistema difensivo più ampio del quale, però, non rimangono che resti. L’importanza del controllo dell’accesso occidentale al Fucino, per il quale era stata realizzata la torre, è te-stimoniata dalla presenza nella valle del Giovenco di resti di mura megalitiche.

La VALLE del GIOVENCO è una valle abruzzese, estesa circa 405 km², situata nella Marsica, in provincia dell’Aquila, pressoché corrispondente al bacino idrografico del fiume Gioven-co. Situata nell’Appennino abruzzese, segna il confine geografico della Marsica orientale con la valle Peligna e la valle Subequana, alla quale è collegata tramite il valico di Forca Caruso. Il settore settentrionale della valle ricade nell’area del parco naturale regionale Sirente-Velino; a ovest confina con la Vallelonga, comprendendo i comuni che insistono sul versante est-sudest della piana del Fucino; infine a sud confina con l’area dell’Alto Sangro e con l’area protetta del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, costituendo una delle porte d’ingresso a nord dell’area protetta. La valle prende il nome dal fiume Giovenco, la cui sorgente si trova sul monte Pietra Gentile, a un’altitudine di 1250 m s.l.m. nel territorio del parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il fiume, che l’attraversa quasi completamente, sfocia nel canale collettore della piana del Fucino, attraversando il quale si spinge nell’emissario ipogeo dei cunicoli di Claudio fin oltre il ventre del monte Salviano, confluendo infine nel fiume Liri sotto l’abitato antico di Capistrello. Quando il Fucino era un lago, il fiume Giovenco e le sorgenti di Bisegna rappresentavano il principale affluente dello specchio d’acqua.

ALTRO:

– Chiesa di San Berardo: Inglobò la struttura militare della torre medievale. Danneggiata gravemente dal sisma del 1915 la torre, utilizzata come campanile, è integra. Sotto di essa è collocata la tomba dello scrittore Ignazio Silone.

– Chiesa di San Giuseppe:   Custodisce la tomba della serva di Dio, Santina Campana.

– Chiesetta della Madonna del Carmine

– Ruderi della chiesa di San Nicola

– Chiesa di Santa Maria del Carmine a Venere dei Marsi.

– Santuario della Madonna del Buon Consiglio a Venere dei Marsi.

– Teatro San Francesco: La struttura ospita le iniziative di carattere culturale che si svolgo-no a Pescina. L’edificio, situato via Sant’Antonio nella parte più antica della città, ospita il museo e il centro studi siloniano, la sala teatrale e la sala convegni. La struttura, restaurata a cominciare dal 1980 su progetto dell’architetto Carlo Scoccia è dotata di una capienza di oltre 200 posti a sedere. Nel cortile del palazzo si trova la scultura realizzata nel 1980 da Pietro Cascella, Monumento a tutti i giorni, omaggio a “Vino e pane” di Ignazio Silo-ne.

– Casa natale di Ignazio Silone. Il vecchio edificio è situato nella parte più antica del borgo.Edificio scolastico “Angelica Sgobbo Sipari“.

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