Si trova in Piazza Rossetti, nota anche come “Chiesa dell’Addolorata“. Le origini della chie-sa risalgono al XV secolo, quando esisteva una cappella dedicata a Santa Maria de’ Guarlati, dove si venerava un’icona miracolosa. Si racconta che Bellalta de Palatio, moglie di Notar Buccio di Alvappario, essendo malata, fece un voto alla Madonna di visitare le chiese di Va-sto a piedi nudi se fosse guarita, ma a causa dell’aggravarsi della malattia, decise di essere sepolta nella cappella (1404). In seguito la chiesetta venne demolita per costruirci il Con-vento dei Poalotti, e la lastra tombale venne collocata sul muro occidentale della chiesa di Santa Maria Maggiore. Presso la nuova chiesa vennero costruite delle cappelle popolari dedicate alla Madonna dei Miracoli, a San Rocco, in ricordo della pestilenza.


Chiesa San FRANCESCO da PAOLA (XV secolo): Si trova in Piazza Rossetti, nota anche come “Chiesa dell’Addolorata“. Le origini della chie-sa risalgono al XV secolo, quando esisteva una cappella dedicata a Santa Maria de’ Guarlati, dove si venerava un’icona miracolosa. Si racconta che Bellalta de Palatio, moglie di Notar Buccio di Alvappario, essendo malata, fece un voto alla Madonna di visitare le chiese di Va-sto a piedi nudi se fosse guarita, ma a causa dell’aggravarsi della malattia, decise di essere sepolta nella cappella (1404). In seguito la chiesetta venne demolita per costruirci il Con-vento dei Poalotti, e la lastra tombale venne collocata sul muro occidentale della chiesa di Santa Maria Maggiore. Presso la nuova chiesa vennero costruite delle cappelle popolari dedicate alla Madonna dei Miracoli, a San Rocco, in ricordo della pestilenza. Nel XVII secolo dal Generale dei Minimi di San Francesco di Paola fu inviato a Vasto frate Gregorio Valenti affinché fosse fondato un loro ordine, e dal 1604 iniziarono i lavori del nuovo monastero. La chiesa fu successivamente restaurata da don Cesare Michelangelo d’Avalos, e l’immagine antica della Vergine venne posta sulla parete del coro. Nel 1770 il convento fu soppresso e le rendite passarono al monastero di Caserta, e successivamente fu acquistato da Pietro Benedetti che lo trasformò in abitazione. Rimase solo la chiesa, re-staurata nella metà dell’Ottocento in stile neoclassico da Silvestro BENEDETTI. Tra le opere conservate ci sono la Pietà, opera scultorea di Giacomo COLOMBO, e i quadri della Madonna del Velo, della scuola di B. LUINI, il San Carlo Borromeo di Nicola Maria RUSSO, e San Rocco di Filippo ANDREOLA, la tela di Santa Lucia è di Giovan Battista De LITIIS (1718), il San Francesco di Paola è di un anonimo del XVII secolo. L’8 agosto del 1729 venne sepolto sotto il pavimento della chiesa il Marchese don Cesare Michelangelo, ultimo membro di rilievo della Casa d’Avalos.































