Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un Breve GIRO Per San DEMETRIO NE’ VESTINI (AQ)

LAGO SINIZZO

San Demetrio Ne’ Vestini è un comune italiano di 1.755 abitanti della provincia dell’Aquila. Situato in territorio pianeggiante nella bassa valle dell’Aterno a circa 16 km dal capoluogo abruzzese L’Aquila, fa parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Nell’immagine in evidenza: Lago di Sinizzo. N.B. : E’ severamente vietato fare i bagni nel lago.

(Dopo) PALAZZO DUCALE CAPPELLI (quello del grano Senatore Cappelli): E’ costruito sul castello, essendo l’unico edificio fortificato del borgo, nonché il maggiore. Si distingue per un grande porticato sul secondo settore. Il Palazzo Ducale è sito nella Villa Cardabello, prospiciente Piazza del Duca. Ha uno stile vanvitelliano e presenta una pianta a forma di “C” ed è stato costruito nei primi anni del 1500. Ha avuto diversi proprietari come la famiglia Ardinghelli, i Lucentini-Piccolomini, il Duca D’Arcamone, nobile napoletano, ed infine la proprietà è passata alla fa-miglia dei Marchesi Cappelli di Torano.
Numerosi personaggi illustri vi hanno soggiornato. E’ un baluardo di architettura settecentesca e con la sua imponente mole domi-na non solo la Villa Cavantoni ma tutta la vallata dell’Aterno. E’ stato di proprietà degli Ardinghelli, degli Antonelli, dei Pignatelli (il cui stem-ma è ancora visilbile nel Palazzo) ed infine dei Marchesi Cappelli che nel 1955 lo donarono alla Congregazione dei Padri Rogazionisti. Inagibile causa sisma del 06 Aprile 2009.

La CHIESA si trova all’ingresso del paese. E’ la Chiesa parrocchiale dedicata al Santo Patrono. Edificata (nel XIV secolo) sui ruderi di un tempio dedicato probabilmente alla Dea Vesta, citata dall’Antinori nel 1329, fu costruita accanto ad un’antica torre di avvistamento (la torre militare del 1200 faceva parte di un sistema di comunicazione a specchi) divenuta poi il campanile della chiesa. La chiesa viene completamente ristrutturata nel XVII secolo e dedicata a San Demetrio Martire di Tessalonica. La data ufficiale dell’apertura al culto della chiesa barocca dedicata al Santo, ricostruita dalle fondamenta, è fissata al 1736. La chiesa attuale nella forma seicentesca si presenta a croce latina a tre navate e tre campate con copertura a botte nella navata centrale e copertura a crociera nelle lavate laterali sostenute da pilastri quadrati arcuati. Dieci altari sono distribuiti al suo interno.

Alle pilastrature sono addossate lesene con capitelli compositi che sostengono una doppia cornice perimetrale. La volta a botte nella navata centrale impostata al di sopra delle cornici, è intervallata da unghie che consentono l’apertura di tre finestre rettangolari per lato in asse con le arcate. All’incrocio della croce è impostata una cupola circolare che sottende l’area presbiteriale. Esternamente la chiesa ha facciata ripartita da doppie paraste centrali e lateralmente da paraste angolari. La parte centrale è occupata dal portale di ingresso con montanti in pietra e mensole che sostengono un timpano arcuato spezzato. La facciata è conclusa con un timpano triangolare nella parte centrale più alta, mentre lateralmente due scivoli arcuati trovano conclusione negli elementi lapidei geometrici posti in asse con le paraste laterali sottostanti. La torre campanaria rettangolare, sul lato posteriore sinistro, ha 5 livelli definiti da 4 fasce marcapiano, è a 4 fornici uno per lato sormontati da oculi circolari. Sui muri perimetrali della Chiesa sono presenti due meridiane. Tra le molte opere d’arte custodite nella Chiesa si segnalano un polittico raffigurante i Misteri del Rosario (1595), il seicentesco quadro de “L’eucarestia” sull’altare maggiore e la statua equestre del Santo Patrono che viene festeggiato il 26 ottobre.

ALTARI: Partendo dal fondo, sul lato destro una “Madonna del soccorso”, una “Madonna con Bambino e Sant’Anna”, l’altare con la statua di San Demetrio, la tela con “Predica di San Vincenzo Ferreri e Madonna di Loreto”. Sul lato sinistro una “Madonna col Bambino e i Santi Martino e Lorenzo”, una “Madonna in Gloria e Santi”, una “Madonna del Rosario” del 1592 firmata dal Mausonio. Sull’altare maggiore troviamo la bellissima tela seicentesca de “L’eucarestia”. Nel locale della piccola sagrestia si trova un affresco di San Demetrio del seicento.

Come arredi da segnalare un tabernacolo cinquecentesco ad edicola in pietra (sul lato destro), un Crocifisso ligneo ed una panca dipinta. Notevole l’organo sei-settecentesco a 19 canne. Ai lati della cassa vi sono due angeli con ali spiegate, uno con tromba e l’altro con cartiglio, anch’essi in legno. In alto, a mo’ di stella, è posto il trigramma bernardiniano circondato da un sole e nella parte inferiore dello strumento è posta la manticeria. Il tutto è alloggiato in cantoria, decorata allo stesso modo della cassa dell’organo, sopra la porta principale della chiesa. L’organo parrocchiale è stato datato al 1665 e attribuito a Luca Neri da Leonessa. Nel 2005, sul prato antistante la chiesa, è stata collocata una scultura di San Demetrio a cavallo, e che impugna una spada come fosse il simbolo della croce, opera della scultrice Valentina Cavadini. Inagibile causa sisma del 06 Aprile 2009. Sono stati eseguiti alcuni lavori di messa in sicurezza con in particolare interventi sui pilastri centrali.

PORTALE Frontale

PORTALE Laterale

Si trova nella parte alta del paese. La sua costruzione si colloca tra il XIX e il XX secolo, si presenta come un edificio dall’architettura semplice che prevede un ingresso da una doppia gradinata, un’unica navata con volta a botte lunettata. Conserva affreschi di Teofilo Patini e oggetti sacri seicenteschi e settecenteschi. Gravemente danneggiata dal sisma del 2009, è attualmente chiusa.

Dopo: PORTALE

(Dopo) Teofilo PATINI e Carlo PATRIGNANI: “PALA d’ALTARE raffigurante l’Angelo Custode” – 1903 – Olio su tela. San Demetrio ne’ Vestini, Chiesa di Santa Maria dei Raccomandati. E’ in deposito a Pile presso la Curia Arci-vescovile. E’ stato sottoposto ad un modesto intervento di restauro.

(Dopo) “Il Purgatorio” (Teofilo PATINI) (Allegoria della Redenzione o Trionfo della croce) Chiesa di S. Maria dei Raccomandati – Primo altare di destra. Nella tela vediamo raffigu-rata “una schiera di anime che purificate dal fuoco cercano di raggiungere la Croce e nel toccarla si trasformano in angeli che farfalle.” (1903 ca).

La CHIESA è molto antica, risale almeno all’XI secolo, viene citata infatti in un documento del 1178 (bolla papale che Alessandro III inviò a Pagano, vescovo forconese). E’ costituita da due corpi affiancati, quello di destra è voltato a botte ed è una cappella dedicata alla Madonna di Loreto e presenta sulle pareti longitudinali un coro ligneo a gradinate. Quello di sinistra, più grande, la vera Chiesa, ha un unico ambiente ripartito da 4 pilastrini. L’interno barocco ha la copertura composta dalla successione di tre cupolette e presenta due altari laterali. L’interno è arricchito da varie tele (tra queste “Il battesimo di Cristo” opera del ‘500 sull’altare laterale di sinistra, una “Madonna con Bambino” sulla parete destra, e una “Addolorata” datata 1724 sulla parete di sinistra), affreschi (uno del ‘500 dedicato alla Madonna di Loreto sulla parete destra dopo l’altare, ed un bellissimo particolare, inquadrato in un ovale, del Cristo in Croce) e statue devozionali. Presente anche un organo barocco ed un reliquiario in teca a sinistra dell’altare maggiore. Il Portale laterale in pietra è sormontato da una lunetta affrescata con una “Madonna con Bambino e Santi” e da uno stemma pontificio poiché il Papa Alessandro III, con bolla del 1178, ha concesso alla Chiesa il privilegio di essere associata all’Arcibasilica Lateranense di San Giovanni sita in Roma. Purtroppo la Chiesa ha subito pesanti danni nell’ultimo terremoto del 2009, è parzialmente crollata. Nel crollo è andata distrutta una statua di Sant’Antonio Abate.

Dopo: VIRGO lactans, scultura lignea del 1300, originaria-mente collocata nella Chiesa di S. Giovanni a San Demetrio Ne’ Vestini. Attualmente esposta a Palazzo Venezia a Roma. A seguire: Affresco: “Madonna di Loreto

(Dopo) CHIESA dell’ANNUNZIATA: Come testimoniato dal bel portale in pietra, la Chiesa attuale risale al 1600. Vari indizi portano a pensare che in precedenza ci fosse già una chiesa sempre dedicata all’Annunziata, probabilmente distrutta o fortemente danneggiata dal terremoto del 1461.

Dai documenti della confraternita dell’Annunziata risulta infatti che nel 1499 venne eretta una confraternita intitolata alla SS.ma Annunciazione della Vergine Maria, ancora in attività. nel 1580, come testimonia la relazione della visita pastorale di quell’anno. Da ciò si può dedurre che originariamente ci fosse appunto un’altra chiesa dedicata all’Annunziata. La Chiesa ha subito nel tempo vari restauri. Da segnalare quello degli anni 1933-1935 ricordato anche da due lapidi poste all’interno della Chiesa, ai lati della porta di ingresso. La Chiesa ospita tele del XVIII secolo ed alcune statue settecentesche.

Lo stato attuale della Chiesa è molto preoccupante. Per pericolo crolli è stato chiuso un tratto di via del Calvario sul lato destro della Chiesa ed il vicolo sul lato sinistro. Molto preoccupante è la situazione dell’interno della Chiesa, con infiltrazioni d’acqua e con la presenza di un considerevole strato di guano creato dai piccioni che si sono introdotti nella Chiesa da una finestra rotta e non riparata tempestivamente. Esternamente è possibile rilevare una situazione allarmante con diverse crepe sulle pareti perimetrale e con il tetto in condizioni critiche in più punti.

(Prima): Santa Croce – Via Crucis. Alla Via Crucis si accede da Cardabello ed il suo percorso si sviluppa sulla collina del Calvario (Santa Croce). Sono presenti varie “cone” che rappresentano le stazioni della Via Crucis e che ospitano le rappresentazioni in bronzo delle tappe della Passione di Cristo. In cima troviamo la cappella di Santa Croce che sorge in un punto di osservazione unico con una vista che spazia dalla Maiella al Sirente, da Monte Cagno a L’Aquila e ai territori sabini alle sue spalle, sino ai contrafforti del Gran Sasso. Un eventuale luogo di culto eretto lì dove sorge oggi Santa Croce a 853 metri di altitudine, sarebbe stato in contatto visivo con almeno 14 cinte e insediamenti vestini fortificati e avrebbe permesso di controllare i movimenti sul territorio più ricco dei Vestini Cismontani: quello che nella Valle dell’Aterno si estende da Campana a L’Aquila.

Sotto il controllo del punto di osservazione di Santa Croce c’erano le vie di accesso ai territori degli Equi e dei Marsi a sud-ovest, la via verso la Sabina a nord-ovest e a nord quella grande autostrada dell’antichità che era il tratturo. Per tutte queste ragioni ci sembra possibile ipotizzare a Santa Croce un luogo di culto federale per la ampia comunità distribuita tra la Valle dell’Aterno e il Gran Sasso. La via che collega la porta delle mura poligonali di San Demetrio con l’attuale cappella di Santa Croce, dopo avere attraversato Cardabello, sarebbe stata una sorta di “via sacra” (ancora oggi sacra per gli abitanti del luogo come percorso della Via Crucis) che metteva in comunicazione due luoghi di culto di divinità venerate dalla ampia comunità che gravitava intorno a Separa (il secondo si sarebbe trovato sul terreno pianeggiante subito sopra la porta delle mura poligonali, l’attuale località “Palombaia”).

Prima: Si trovano nell’unica frazione di S. Demetrio: Stiffe. Situate all’interno del Parco Naturale Regionale del Sirente Velino, sono un esempio di carsismo sotterraneo e possono essere definite tecnicamente una “risorgenza attiva”, cioè una cavità dal cui ingresso fuoriesce un corso d’acqua. Gli inghiottitoi della grotta si trovano sull’altopiano delle rocche e il più grande è Pozzo Caldaio. Le grotte sono visitabili, il percorso turistico è lungo circa 700 m ed è caratterizzato dalla presenza del fiume che crea, all’interno della grotta, cascate e laghetti di spettacolare bellezza. Numerose sono anche le formazioni calcaree quali stalattiti, stalagmiti, colate, colonne. Nei primi anni del ‘900, si pensò di sfruttare questa grande risorsa d’acqua costruendo una diga per l’alimentazione di una centrale idroelettrica. Solo con l’abbattimento della diga, che chiudeva la grotta, ci furono le prime esplorazioni speleologiche (intorno al 1956). La valorizzazione turistica della grotta, risale agli inizi degli anni Ottanta fino ad arrivare al settembre del 1991, quando fu inaugurato il Complesso Turistico delle Grotte di Stiffe. Le Grotte di Stiffe sono aperte tutti i giorni dell’anno. Le visite sono guidate e durano circa un’ora.

Il LAGO SINIZZO: Si trova a circa un Km dal paese in un ambiente naturale, intatto e suggestivo. A 702 m. s.l.m., di origine carsica, ha un diametro di circa 200 m. ed occupa una depressione che risale ad un milione di anni fa. Lo specchio d’acqua di forma circolare è circondato da una ricca vegetazione e si rispecchia nel verde delle stesse acque. Il posto estremamente suggestivo, è sempre stato per gli abitanti del luogo e delle zone circostanti, meta di escursioni, luogo di vacanza e piscina naturale. Il LAGO SINIZZO è un piccolo e grazioso lago, ubicato poco fuori l’abitato del paese. Assieme ai Laghi di Bagno e al Lago Vetoio, rappresentano i maggiori specchi d’acqua della Valle dell’Aterno. Meta frequente di villeggianti e turisti, grazie all’ambiente ameno circondato da rive erbose, boschi e salici e attrezzati al bivacco. Il lago di origine carsica e forma circolare, cn diametro di circa 120 m e profondità massima di 10 m, alimentato da 2 sorgenti di acqua potabile (una di queste dà il nome al lago), ha subito gli effetti del rovinoso terremoto del 2009 riportando danni alle sponde con formazione di vistose crepe al punto da far temere per la sua sparizione, poi rientata grazie ai lavori di riconsolidamento terminati son successo. Dei cartelli indicano che è vietato fare bagni nel lago, ciononostante molti, anche recentemente, hanno disatteso il divieto lasciandoci purtroppo la vita.

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>