Il Giro delle Chiese

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Un GIRO Per ANVERSA – L’AQUILA

Anversa degli Abruzzi  è un comune di circa 300 abitanti. Del territorio del comune fa parte la frazione di Castrovalva e “la riserva naturale delle Gole del Sagittario“. Ha mantenuto l’integrità del borgo medievale, tanto da far parte della lista de “I Borghi più belli d’Italia”. Nel 1905 il borgo è visitato dal poeta Gabriele D’Annunzio in compagnia del filologo sulmonese Antonio De Nino, appassionato scopritore del passato romano abruzzese nel circondario. D’Annunzio fu impressionato dalla triste decadenza della nobile famiglia Di Sangro e dalle rovine del castello normanno, e scriverà la tragedia “La fiaccola sotto il moggio” ambientata ad Anversa, infatti la “fiaccola” del titolo è infatti il rudere alto e sottile del castello normanno.

Anversa degli Abruzzi è un comune italiano di 317 abitanti della provincia dell’Aquila. Fa parte della Comunità montana Peligna e fa parte del circuito dei i borghi più belli d’Italia. Nel territorio del comune si trovano la Riserva naturale guidata Gole del Sagitta-rio e la frazione di Castrovalva. Nelle zone circostanti tra il Cenozoico e il Mesozoico si è avuta un’orogenesi per sedimentazione carbonatica (le rocce nei dintorni contengono carbonati vari, tra cui principalmente carbonato di calcio sotto forma di calcare compatto). Il feudo nell’XI secolo appartenne ai Normanni, che edificarono il castello, e alla diocesi di Sulmona. Risalgono i primi nuclei religiosi di San Cesidio di Castrovalva e Santa Maria ad Nives. Il feudo di Anversa, nel Catalogo dei Baroni, nel XII secolo, era Castrovalva. Il nome medievale “Anversa”, risale alla posizione del borgo verso la valle e il fiume del Sagittario (Ad amnen versus). Durante l’impero svevo, Federico II si trovò a lottare contro il conte Tommaso, che aveva fatto affidamento sullo zio Raynaldo. Dopo la loro sconfitta, il feudo di Anversa fu ceduto al giovane Rinaldo, che fondò la contea del borgo. Nel 1997 ad Anversa viene istituito il Parco Letterario Gabriele D’Annunzio (Si ricorda che D’Annunzio ha ambientato ad Anversa degli Abruzzi uno dei suoi capolavori: “La fiaccola sotto il moggio” di cui la fiaccola, secondo una leggenda popolare è il rudere del castello normanno, tale castello appartenuto alla famiglia Di Sangro, al visitatore, pare avere la forma di una fiammella). Anversa è oggi altrettanto conosciuta per la riserva naturale delle Gole del Sagittario, e per l’integrità del borgo medievale, tanto da far parte della lista dei Borghi più belli d’Italia.

Gabriele D’Annunzio nel castello normanno-aragonese in cima alla collina del paese ambientò il suo dramma teatrale, La fiaccola sotto il moggio. Nella storia è presente in primo piano la figura della rovina del castello, simbolo di decadenza della struttura e della nobile famiglia De Sangro. Vengono fatti riferimenti anche al borgo e a Cocullo, riguardo al rito dei serpenti. Parco Letterario Dannunziano: Ad Anversa si svolge il Parco letterario Dannunziano a partire dal 2002. La fondazione nel 2002 viene dedicata a Gabriele d’Annunzio dai fondatori: il comune di Anversa degli Abruzzi, il WWF Italia e la Fondazione “Ippolito Nievo”, ma anche i comuni vicini di Cocullo, Villalago e Bugnara  hanno dato un contributo. Lo scopo dell’associazione è non solo di   rappresentare  e/o  leggere  brani  e pere di D’Annunzio, ma anche di percorrere e visitare i luoghi della tragedia dannunziana La fiaccola sotto il moggio; le manifestazioni si svolgono nella maggior parte dei casi presso il centro storico del paese. Il Parco letterario è gestito dal comune di Anversa degli Abruzzi e si svolge nei mesi tra aprile e luglio e a settembre e ottobre; gli ingressi sono solamente tramite prenotazione.

Chiesa della MADONNA delle GRAZIE: E’ sede della parrocchia di Castrovalva, fu eretta sopra l’antica cappella di San Tommaso, già citata da Clemente III nel 1188. L’edificio sacro oggi ha un aspetto rinascimentale, con facciata semplice, in cui unico elemento decorativo è il portale con cornice modanata in tardo stile romanico, al centro dell’architrave, sostenuto da mensole a volute, due angioletti reggono uno scudo a forma di muso di cavallo, con giglio, stemma della famiglia Belprato. Il fregio soprastante è ornato da una testina di putto affiancata da tralci vegetali, e concluso da una cornice a mensola su cui poggia il piccolo archivolto. La lunetta è affrescata, anche se il disegno è lacunoso, ed è ritratto Cristo benedicente. La chiesa ha navata unica, sulle pareti laterali sono poste delle nicchie come altarini, uno dei quali accoglie la statua policroma di Santa Lucia del XX secolo, che secondo i locali, mostra gli occhi ai fedeli in qualunque punto la si guardi, e sorregge una palma e gli occhi del martirio. Nell’altra nicchia è collocata una scultura della Madonna col Bambino del XVI secolo, in stucco e stoffa su base lignea. La Vergine è rappresentata seduta e tiene il Bambino con il braccio sinistro, la veste di color rosso e manto azzurro sono punteggiati da stelle dorate. L’altare maggiore è contornato da due ovali dipinti con raffigurazioni della Santa Vergine col Bambino e San Giuseppe sposo con Gesù Bambino, entrambi del XVIII secolo. Il paliotto d’altare del 1729 da De Mancino ha una decorazione in stucco di polvere di marmo colorato, che riproduce un effetto a intarsio, sopra l’altare c’è il tabernacolo ligneo dorato del XVII secolo con la Deposizione di Cristo.

Chiesa di Santa Maria ad Nives

Sorge nella piazza principale di Castrovalva. Risalirebbe al Medioevo, ma fu ricostruita nel XVI secolo; la facciata ha coronamento curvilineo barocco, doppiamente inflesso, al centro il portale liscio architravato è coronato da un affresco rinascimentale della Madonna col Bambino entro cornice trapezoidale, dai fianchi concavi e profilo superiore convesso, sormontato da una modanatura. Nella parte alta del fronte c’è un orologio centrale, ai lati due specchiature ellittiche con figure di santi su fondo azzurro. L’interno settecentesco è a 3 navate, scandite da pilastri in finto marmo venato, che sostengono archi a tutto sesto. La navata centrale ha volte a crociera, mentre una piccola volta a botte precede la cupole emisferica su pennacchi che sovrasta il presbiterio. Alle pareti laterali sono addossati altari in stucco, nella navata destra è presente una tela del Settecento opera ex voto, ridipinta nel 1924 da Alfredo Gentile, con Apparizione della Madonna dell’Incoronata di Foggia ad un pastore. Tale devozione è legata al fenomeno abruzzese della transumanza, e la devozione si estende anche a San Michele, dato che i tratturi transitano anche per Monte Sant’Angelo. In segno di tale fedeltà, nel XVIII secolo è stata realizzata una statua del santo Michele, conservata nella sagrestia, prove-niente dalla piccola cappella di San Michele di Castrovalva. La statua è molto ben realizzata, con ricchi particolari, mostrante il santo con la spada che sconfigge il demonio e con la bilancia per pesare le anime.

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