La CHIESA dei Ss. Martiri COSMA e DAMIANO (le prime notizie sono del 1568) fu eretta subito dopo il terribile flagello della peste che nel 1656 decimò la popolazione di questo paese. All’interno notevoli sono: la pala dell’Altare Maggiore, raffigurante i Ss. Medici che curano i malati; l’immagine lignea dei Ss. Patroni; la fastosa immagine della Vergine del Rosario; quella devotissima dell’Immacolata. Insigne la reliquia di S. Cosma custodita in un prezioso reliquiario ligneo.

La CHIESA dei Ss. Martiri COSMA e DAMIANO (le prime notizie sono del 1568) fu eretta subito dopo il terribile flagello della peste che nel 1656 decimò la popolazione di questo paese: difatti delle 82 famiglie (fuochi) esistenti nel 1601, il Censimento del 1669 ne elenca solo 67. La Chiesa fu costruita in ringraziamento ai Ss. Medici per la fine della pestilenza. I lavori incontrarono molte difficoltà che spiegano il lento procedere della costruzione nonostante il generoso contributo di tutti i cittadini capeggiati dalla famiglia De Laureto che discendeva dai Conti di Manoppello ed era legata da grande amicizia con la nobile famiglia dei D’Avalos marchesi del Vasto. Oltre alla pia intenzione di onorare i Santi fratelli Medici Cosma e Damiano, c’era nella costruzione del nuovo tempio il segreto desiderio di una maggiore indipendenza dal potere e dalle angherie del barone Giambattista De Corvis che godeva del diritto di Patronato sulla allora Chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo e che quindi aveva poteri anche sulla nomina dei parroci. Il nuovo tempio, di Giuspatronato del Comune, fu aperto al culto nell’autunno del 1684 con grandi festeggiamenti. Il venerando sacerdote Donato De Laureto lasciò la carica di Arciprete per diventare Rettore della nuova Chiesa. Intanto con le offerte dei fedeli la Chiesa si andava arricchendo di arredi preziosi e di belle statue. E’ datato 1737 il bel Portale della facciata, dono di Antonio Talone. All’interno note-voli: la pala dell’Altare Maggiore, raffigurante i Ss. Medici che curano i malati; l’immagine lignea dei Ss. Patroni; la fastosa immagine della Vergine del Rosario; quella devotissima dell’Immacolata. Insigne la reliquia di S. Cosma custodita in un prezioso reliquiario ligneo. Con Bolla Arc. Dell’8 dicembre 1934 la Chiesa divenne Chiesa parrocchiale in sostituzione della vecchia e scomoda Chiesa di San Pietro. Da allora è stata cura dei parroci di renderla più adatta e degna della nuova realtà. La Chiesa è stata decorata e, specialmente negli ultimi anni, arricchita di molte e importanti opere. La devozione ai Ss. Cosma e Damiano continua nel solco tracciato dagli avi. Ogni anno il 26 e 27 settembre la festa liturgica dei Santi Protettori, sono tanti i fedeli che non solo da Roccascalegna ma da tutti i paesi vicini, vengono in questa Chiesa a pregare i Ss. Medici e ad implorare la loro protezione per la salute dell’anima e del corpo.



L‘Interno della chiesa è impostato su una pianta a tre navate, senza transetto e con abside piatta. Le arcate e le pareti laterali sono ornate da un motivo ricorrente di lesene di ordine dorico, reggente una trabeazione a metope e triglifi sulla quale sono impostate le varie volte a vela che coprono le navate. Una ricca decorazione generale di stucchi, spesso colorati o dorati, orna l’intero ambiente. Le volte di copertura, inoltre, sono decorate ad affresco. Sulla parete di controfacciata è posta una cantoria in legno sorretta da un colonnato, ospitante il grande organo della chiesa. Le opere di maggior interesse sono:
– la tela dell’altare maggiore che illustra la “Santissima Trinità” di Francesco Maria De BENEDICTIS da Guardiagrele,
– presso il presbiterio si trovano moderne tele che illustrano i momenti principali della vita di Cristo, di ambito locale.
– presso l’altare si trovano le statue dei Santi Medici,
– lateralmente in un altare una copia del quadro di San Gilberto compatrono della vicina Casoli,
– la cappella della Confraternita del Sacramento con la statua della Madonna Immacolata;
– nel capoaltare della navata sinistra vi è la statua della Madonna di Lourdes;
– altre statue di rilievo sono quella di Cristo risorto, di San Vincenzo e San Gabriele arcangelo, restaurate da Gabriele FALCUCCI di Atessa.
Caratteristica della chiesa è un altare laterale col quadro della Madonna col Bambino di fattura popolare, detto volgarmente “Mamma nostra“. Un’altra copia si trova in un altare della chiesa di San Nicola a Lanciano.


























