Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un Giro Per CASTELLI – TERAMO

Castelli è un piccolo borgo abbarbicato su un alto costone roccioso per buona parte circondato da dirupi che rappresentavano sicuramente una buona difesa. E’ circondato, inoltre, da numerosi bo-schi ai piedi del Gran Sasso. Il borgo è molto conosciuto per le sue ceramiche che si possono ammirare nelle varie botteghe e nel Museo della Ceramica, ospitato in un antico convento fran-cescano, appena fuori dal paese.

La Chiesa di San Giovanni Battista è in Piazza Roma, ed ha un aspetto tardo-rinascimentale del XVI secolo. Ha pianta rettangolare con classica facciata a coronamento orizzontale, col portale del 1601 a timpano spezzato, sormontato da un oculo. Sulla destra si erge il campanile a torre. L’interno è a 3 navate, molto sobrio, in stile neoclassico, con quattro robuste colonne divise per lato che reggono le navate stesse. L’elemento di pregio è una statua lignea della Madonna col Bam-bino, legata a un ambone romanico, proveniente dal distrutto monastero di San Salvatore, le cui rovine sono in località Villa Re Quirino Celli. La statua risale al XIII secolo, realizzata seguendo la matrice culturale francese dalla Cattedrale di Chartres, che mostra somiglianze anche con gli affreschi della chiesa di Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna, poco distante dal borgo. La Madonna mostra molte rifiniture nella realizzazione dei capelli, la chioma si divide in due bande finemente abbellite con trecce e nastro, con l’ornamento finale della corona. Il panneggio è ugualmente lavorato con accurate pieghe di come mostra la veste del Bambino.

La Chiesa di San Rocco si trova appena fuori il borgo medievale, risalente al XVII secolo, benché l’attuale  facciata sia un rifacimento pseudo romanico del 1970, durante il restauro conservativo. Le sue mura esterne in laterizio sono state restaurate negli anni Settanta del secolo scorso dopo che la precedente struttura era stata abbattuta per permettere la costruzione della strada che collega Ca-stelli con L’Aquila e Pescara. La chiesa è dedicata a San Rocco, ma la tradizione popolare lega la cappella alla Madonna delle Lacrime per un miracolo secondo il quale la Vergine ritratta nell’af-fresco di Andrea De Litio pianse e le lacrime vennero inviate al papa, che riconobbe il miracolo. La facciata è a coronamento orizzontale ed ha due finestre strette e molto alte con arco a tutto sesto. La chiesa conserva il portale romanico strombato (sulla lunetta c’è un bassorilievo del santo), con in asse un rosone tondo in ceramica castellina raffigurante la Madonna  (grande mosaico composto da 68 mattonelle di maiolica). Di lato al portale vi sono due finestre strette ed alte con arco a tutto se-sto. Sul lato sinistro della chiesa si trova un campanile a vela con 2 campane. Sullo stesso lato so-no rimessi in opera due fregi in pietra, uno con nodo di Salomone e l’altro con lepri fuggenti, di ori-gine medievale. L’interno è ad una unica navata con una cappella sul lato sinistro, in prossimità della sacrestia. L’interno ospita una pala d’altare opera di artigiani locali.

CHIESA di S. MARIA della NEVE: Befaro è una frazione di Castelli (Teramo) e si trova a m.600 s.l.m. Sulla sommità del colle alle spalle del centro abitato è la Chiesa di S.Maria della Neve, appartenente alla Parrocchia di S.Salvatore e S.Maria di Castelli. Si tratta di un edificio con copertura a capanna e facciata a coronamento orizzontale con caratteristiche architettoniche tipiche delle costruzioni rurali del sec. XIX. In facciata si apre, spostato sul lato sinistro, un portale con cornice rettangolare modanata in travertino sormontata da mensola e con apertura ad arco a tutto sesto. Poco al di sopra del portale è una finestra rotonda. Sul lato destro dell’edificio, ruotato di 90° rispetto alla facciata, si erge un campanile a vela in mattoni che presenta nella parte bassa due fornici con arco a tutto sesto e nella parte alta un terzo fornice di minori dimensioni. Le due campane esistenti, frutto della fusione e della maggiorazione di quelle preesistenti, vennero ricollocate in occasione dell’Anno Santo 1950. Su una di esse si legge infatti “Fusa e aumentata con l’obolo della popolazione della valle, Befaro in onore di  M. S.S. della Neve. Anno Santo MCML”. E sull’altra: “Il popolo di Befaro nell’Anno Santo MCML”. L’interno, semplice ed essenziale, è costituito da un vano unico coperto da capriate a vista. La pavimentazione è in piastrelle quadrate in cotto. Il piano dell’altare risulta rialzato e presenta una lastra in marmo che delimita la pavimentazione a piastrelle rettangolari verdi con motivi floreali. Il presbiterio risulta essere stato ristrutturato nel periodo 1965-1970, quando venne anche aggiunto l’altare in marmo di modesta fattura.

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