La Cattedrale Metropolitana di San Lorenzo è il principale luogo di culto di Perugia. Inizio costruzione: 1346; fine costruzione: 1490; consacrazione 1569; arch. Fra BEVIGNALE; stile: gotico, rinascimentale, barocco (portale). La decorazione esterna, una trama geometrica di quadrilobi in marmo rosa e bianco (prelevati dalla Cattedrale di Arezzo) non fu mai completata, ed occupa oggi solo la parte inferiore della fiancata. La decorazione degli interni venne completata nel XVIII secolo con l’aggiunta di pitture, stucchi, dorature e marmi. Nell’immagine in evidenza: Grandissima tela di Giovanni Antonio SCARAMUCCIA raffigurante “la Vergine fra i patroni della città e i santi Agostino, Domenico e Francesco”,


La Cattedrale conservava diverse opere del rinascimento umbro, tra cui lo Sposalizio della Vergine del Perugino nella Cappella del Santo Anello, dove era conservato insieme alla reliquia dell’anello nuziale della Vergine. Inizialmente commissionata al Pinturicchio, venne poi affidata al Perugino. Il 24 febbraio 1797 venne requisito dalle truppe francesi e arrivò a Parigi il 27 luglio 1798. Venne spedito al Musée de Caen nel 1802, frutto delle spoliazioni napoleoniche da Napoleone. Diversamente dall’usuale, la cattedrale ha la fiancata laterale rivolta verso la piazza principale della città, affacciata sulla Fontana Maggiore e sul Palazzo dei Priori.
Tale lato è caratterizzato dalla Loggia di Braccio, commissionata da Braccio da Montone nel 1423, una struttura proto rinascimentale attribuita a Fioravante Fioravanti da Bologna. La loggia in precedenza era stata parte del Palazzo del Podestà, poi dato alle fiamme nel 1534. Sotto la loggia è possibile vedere parte di un muro romano, le fondamenta del vecchio campanile, le misure perugine del piede e della mezza canna, a testimonianza che la piazza antistante era luogo di mercato, il calco della Pietra della Giustizia, (l’originale è nel Palazzo dei Priori, nella sala del Consiglio comunale) che riporta un’iscrizione del 1234 attraverso la quale il Comune annunciò che tutto il debito pubblico era stato cancellato.


(Dopo) PORTALE Principale: La facciata principale è rivolta verso piazza Danti ed è impreziosita da un portale in stile barocco progettato da Pietro CARATTOLI nel 1729. Il muro esterno è a vista e si possono scorgere i ganci portanti di un previsto rivestimento in marmo, mai apportato. Nel laterale nord In occasione del Giubileo 2000 è stata decorata “la Porta Santa”, con altorilievi in bronzo dello scultore perugino Artemio GIOVANNI.


Sopra: Il Fianco laterale sinistro, è aperto da finestroni gotici e da un portale rinascimentale progettato da Galeazzo Alessi nel 1568 e realizzato in travertino da Ippolito Scalza. A destra del portale è un pulpito del ‘400 composto da antichi frammenti e mosaici cosmateschi, dal quale predicò San Bernardino da Siena nel 1425 e nel 1427, ed un Crocifisso in legno di Polidoro Ciburri. Precede la chiesa una scalinata ove si erge la statua bronzea di papa Giulio III, opera di Vincenzo Danti del 1555. Papa Giulio III fu oggetto della gratitudine cittadina in seguito al ritorno delle magistrature locali, in precedenza soppresse da Paolo III. Nel 2023, su decisione del Comune, viene ampliato lo spazio pedonale sulla facciata principale.


Dopo: CROCIFISSO in legno di Polidoro CIBURRI del 1540 posto dai perugini nel 1540 durante la guerra del sale, in segno di protesta contro Papa Paolo III. Il campanile originale fu distrutto nel 1371 dall’abate di Monmaggiore quando collegò la fortezza di Porta Sole ai palazzi di piazza. Era a tre ordini di finestre con un gallo di bronzo sulla sommità. La semplice torretta campanaria venne edificata tra il 1606 ed il 1612 su disegno del perugino Valentino MARTELLI. Essa ospita 4 antiche campane, fuse da diverse fondere in secoli diversi.


L‘Interno con pianta a croce latina e divisa in tre navate da pilastri ottagonali, è del tipo a sala, con le volte delle navate di pari altezza. Misura una lunghezza di 68 metri e la navata centrale è larga due volte e mezza le laterali. Le strutture gotiche nel ‘700 sono state rivestite da stucchi marmorizzati e fini dorature. Le volte costolonate sostenute da pilastri ottagonali, furono interamente decorate da pittori quali Francesco Appiani, Vincenzo Monotti, Valentino Carattoli, Carlo Spiridione Mariotti, Marcello Leopardi, Domenico Sergardi e costituiscono un’antologia della pittura del ‘700 perugina. Il pavimento di marmi policromi, sono del XIX secolo, fu commissionato dal Vescovo perugino Giovacchino Pecci, divenuto poi Papa Leone XIII.











Sopra: Alla destra del portale d’ingresso si trova un sarcofago del 1451 del vescovo Giovanni Andrea Baglioni, il vescovo che commissionò la ricostruzione della cattedrale, il monumento è attribuito ad Urbano da Cortona. La vetrata del rosone centrale con il ”martirio di San Lorenzo”, prodotta nel laboratorio perugino Moretti Caselli, è opera di Ludovico Caselli (1919) e sostituisce la più antica di Guglielmo Marcillat (XVI). A sinistra dell’ingresso è il Monu-mento funebre del Vescovo Mar-cantonio Oddi (1668) di Domenico Guidi da Carrara, allievo dell’Algardi, con la figura del vescovo raffigurato inginocchiato con ai piedi le allegorie del tempo e della fama.

(Sopra e di seguito) Braccio sinistro del transetto: A sinistra dell’abside è la cappella di S. Francesco con un dipinto di Ippolito Borghese con l’Assunzione della Vergine, eseguito nel 1620 probabilmente spedita da Napoli, in cui si vede, inginocchiato, il committente Pierantonio Ghiberti vissuto a lungo nella città partenopea; il tabernacolo sopra all’altare è di Bino Sozi (1579). Segue nell’estremità del transetto la cappella del Crocifisso, con il Crocifisso ligneo del XV secolo e l’altare progettato da Pietro CARRATTOLI (1735) su commissione dei marchesi Florenzi. Nella parete sinistra è la Sacra Famiglia di Ludovico CASELLI (1896) con sotto la tomba del musicista perugino Francesco Morlacchi.





Sopra e dopo): Entrando dall’ingresso principale a sinistra, la cappella custodisce la reliquia del presunto Santo Anello della Vergine Maria, una pietra verde di calcedonio od onice che venne presa furtivamente a Chiusi dal frate tedesco Winter di Magonza, e donata al vescovo di Perugia nel 1473. Il prezioso monile è racchiuso nel Reliquario del Sant’Anello, realizzato da Bino di Pietro e Federico e Cesarino del Roscetto, considerato tra i capolavori dell’arte orafa del Rinascimento italiano. La cappella è protetta da una cancellata in ferro battuto del 1496-1511 opera di Bernardino e Giacomo di Matteo. La reliquia, viene esposta al pubblico due volte all’anno, in settembre e luglio con l’apertura di ben quattordici serrature. Sulla pietra del parapetto della cancellata è incisa la scritta:
HAC SACER INTACTAE MATRIS SITUS ANNULUS AEDE QUI DEDIT EST CUSTOS MUNERIS ILLE SUI.
La cappella era un tempo decorata da affreschi del Pinturicchio e dalla pala con lo Sposalizio della Vergine di Perugino, sottratto durante l’occupazione napoleonica ed oggi al museo di Caen. Il quadro fu sostituito nel 1825 da una tela di Jean Baptiste Wicar. La mostra in marmo che racchiude il dipinto è del Perugino Francesco Caselli (1753-61), mentre l’altare del XV sec. è dello scultore fiorentino Benedetto Buglioni. La vetrata con l’adorazione dei pastori è di Francesco Moretti (1873).

(Dopo) Pala: “Sposalizio della Vergine” di PERUGINO, sottratto durante l’oc-cupazione napoleonica ed oggi al Museo di Caen. Il quadro fu sostituito nel 1825 da una tela di Jean Bapti-ste Wicar.

Dopo: A sinistra dell’ingresso è il Monumento funebre del Vescovo Marcantonio Oddi (1668) di Domenico Guidi da Carrara, allievo dell’Algardi, con la figura del vescovo raffigurato inginocchiato con ai piedi le allegorie del tempo e della fama.

Dopo: Sulla parete di controfacciata, sopra il portale, è situata una grandissima tela di Giovanni Antonio SCARAMUCCIA del 1616 raffigurante “la Vergine fra i patroni della città e i santi Agostino, Domenico e Francesco”, commissionata con il contributo delle rispettive confraternite laicali di S. Agostino, San Domenico e S. Francesco.


Dopo: Alla destra del portale d’ingresso si trova un sarcofago del 1451 del vescovo Giovanni Andrea Baglioni, il vescovo che commissionò la ricostruzione della cattedrale, il monumento è attribuito ad Urbano da Cortona.

VETRATE e AFFRESCHI delle VOLTE: La vetrata del rosone della controfacciata è stata realizzata nel 1919 da Ludovico CASELLI e rappresenta il “Martirio di san Lorenzo”. Subito sotto, si nota il grande dipinto di Giovanni Antonio SCARAMUCCIA con “l’Apparizione della Vergine col Bambino e Santi”, opera del 1617. Nel muro laterale sopra la Cappella del Santo Anello, si trova una vetrata del 1873 con “l’Adorazione dei pastori” di Francesco MORETTI.
Dall’altro lato, due tra le più belle vetrate della Chiesa. Quella che rappresenta la “Predica di San Bernardino” venne realizzata nel XVI secolo su disegno del pittore Hendrick Van Den BROECK. L’altra, molto colorata, rappresenta la “chiesa, popolo di Dio in cammino”. Venne realizzata in occasione del grande giubileo del 2000 su disegno dell’artista perugino don Nello PALLONI, discepolo di Gerardo DOTTORI. Le atre finestre hanno vetrate realizzate tra il XVI e il XX secolo, mostrano figure di santi o disegni geometrici policromi. Gli affreschi sulle volte vennero realizzati nel XVIII secolo da diversi pittori. Tutto il complesso iconografico è concepito come una movimentata visione celeste popolata di santi e angeli. I dipinti sono realizzati da Francesco APPIANI tra il 1782 e il 1789.

(Dopo) “La DEPOSIZIONE dalla CROCE” del BAROCCI. La Cappella di San BERNARDINO appartiene dal 1515 al Nobile Collegio della Mercanzia, una delle corporazioni medievali più importanti della città. Al centro dell’altare si può ammirare la grande tela con la Deposizione dalla Croce dipinta da Federico BAROCCI tra il 1567/69, questa è una delle opere d’arte più belle della città e tra i capolavori di tutto il Manierismo italiano.


Prima: Entrando dal portale principale, all’inizio della navata destra dopo la cappella di San Bernardino è una grande tela con La “Natività della Vergine” attribuita a Vincenzo PELLEGRINI o a Giulio Cesare ANGELI. Particolare interessante del dipinto è il paesaggio intravisto dalla bifora posta al centro del dipinto, che ne amplifica la profondità prospettica.

Dopo e di seguito: CAPPELLA del BATTISTERO del 1855 su disegno dell’architetto Giovanni SANTINI. Il prospetto rinascimentale addossato alla parete, è di Pietro da Como (1477-79). L’affresco il Battesimo di Gesù e la Vetrata con l’Eterno tra gli angeli sono di Domenico Bru-schi (1876). Il fonte battesimale è di Giuseppe Luchetti (1876), alla parete sinistra è il Crocifisso ligneo intagliato da Christophe Fournier (1656). Addossato alla parete è un elegante prospetto rinascimentale in marmo, opera di Pietro di Paolo di Andrea da Como. Cupola e lunette: affreschi del marchigiano Mariano Piervittori (1868)




Dopo e di seguito: CAPPELLA del SACRAMENTO realizzata da Galeazzo Alessi nel 1576, con una pala d’altare raffigurante la Pentecoste di Cesare Nebbia del 1563, il monumento funebre di papa Martino IV, deceduto a Perugia nel 1285, e reliquie di Innocenzo III e Urbano IV. Alle pareti affreschi neoclas-sici di Marcello Leopardi, e la vetrata raffigurante la Pietà di Tito Moretti (1874). Lungo la parete è il Martirio di San Sebastiano di Orazio Alfani (1572).






Dopo: Proseguendo lungo la Navata Destra.


Prima, dopo e di seguito: Nel braccio destro del transetto è la Cappella di Santo Stefano con, all’altare, il Martirio di Santo Stefano di Giovanni BAGLIONE (inizio XVII). A sinistra è il Monumento a Papa Leone XIII, il vescovo perugino G. Pecci, dello scultore Giuseppe LUCHETTI (1892). Alla parete destra si trova invece il Monumento dei papi Innocenzo II, Urbano IV e Martino IV, morti tutti e tre a Perugia, del 1615.
Da qui due porte immettono alla Cappella di S. Onofrio, dove si trovava l’omonima pala d’altare di Luca SIGNORELLI, la Pala di Sant’Onofrio, (1484) oggi conservata nell’annesso Museo della Cattedrale. Gli affreschi molto deperiti e l’altare dipinto con finte tarsie sono di Domenico BRUSCHI (1877). Segue l’ingresso della Sacrestia e a destra dell’altare la Cappella di Sant’Emidio con la pala di Francesco APPIANI (1784) Sant’ Emidio Battezza Polisia.



Prima: In Sacrestia è il fastoso ciclo pittorico di Giovanni Antonio Pandolfi da Pesaro (1573-76), Nelle volte e nelle pareti sono narrate le storie di San Lorenzo, racconti biblici si celebrano inoltre le grandi figure dei vescovi patroni di Perugia. S. Costanzo e s. Ercolano, contornati dai grandi maestri della chiesa universale (Gregorio, Ambrogio, Agostino, Girolamo). Nello stile si fa riferimento all’opera di Michelangelo, le decorazioni riprendono le antiche grottesche romane riscoperte nel rinascimento.
Il Chiostro tardo rinascimentale ha sui tre lati un secondo ordine di loggiato; incastrato nella parete est vi è un bel puteale più antico. Dal chiostro si accede al Museo dell’Opera del Duomo, alla Biblioteca Dominici e alla Sala del Dottorato. In quest’ultima fino all’Ottocento venivano conferite le lauree in Legge e in Medicina. A sinistra dell’ingresso della sala del Dottorato, una lapide ricorda che in questo luogo si tennero cinque conclavi dal 1216 al 1305 incluso quello che si concluse con l’elezione di Celestino V, il papa eremita che rifiutò il pontificato. Di grande importanza è la Biblioteca Dominici, allestita nel ‘600, meta di ricercatori coi suoi 12.000 volumi. Dalle scale del chiostro si accede alle quattrocentesche logge di San Lorenzo con tre ordini sovrapposti.
Dopo: MUSEO CAPITOLARE.

Il MUSEO conserva un trittico di Meo da Siena, una Madonna di Andrea Vanni ed un trittico di Agnolo Gaddi, oltre alla già citata notevole Pala di Sant’Onofrio del Signorelli. Conserva inoltre numerosi pregiati manoscritti, alcuni risalenti al X secolo. Il museo comprende una sezione archeologica e gli scavi nei sotterranei della cattedrale. Adiacente al museo è la Sala del Dottorato con affreschi raffiguranti papa Giovanni XXII tra gli imperatori Carlo IV e Sigismondo.


