Il Giro delle Chiese

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CHIESA dei Santissimi COSMA e DAMIANO – TAGLIACOZZO (L’AQUILA)

La Chiesa originaria venne edificata nel periodo carolingio tra l’VIII e il X secolo, nelle vicinanze della piccola chiesuola intitolata a “San Cosma in Sylvis“. Nell’anno 872 fu donata dai monaci benedettini dell’abbazia di Montecassino al gastaldato longo-bardo della Marsica la chiesa di “S. Cosme de Civitella in Heloritu” con tutte le sue pertinenze nella contea dei Marsi. Ristrutturata più volte nel corso dei secoli, la chiesa contemporanea venne rimaneggiata all’interno del complesso monastico nella prima metà del XV secolo. La chiesa contemporanea è frutto del rimaneggiamento della prima metà del XV secolo, a ltri lavori furono fatti tra il XVII e il XVIII secolo. Il complesso religioso conserva il quadro donato alla città dalla famiglia Colonna, risalente tra il XVII e il XVIII secolo, che raffigura il Volto Santo di Gesù sofferente, impresso sul velo della Veronica.

La Chiesa originaria venne edificata nel periodo carolingio tra l’VIII e il X secolo, nelle vicinanze della piccola chiesuola intitolata a “San Cosma in Sylvis“. Nell’anno 872 fu donata dai monaci benedettini dell’abbazia di Montecassino al gastaldato longobardo della Marsica la chiesa di “S. Cosme de Civitella in Heloritu” con tutte le sue pertinenze nella contea dei Marsi. Ristrutturata più volte nel corso dei secoli, la chiesa contemporanea venne rimaneggiata all’interno del complesso monastico nella prima metà del XV secolo per volere del conte Giannantonio Orsini, signore del feudo di Tagliacozzo, affiancando nel culto la vecchia chiesa situata all’interno del monastero. La chiesa contemporanea è frutto del rimaneggiamento della prima metà del XV secolo. Mentre altri lavori di ristrutturazione si resero necessari a causa dei gravi danni causati dal terremoto dell’Italia centromeridionale del 1456. In questo arco di tempo vennero realizzati il portale d’ingresso e l’ampia navata unica con le volte a crociera. Successivamente la volta della campata presbiteriale nel 1541, la campata mediana nel 1543 e la torre campanaria nel 1564. Con l’avvento dell’arte manierista-barocca, la chiesa subì altri restauri nella prima metà del XVI secolo.Il campanile fu innalzato per interesse della badessa Abba Carida, detta Caridonia, nel 1564. Altri lavori ci furono tra il XVII e il XVIII secolo. Nel 2001 la copertura è stata consolidata onde evitare infiltrazioni d’acqua. La chiesa si presenta come uno dei rari esempi di monasteri benedettini in Abruzzo ben conservati. Ha un aspetto irregolare, con accesso mediante un muro di protezione con un portale gotico ad ogiva; il portale vero e proprio della facciata è rinascimentale, con un arco a tutto sesto incassato in una cornice a rilievi vegetali e geometrici, con architrave a timpano triangolare, rialzato da sei gradini, articolato da due pilastri ed un arco scolpiti, sia sul prospetto che nella parte interna. Il complesso religioso conserva il quadro donato alla città e al ducato di Tagliacozzo dalla famiglia Co-lonna, risalente tra il XVII e il XVIII secolo, che raffigura il Volto Santo di Gesù sofferente, impresso sul velo della Veronica. Annualmente nella domenica in albis si celebra la solennità del Volto Santo e la festa della Municipalità. In processione l’antico quadro viene portato in piazza dell’Obelisco per la benedizione.

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