La Pinacoteca Nazionale di Bologna offre una vasta panoramica della pittura emiliana dal XIII al XVIII secolo, non mancano testimonianze di altri artisti che ebbero contatti con la città. Ha sede nel centro storico cittadino all’interno di un edificio storico che ospita anche l’Accademia di Belle Arti, e una sede distaccata presso Palazzo Pepoli Campogrande. La pinacoteca offre una vasta panoramica della pittura emiliana (i Carracci, Guido Reni, il Guercino …) e non (Giotto, Raffaello, Tintoretto, Vasari, Tiziano). Nell’immagine in evidenza: Simone dei Crocifissi, Polittico.


Dal Duecento al Gotico:
– Maestro giuntesco, Crocifisso
– Vitale da Bologna, San Giorgio e il drago (1330-1335 circa)
– Vitale da Bologna, Storie di sant’Antonio abate, quattro tavole, (1340 circa)
– Pseudo Jacopino di Francesco, Incoronazione della Vergine e santi, polittico
– Giusto de’ Menabuoi, Sant’Ambrogio
– Simone dei Crocifissi, Madonna col Bambino, angeli e il donatore Giovanni da Piacenza (1378 circa)
– Simone dei Crocifissi, Sant’Elena in adorazione della Croce ed una mona-ca (1375-1380)
– Simone dei Crocifissi, Polittico, (1365-1370) già in S. Domenico
– Giovanni di Pietro Falloppi (Giovanni da Modena), Crocifisso su tavola sagomata, dalla chiesa di San Francesco
– Andrea de’Bartoli, Madonna col Bambino e Angeli, trittico (1360 circa)
– Jacopo di Paolo, Crocifissione di Cristo (1400-1410)















(Dopo) LIPPO di Dalmasio: “Trittico Madonna con Bambino e 4 Santi” da Santa Croce, 1390.





(Dopo) Pseudo Jacopino di Francesco: “San Giacomo alla battaglia di Clavijo” (1315-20 ca.), dalla chiesa di San Giacomo.


SEZIONE RINASCIMENTO: – Antonio e Bartolomeo Vivarini, Polittico della Certosa (1450); – Cima da Conegliano, Madonna col Bambino; – Francesco del Cossa, Madonna col Bambino in trono fra i santi Petronio e Giovanni Evangelista e il committente Alberto Cattani, Pala dei Mercan-ti (1474); – Ercole de’ Roberti, Volto di Maddalena piangente, frammento degli affreschi della Cappella Garganelli (1478-1490); – Ercole de’ Roberti, San Michele Arcangelo (1470-1480 circa); – Lorenzo Costa, Madonna col Bambino in trono tra i santi Petronio e Tecla (Pala di Santa Tecla) (1496); – Lorenzo Costa, Sposalizio della Vergine e i santi Francesco e Anna (1505); – Francesco Francia, Madonna col Bambino in trono e santi e la cimasa con Cristo in pietà fra due angeli (Pala Felicini) (1490 circa); – Francesco Francia, Madonna col Bambino in trono e i santi Giorgio, Giovanni Battista, Agostino, Stefano e un angelo (Pala dei Manzuoli), dalla chiesa della Misericordia; – Francesco Francia, Il Bambino adorato dalla Vergine, dai santi Giuseppe, Agostino e Francesco e da due Angeli alla presenza di Anton Galeazzo e Alessandro Bentivoglio (Pala Bentivoglio) (1498-1499);
– Amico Aspertini, Adorazione dei Magi (1499 circa) dalla chiesa di Santa Maria Maddalena; – Amico Aspertini, Madonna col Bambino in trono, i santi Giovanni Battista, Girolamo, Francesco, Giorgio, Sebastiano, Eustachio e due committenti (Pala del Tirocinio) (1503-1504); – Pietro Perugino, Madonna in gloria e santi, dalla chiesa di San Giovanni in Monte; – Raffaello, Estasi di Santa Cecilia, 1514-1516, dalla chiesa di San Giovanni in Monte; – Innocenzo da Imola, Madonna col Bambino in gloria e i santi Michele Arcangelo, Pietro e Benedetto (1517 circa); – Bartolomeo Ramenghi (il Bagnacavallo), Sacra Famiglia con i santi Benedetto, Paolo e Maddalena (1524 circa); – Tiziano Vecellio, Gesù Cristo e il buon ladrone (1563 circa); – Jacopo Robusti, detto Tintoretto, Visitazione con i santi Giuseppe e Zaccaria (1550 circa), dalla chiesa di San Pietro Martire.

(Sopra) Francesco FRANCIA: “il Bambino adorato dalla Vergine”, dai santi Giuseppe, Ago-stino e Francesco e da due Angeli alla presenza di Anton Galeazzo e Alessandro Bentivoglio” – (Pala Bentivoglio) (1498-1499)

Sezione del Manierismo: – Parmigianino, Madonna di Santa Margherita (1529-1530); – Denijs Calvaert, Flagellazione di Cristo; – Bartolomeo Cesi, Madonna col Bambino in gloria adorata da santi; – Giorgio Vasari, Gesù Cristo in casa di Marta; – El Greco, Ultima Cena (1568).

(Dopo) Denijs CALVAERT: “Flagellazione di Cristo” – Olio su tela – 255×178 cm. Proveniente dalla chiesa di San Leonardo alle Carceri, dove è segnalato dal Masini, questo dipinto risulta costruito con equilibrio dalle 3 figure in primo piano che scandiscono rit-micamente lo spazio e lo con-chiudono con gesti simmetrici e pose che solo suggeriscono un’idea di movimento. Sia questo senso della misura che l’anatomia dei corpi richia-mano modelli classici, e portano a datare l’opera intorno al 1575, subito dopo il ritorno a Roma, dove l’artista si era calato con impegno profondo nello studio sia dell’antico che della grande pittura del ‘500.

(Dopo) Giorgio VASARI: “Gesù Cristo in casa di Marta” – 404×250,6 cm – tavola – 1540. Si tratta della tavola centrale delle 3 eseguite da Vasari durante il suo soggiorno bolognese del 1539-1540, nell’ambito dei lavori per i padri olivetani di San Michele in Bosco.
La Cena di Papa Gregorio è esposta in Pinacoteca mentre Abramo nella valle di Mambro è dispersa. Forte è qui l’interesse per l’ambientazione architettonica costruita in moda da aumentare illusoriamente lo spazio del refettorio.

(Dopo) Sempre del VASARI e sempre in PINACOTECA (altra estremità della parete) “ La Cena di Papa GREGORIO” – 403×255 cm – olio su tavola trasportata su nuovo supporto – 1540. Nell’affollata e multicolore tavola, l’aulica ambientazione in un edificio monumentale e solenne costituisce lo sfondo più idoneo per una suggestiva parata di ritratti. L’artista riesce infatti a rendere omaggio alla memoria di due illustri personaggi da poco scomparsi: papa Clemente VII, che nel 1530 aveva incoronato Carlo V imperatore nella basilica di San Petronio, è effigiato nelle vesti di san Gregorio, mentre il duca Alessandro de’ Medici, grande mecenate del Vasari. è rappresentato alle sue spalle appoggiato alla sedia.


(Sopra): El Greco qui adotta una prospettiva frontale dall’alto così ardita che il piccolo volume della stanza sembra sospeso per aria e i personaggi sul punto di ribaltarsi sullo spettatore. La scena si svolge in uno spazio con diverse por-te e piastrelle a scacchi rossi e neri. Le figure sono disposte intorno a un tavolo coperto da una tovaglia. Viene accentuata la struttura ben architettata di Gesù Cristo con la sua veste rossa, che diventa una luce potente. L’atteggiamento degli Apostoli è arricchito da diversi modelli e colori orientali, ma le rapide pennellate prefigurano una delle caratteristiche più distintive di tutta la produzione proveniente dell’ar-tista.
SALA dei CARRACCI: – Annibale Carracci, Assunzione della Vergine (1592); – Annibale Carracci, Madonna col Bambino in trono e i santi Ludovico, Alessio, Giovanni Battista, Caterina, Francesco e Chiara (Madonna di San Ludovico) (1590-1592), dal monastero di clausura dei santi Lodovico e Alessio; – Annibale Carracci, Madonna col Bambino in trono e i santi Giovannino, Giovanni Evangelista e Caterina d’Alessandria (Pala di San Giorgio) (1593); – Annibale Carracci, Cristo incoronato di spine (o Cristo deriso) (1598-1600); – Ludovico Carracci, Annunciazione (1584 circa); Ludovico Carracci, Predica del Battista (1592), da San Gerolamo della Certosa; – Ludovico Carracci, Probatica piscina (1595-1596), da San Giorgio in Poggiale; – Ludovico Carracci, Conversione di Saulo (Caduta di San Paolo) (1587-1588), dalla Basilica di San Francesco; – Ludovico Carracci, Madonna dei Bargellini (1588); – Agostino Carracci, Comunione di san Girolamo (1592), da San Gerolamo della Certosa.

SALA GUIDO RENI: –Strage degli innocenti (1611), dalla Basilica di San Domenico; – Sansone vittorioso (1611), dal Palazzo Pubblico; – Gesù Cristo in pietà pianto dalla Madonna e adorato dai Santi Petronio, Francesco, Domenico, Procolo e Carlo Borromeo, detta “Pala dei Mendicanti” (1616); –Madonna col Bambino in gloria e i Santi Protettori di Bologna Petronio, Francesco, Ignazio, Francesco Saverio, Procolo e Floriano, detta “Pala della Peste” o “Pala del voto“ (1631/1632); – San Sebastiano (1640-1642).

SALE del SEICENTO: – Simone Cantarini, Madonna in gloria e i Santi Giovanni Evangelista, Eufemia e Nicola da Tolentino (1630-1640); – Giacomo Cavedoni, Madonna col Bambino in gloria e i Santi Alò e Petronio (1614); – Domenichino, Martirio di San Pietro da Verona (1619-1621); – Domenichino, Madonna del Rosario (1617-1625); –Guercino , Madonna del Passero (1615-1616); – Guercino, San Bruno in adorazione della Madonna col Bambino in gloria (1647); – Guercino, San Guglielmo d’Aquitania riceve l’abito religioso da San Felice Vescovo, detto anche Vestizione di San Guglielmo (1620); – Guercino, San Sebastiano curato da Irene (1619); – Lucio Massari, Il ritorno del figliuol prodigo (1614); – Mastelletta, Storie di santi (1610-1612); – Mastelletta, Gesù Cristo servito dagli angeli (1615-1617); – Elisabetta Sirani, Madonna col Bambino e San Giovannino e di Sant’Antonio da Padova in adorazione del Bambino (1662); – Alessandro Tiarini , Compianto su Cristo morto (1617); – Alessandro Tiarini, Sposalizio mistico di Santa Caterina e le Sante Barbara e Margherita (1630 circa).

(Dopo): Guercino, San Sebastiano curato da Irene – (1619)

SALE del SETTECENTO: – Vittorio Maria Bigari, Convito di Baldassarre, (1740); – Vittorio Maria Bigari, Salomone incensa gli idoli, (1740 circa); – Giuseppe Maria Crespi, Scena di fattoria (1709-1710); – Giuseppe Maria Crespi, Cristo deriso (1735-1740); – Giuseppe Maria Crespi, Ritratto di cacciatore (1730 circa); – Donato Creti, San Giovanni Nepomuceno che stringe il Crocifisso; – Donato Creti, Tomba allegorica di Boyle, Locke e Sydenham (1729); – Marcantonio Franceschini e Luigi Quaini, Le quattro stagioni (1716).





