Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

ISRAELE: TERRA SANTA 12-20/09/2017(2° Parte)

Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa, Dio non cambia. La pazienza tutto ottiene. Chi ha Dio non manca di nulla: Solo Dio basta! Nell’immagine in evidenza: La pietra sopra la quale il Signore pose il pane è stata ridotta ad altare.

JERAS l’antica Gerasa, è la capitale dell’omonima regione giordana, nel nord del paese, a circa trenta chilometri dalla capitale Amman. La città è situata sulle rive del fiume Wadi Jerash, che fa parte del bacino idrografico del Giordano, e prospera grazie al fertile ter-reno agricolo circostante. Il primo insediamento di una certa importanza avvenne ad opera dei Greci dopo la conquista operata da Alessandro Magno; tuttavia Gerasa divenne veramente importante solo con l’avvento dei Romani. A seguito della conquista della regione operata da Pompeo, nel 64 a.C., Gerasa fu annessa, da parte della Repubblica romana, nella provincia di Siria. Gerasa fece parte di un sodalizio commerciale e militare assieme ad altre nove città denominato Decapolis, che la fecero espandere.  Nel corso dei due secoli successivi, Gerasa strinse rapporti commerciali coi Nabatei e grazie  ai profitti del commercio e alle ricchezze dell’agricoltura, la città divenne ricca e fiorente. Nel I secolo d.C., la città venne ridisegnata e assunse il classico aspetto del modello romano: una strada colonnata principale in direzione nord-sud (cardo massimo) intersecata da due  strade orientate in direzione est-ovest (decumani). Dopo che l’imperatore Traiano, nel 106, aveva annesso il regno nabateo, a Gerasa affluirono molte ricchezze e molti edifici furono abbattuti per essere sostituiti da altri ancora più imponenti. L’opera continuò anche durante il governo di Adriano che, nel 129, visitò la città, ed in suo onore a sud della città venne edificato un Arco di trionfo. Lo schema urbanistico della città è quello classico dell’epoca e dal punto di vista architettonico è tipico del periodo di Adriano e Traiano. Nel 130, la città era abitata da circa 20 000 abitanti. La città raggiunse il suo apice all’inizio del III secolo, quando a Gerasa fu conferito il titolo di colonia. Dopo la distruzione di Palmira, nel 273, e col contemporaneo decadimento delle vie carovaniere, a causa dello sviluppo del commercio marittimo, iniziò una lenta decadenza (con una breve interruzione durante il governo di  Diocleziano, verso il 300), che continuò sino alla metà del V secolo, dopo che il cristianesimo era divenuta la religione principale dell’impero e quindi, nei primi anni dell’era cristiana, si ebbe un nuovo periodo di splendore, con la costruzione di edifici religiosi. E ancora sotto l’imperatore bizantino, Giustiniano (527-565) furono erette sette chiese. L’invasione dei sassanidi provenienti dalla Persia, nel 614, e la conquista araba, del 636, accentuarono la ripresa della decadenza, e poi il  devastante terremoto del 747, determinò il declino definitivo di Gerasa, la cui popolazione si ridusse ad un quarto di quella originaria.

(Dopo) GERASA: ARCO di ADRIANO

La Chiesa della Moltiplicazione dei pani è una chiesa di Tabga, in Galilea, nello Stato di Israele, nei pressi delle rive del lago di Tiberiade. Essa fa riferimento all’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci  compiuta da Gesù sulle rive del lago di Tiberiade (cfr. Giovanni 6,1-15). Il luogo, come quello della Chiesa del Primato di Pietro, è attestato dal diario della pellegrina Egeria (380 ca.), che parla di « … un prato coperto d’erbe che ha abbastanza fieno e molti palmizi; accanto a questi vi sono le sette fontane ciascuna delle quali manda acqua in abbondanza; fu in questo campo che il Signore saziò il popolo con cinque pani e due pesci. Veramente la pietra sopra la quale il Signore pose il pane è stata ridotta ad altare, dalla quale pietra i pellegrini staccano pezzetti che usano con giovamento della loro salute. Presso le pareti di questa chiesa passa la strada pubblica… » Gli scavi archeologici hanno confermato  la descrizione di Egeria; gli scavi compiuti nel 1932 hanno portato alla luce le fondazioni di una chiesa bizantina a tre navate; quelli  del 1936 i resti di un edificio sacro più piccolo e più antico (databile del IV secolo). Sopra questo piccolo edificio fu costruita la basilica  d’epoca bizantina, con uno stupendo pavimento in mosaico ancora oggi visibile; essa fu distrutta, come la maggior parte delle chiese cristiane di Palestina, con l’invasione persiana del 614. La chiesa attuale è di recente costruzione (1980-1982), e oltre al mosaico antico, conserva  anche la pietra di cui parla Egeria sotto l’altare attuale. Essa è di proprietà dei monaci benedettini tedeschi.

CHIESA della Moltiplicazione dei pani e dei pesci.

La pietra sopra la quale il Signore pose il pane è stata ridotta ad altare.

Cafàrnao è un’antica città della Galilea, situata sulle rive nord-occidentali del lago di Tiberiade, in Israele. Secondo i Vangeli, Gesù vi abitò dopo aver lasciato Nazareth: qui iniziò la sua predicazione e vi compì numerosi miracoli. Il villaggio è menzionato nel Vangelo di Luca e nel Vangelo di Giovanni dove si racconta che si trovava nei pressi del luogo di nascita degli apostoli Simon Pietro, Andrea, Giacomo figlio di Zebedeo e Giovanni l’evangelista, come anche del pubblicano (esattore delle tasse) Matteo. Un sabato biblico, Gesù insegnò nella sinagoga di Cafarnao e guarì un uomo che era posseduto da uno spirito impuro. Successivamente guarì la febbre della suocera di Simon Pietro (Luca 4.31-44) Secondo Luca 7:1–10, Cafarnao è anche il luogo dove un centurione romano chiese a Gesù di guarire  il suo inserviente. Cafarnao viene anche menzionato nel Vangelo di Marco (2.1), ed è la località dove avvenne la famosa  guarigione del paralitico che venne fatto scendere dal tetto per raggiungere Gesù. Secondo  i Vangeli sinottici, Gesù scelse questa città come centro del suo ministero di salvezza in Galilea, dopo aver lasciato il piccolo borgo di montagna di Nazareth (Matteo 4:12–17). Inoltre maledì la città, dicendo “Dovrai essere condotta all’Ade,” (Matteo 11.23) a causa del mancato ascolto dei suoi insegnamenti.

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