La Collegiata di Santa Maria Maggiore, sorta forse su un tempio pagano nel 430 d.C. è in-teramente rea-lizzata in pietra della Maiella. Conserva una croce processionale di Nicola da Guardiagrele del 1431. Lo stile è Gotico-barocco. Inizio costruzione XIII secolo. Presenta una struttura complessa, frutto del susseguirsi delle fasi costruttive nei secoli. È caratterizzata da un’e-legante facciata in pietra della Majella (che procurò alla città la definizione di “città di pietra” da Gabriele D’Annunzio ne “Il trionfo della morte”) e in cui è incorporata una massiccia torre campanaria.



DUOMO SANTA MARIA MAGGIORE: Presenta una struttura complessa, frutto del susseguirsi delle fasi costruttive nei secoli. È caratterizzata da un’elegante facciata in pietra della Majella (che procurò alla città la definizione di “città di pietra” da Gabriele D’An-nunzio ne Il trionfo della morte) e in cui è incorporata una massiccia torre campanaria. La facciata è dominata da un por-tale che ben rappresenta il goti-co abruzzese, con le sue ricche lavorazioni a fasci di colonne e capitelli con motivi floreali e un archivolto a cordoni concentrici fortemente strombato. Le ante del portale sono in legno sono datate 1686, mentre la lunetta ospitava un gruppo scultoreo del XV secolo sull’Incoronazione della Vergine, esposto ora nel museo del duomo. Sotto l’orologio un’e-dicola accoglie una statua di San Giovanni Battista, riconducibile alla seconda metà del Quat-trocento. Il portico settentrionale, verso palazzo Vitacolonna, è coperto da un soffitto con volte a crociera sostenute da massicci pilastri e colonne lapidee e ospita all’interno di un’edicola l’affresco quattrocentesco della Madonna del Latte, il cui autore è ignoto, sotto una campata ricoperta da ricche decorazioni barocche in stucco.
















Nell’ambiente interno i muri sono scanditi da paraste alternate ad altari in stucco, dentro cui sono presenti statue o dipinti. Sul lato sinistro particolarmen-te rilevante sono la Deposizione, tela seicentesca del pittore ferrarese Giuseppe Lamberti, e il pulpito in legno di noce su cui sono incise scene della Vita di Gesù. Sul versante opposto è presente un paliotto medievale ricomposto con elementi in pietra eterogenei, dentro il quale è posta una composizione a formelle, sovra-stato da una tela di fine Cinquecento che rappresenta l’Assunzione di Maria. Nella sagrestia sono conservati una Crocifissione di Francesco Maria De Benedictis, le Anime purganti di Nicola Ranieri e 4 episodi della Vita di Cristo, tutte opere di artisti guardiesi e risalenti al XIX e XX secolo. Il campanile sarebbe la parte sommitale della facciata centrale. Terminava a torre e aveva campane montate su cella di ferro. Nel XVII secolo il campanile fu costruito nuovamente come una torre campanaria quadrata, e consolidato dopo il terremoto del 1706. Nel 1943 un bombardamento aereo lo distrusse assieme a parte del tetto della chiesa. Le campane vennero rinfuse, tuttavia il castello di ferro a tetto scoperto fu montato solo nel 2009. Il concerto è uno dei più grandi d’Abruzzo e possiede 9 campane poste a otta-gono: 4 maggiori laterali, fiancheggiate da 4 piccole, e infine il campanone collo-cato al centro superiormente.






















