Il Giro delle Chiese

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COLLEGIATA di San MICHELE ARCANGELO – Città Sant’ANGELO (PE)

L’attuale Collegiata di San MICHELE ARCANGELO sorge su una precedente costruzione del IX secolo. Ricostruita nel XIV secolo, assunse il titolo di collegiata nel 1353.La chiesa venne ampliata nel Rinascimento. Il campanile, caratterizzata da una base quadrata e sormontata da un tamburo poligonale dotato di una cuspide, fu restaurato dopo il terremoto del 1702. Il portale, decorato con un ciclo di figure simboliche è del 1326. Conserva notevoli resti di un pulpito altomedioevale in pietra, databile tra il VII e VIII secolo. La tomba di Amico di Buonamicizia, Vescovo della Diocesi di Atri-Penne, e il portico sono del ‘400.

L’attuale Collegiata di San MICHELE ARCANGELO sorge su una precedente costruzione del IX secolo. Ricostruita nel XIV secolo, assunse il titolo di collegiata nel 1353. La chiesa venne ampliata nel Rinascimento. Il campanile, caratterizzata da una base quadrata e sormontata da un tamburo poligonale dotato di una cuspide, fu restaurato dopo il terremoto del 1702. Come detto: costruita  anteriormente al Mille, fu ricostruita nel Trecento: il portale, decorato con un ciclo di figure simboliche è del 1326. Conserva notevoli resti di un pulpito alto-medioevale in pietra, databile tra il VII e VIII secolo. La tomba di Amico di Buonamicizia, Vescovo della Diocesi di Atri-Penne, e il portico sono quattrocenteschi. Il sarcofago, addossato al muro, è sviluppato in senso plastico su più piani. Quello centrale è occupato dall’immagine del defunto e da una lunga iscrizione che ne riassume la vita. La fabbrica continuò ad essere  ampliata nel Rinascimento: il campanile, a base quadrata con un tamburo poligonale sormontato da una cuspide, è derivato da quello del Duomo  di Atri, e fu rimaneggiato dopo il terremoto del 1706. La torre campanaria si erge di lato della facciata principale della chiesa, mentre il fianco destro è coperto da un porticato del XV secolo costituito da colonne che sorreggono arcate ogivali. La torre campanaria ha un’altezza di 47-48 metri, uguale alla lunghezza del porticato. Dalle lapidi poste sulla torre è possibile far risalire sua costruzione al 1425, ricostruita nel 1709 dopo il terremoto del 1706. Nell’apertura centrale del porticato si trova il portale del 1326, data presente sull’archivolto, con l’immagine dell’Arcangelo Michele nella lunetta. Alla base dei pilastri d’ingresso della scalinata si trovano due plutei di pietra, proveniente da un ambone datato tra VII e VIII secolo. Secondo l’ipotesi di Ignazio Carlo Gavini, uno dei primi studiosi dell’architettura medievale d’Abruzzo, la gradinata ha occupato lo spazio destinato alla primitiva navata terza, poi ristretta.

L‘INTERNO della chiesa ha pianta rettangolare senza transetto, divisa in due navate: il sof-fitto a cassettoni è stato ripristinato nel 1911 da maestranze locali, nascondendo quello originale a capriate lignee con gli affreschi trecenteschi attribuiti al Maestro di Offida, di cui restano dei quadri all’interno della chiesa ritraenti le storie della vita di Gesù. Nella stessa navata maggiore di San Michele si ammirano vari tesori quali la statua lignea del santo (XIV secolo), la statua in terracotta policroma della Madonna delle Grazie, die-tro l’altare maggiore un prezioso coro ligneo intagliato con leggio, eseguito dall’ebanista Giuseppe Monti nel XVII secolo; da apprezzare 5 grandi cappelle laterali in legno dorato e intagliato, risalenti al XVII secolo, di cui il migliore è quello della Madonna della Purità, restaurato nel 2006, realizzato nel 1611 dal pittore ortonese Tommaso Alessandrino. Di questo autore si conservano anche pregevoli tele, di cui una ritraente la Madonna del Carmine, conservata nella chiesa di San Francesco d’Assisi al Corso. I tabernacoli lignei a macchina templare, con colonne tortili, nicchie per i santi o le tele, e tempietto ridotto sulla sommità, provengono da una scuola di influenza marchigiana, attiva nell’area pescarese-pennese, e nell’area teramana. Altri tabernacoli sono quelli di San Gaetano, di San Federico Borromeo, e di San Michele, con monumentale tela di una sacra conversazione. Vi si trova la statua del Santo Michele, che si trovava presso l’altare maggiore con catino absidale, preceduto da arco trionfale con stucchi a festoni dorati. La navata a sinistra è divisa da archi su pilastri murari ampi, dove stanno altri tabernacoli. Di interesse presso la navata minore un affresco del XVI secolo della Madonna col Bambino, di tradizione tardo bizantina, ritenuto miracoloso, incassato dentro un ulteriore tabernacolo ligneo posticcio.

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