Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa, Dio non cambia. La pazienza tutto ottiene. Chi ha Dio non manca di nulla: Solo Dio basta! Nell’immagine in evidenza: Petra.



Madaba: la città è famosa per le numerose chiese (San Giorgio)dagli splendidi mosaici.

Uno dei mosaici, di origine bizantina, più importanti si trova nella chiesa di San Giorgio e risale al VI secolo: ha forma rettangolare di m 25×5 e raffigura un lungo itinerario che ha come oggetto principale la città santa di Gerusalemme.

Chiesa ortodossa di SAN GIORGIO


Sul monte Nebo la tradizione biblica indica il logo della morte di Mosé

Localmente conosciuto come Siyagha, il Monte Nebo è il punto più alto in questa parte dell’antico regno di Moab. In una giornata serena si può godere una vista panoramica magnifica sul Mar Morto e sulla Valle del Giordano fino alle colline dall’altro lato della spaccatura, con le torri di Gerusalemme visibili all’orizzonte. La collina è identificata come il luogo dal quale Mosè guardò la terra promessa di Canaan, dove Dio gli aveva proibito di entrare; e si dice che sia morto e sepolto qui (Deut. 32:49; 34:1-6 ). Un riferimento più dubbio nel libro apocrifo dei Maccabei suggerisce che il Monte Nebo sia il luogo in cui si trova l’Arca dell’Alleanza (Macc. 2:2-8). Intorno al 384 d.C. Egeria, una signora intrepida proveniente da una zona non meglio specificata dell’Europa occidentale, visitò il monte Nebo nel corso di un vasto pellegrinaggio cristiano, e scrisse un resoconto su di esso nel suo diario. Viaggiando da Gerusalemme su un asino, attraversò il fiume Giordano e poi scalò la collina quasi tutta a dorso d’asino, anche se dovette affrontare le parti più ripide a piedi. Arrivata in cima, trovò una chiesa “non molto grande” curata da alcuni “santi”, che assicurarono che il “Santo Mosè” era sepolto lì e che “quella tradizione era stata tramandata dai loro predecessori”.





Vista dall’albergo di PETRA





Petra (da πέτρα, roccia in greco) è un sito archeologico della Giordania, posto a circa 250 km a sud della capitale Amman, in un bacino tra le montagne ad Est del Wadi Araba, la grande valle che si estende dal Mar Morto fino al Golfo di Aqaba del mar Rosso. Il suo nome semitico era Reqem o Raqmu («la Variopinta»), attestato anche nei manoscritti di Qumran. Fu nell’antichità una città edomita e poi divenne capitale dei Nabatei. Verso l’VIII secolo fu abbandonata in seguito alla decadenza dei commerci e a catastrofi naturali e, benché le antiche cavità abbiano ospitato famiglie beduine fino ad anni recenti, fu in un certo senso dimenticata fino all’epoca moderna. Il complesso archeologico fu rivelato al mondo occidentale dall’esploratore svizzero Johannann Ludwig Burckhardt nel 1812. Le numerose facciate intagliate nella roccia, riferibili per la massima parte a sepolcri, ne fanno un monumento unico, che è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO il 6 dicembre 1985. Anche la zona circostante è dal 1993 parco nazionale archeologico. Nel 2007, inoltre, Petra è stata dichiarata una delle cosiddette sette meraviglie del mondo Moderno.








