Pineto deve il suo nome alla rigogliosa pineta a ridosso del mare fatta piantare agli inizi del Novecento dalla famiglia Filiani di Atri su suolo demaniale ottenuto in concessione. Tale illu-stre famiglia atriana possedeva nella località, all’epoca quasi spopolata, una villa, e per tale ragione il paraggio era conosciuto come Villa Filiani.





Chiesa di Sant’AGNESE e San SILVESTRO
La chiesa è la parrocchiale del comune, costruita tra il 1926 e il 1935 dalla famiglia Filiani, con donazione di Luigi Corrado Filiani. Lo stile adottato è un eclettismo tra il romanico delle basiliche storiche di Roma, con tracce di elementi goticheggianti. La facciata principale in mattoni ha un pronao in stile romano a capitelli ionici, con iscrizione latina, e copertura a falda inclinata. La composizione termine con una facciata semplice a capanna. Il campanile è una torre che ugualmente rispecchia le fattezze delle basiliche romane, specialmente per quanto riguarda le arcate dei lati.
La pianta della chiesa è a basilica, con bracci sporgenti del transetto e abside semicircolare. L’interno ha decorazioni gotiche e romaniche, diviso a tre navate con grandi arconi a tutto sesto. L’abside in intonaco bianco funge da punto focale con il transetto, dove si innalza una piccola cupola rotonda.













L’edificio, completamente in mattoni, presenta copertura a capanna, originariamente sorretta da capriate in legno. Il portale della chiesa, ad architrave piano sormontato da lunetta, è preceduto da un piccolo portico, le cui colonne sorreggono la torre campanaria. In questa sono alloggiate le campane in bronzo, risalenti allo spesso periodo della costruzione della chiesa. Nella lunetta trova posto la rappresentazione in ceramica della Sacra Famiglia. L’interno è a navata unica ed è separata dalla zona presbiteriale, sopraelevata di tre gradini rispetto al resto, da un arcone a tutto sesto. Lungo le pareti laterali sono due piccole absidi, in una delle quali trova posto la statua di S. Gabriele dell’Addolorata e l’organo con intorno l’area per il coro; nell’altra sono le statue della Madonna dell’Addolorata, del Sacro Cuore di Gesù, di S.Antonio e di Gesù nel Sepolcro. All’inizio degli anni Ottanta del secolo scorso un’importante ristrutturazione ha riguardato, tra l’altro, il consolidamento strutturale dell’edificio e la sostituzione della copertura in legno con quella attuale in cemento armato. Dal 1° dicembre 2008 la cura pastorale dell’intera Parrocchia della Sacra Famiglia è stata affidata ai Padri Salvatoriani.




Villa FILIANI
Si trova vicino la chiesa parrocchiale, ed oggi ospita il Centro Etno Musicologico d’Abruzzo; i beni conservati nella villa sono legati alla tradizione storica abruzzese. L’aspetto della villa è eclettico, essendo stata costruita negli anni ’20 del Novecento: prevale specialmente lo stile neorinascimentale, con pianta quadrata a tor-retta centrale. Ciascun lato è ornato da cornice a motivi floreali; presso i due lati opposti si trovano dei piccoli portici.
La Pineta Filiani
Si trova nella località Torre di Cerrano, voluta da Luigi Corrado Filiani nei primi del ‘900. La pineta litoranea fu modellata nel 1923 con la bonifica dell’area circostante, con il livellamento del terreno e l’impiantamento di 2.000 alberi di Pino da pi-noli (Pinus pinea) alti circa 6 metri. Successivamente furono realizzati dal Corpo Foresta dello Stato due diversi impianti: il primo a Pino d’Aleppo e il secondo sempre usando il Pino da pinoli.




La Riserva del Borsacchio (dopo) è uno dei luoghi più suggestivi della costa abruzze-se. Nata nel 2005 per salvaguardare il patrimonio naturale dalla cementificazione, tutta l’area è un prezioso scrigno di biodiversità. La Riserva si estende su 1100 ettari tra Roseto degli Abruzzi e le frazioni di Cologna Spiaggia e Montepagano ed è caratterizzata da un paesaggio collinare e litoraneo ancora integro dal punto di vista ambientale.
Dalla collina alla spiaggia, attraversando la Pineta Mazzarosa e il torrente del Borsac-chio, passando tra calanchi e dune viviamo la magia di un’area protetta in cui la natura è ancora intatta e merita di essere esplorata.



