La Villa romana del Casale è un edificio abitativo tardo antico, popolarmente definito villa nonostante non abbia i caratteri della villa romana extraurbana quanto piuttosto del palazzo urbano imperiale, i cui resti sono situati a circa quattro chilometri da Piazza Armerina, in Sicilia. Nell’immagine in evidenza: Mosaico “Grande Caccia”.


(Dopo) (I) La fanciulla sfoggia ricchi accessori: un’alta collana , un medaglione al centro del petto, bracciali e orecchini, mentre il drappo rosso che si estende, ad arco, sopra il suo capo, richiama la vivace resa coloristica dell’intera figurazione. (II) Il personaggio maschile indossa una tunica ornata da orbicoli, decorazioni tondeggianti, tipiche dell’abbigliamento tardoantico, la cui grandezza ed elaborazione denota l’importanza del personaggio. (III) All’interno dell’orbicolo, si può notare una svastica bianca, detta crux gammata e utilizzata come simbolo beneaugurante.

Seconda stanza dell’appartamento privato: La collocazione dell’ambiente in posizione appartata fa presumere che si trattasse di un luogo adatto per il riposo. Il mosaico, molto lacunoso, mostra uno dei soggetti Più originali della villa: personaggi maschili e femminili, disposti a coppie su due registri, mettono in atto scene di danza o di rapimento, forse a ricordo di episodi mitici come il ratto delle Sabine.

(Dopo) (I) Sul fondo della scena, in una paesaggio idilliaco, si erge una villa marittima caratterizzata da colori accesi e da una realistica articolazione architettonica che segue l’insenatura della costa. (II) Gli eroti (amorini) sono descritti come bambini, nudi o vestiti, dotati di ali, che portano sulla fronte un segno a V o a U, carattere iconografico diffuso in tutta la villa e in uso nei mosaici nordafricani. (III) Il personaggio che svuota una cesta è figura ricorrente nelle scene di pesca, poiché evidenzia l’abbondanza della pesca.

Qui e dopo: AMBULACRO della GRANDE CACCIA

AMBULACRO della GRANDE CACCIA: E’ uno degli ambienti più conosciuti della Villa per la sua eccezionalità architettonica e per lo straordinario mosaico che si sviluppa per tutta la lunghezza dell’ambiente. Le scene figurate non riguardano una vera e propria caccia con l’uccisione della selvaggina, ma la cattura di animali feroci ed esotici da esibire negli spettacoli circensi a Roma. L’ambulacro, che misura 200 piedi romani, circa 60 metri, il doppio della profondità della basilica, ha la funzione di congiungere i diversi nuclei della residenza, dall’appartamento padronale posto nel quartiere del triclinio a sud, ed è un luogo di transito per chi attendeva di essere ricevuto nella sala delle udienze restituendo in architettura e in immagini, lo status del committente.









(Dopo) DIETA di ORFEO: La sala absidata è contraddistinta da 3 elementi che rivelano il suo carattere di rappresentanza e forse anche di culto: è introdotta da una coppia di colonne, nell’abside si colloca una statua di apollo Liceo e, in origine, le pareti erano rivestite di marmo. Grazie alla sua apertura verso nord, era un luogo idoneo per i banchetti estivi o, in accordo con il mosaico, per gli intrattenimenti musicali.






(Dopo) BASILICA: Si tratta dell’unico ambiente della villa i cui pavimenti e pareti sono interamente ricoperti da preziosi marmi policromi disposti a formare elaborate decora-zioni secondo la tecnica dell’opus sectile, che consisteva nel tagliare e sagomare le lastre e nell’accostarle seguendo un preciso disegno geometrico o figurato.



(Dopo) LATRINA poligonale: La piccola latrina, dotata di una pianta ottagonale, è collocata in posizione isolata rispetto al resto della residenza. Tuttavia si trova in prossimità dell’appartamento padronale meridionale e del triclinio triabsidato e ciò fa supporre che fosse utilizzata dal dominus e dalla sua famiglia e, talvolta, anche dagli ospiti, durante i banchetti tenuti nella sala triabsidata.



