Nell’imagine in evidenza: al centro della Volta della Sala del Tesoro: Incoronazione, Assunzione e la Traslazione della Santa Casa. Sul trasferimento della Santa casa da Nazareth a Loreto Marche consiglio la Lettura del Libro “La VIA degli ANGELI – La traslazione delle pietre della Santa Casa” del dott. Fernando FREZZOTTI:

Qui e dopo: CAPPELLA (11)dell’ASSUNZIONE o AMERICANA. È stata decorata con le of-ferte dei cattolici americani, per iniziativa della Congregazione Universale. Beppe STEFFANINA negli anni 1953-1970 vi affrescò scene relative a Maria Regina, alla Proclamazione del dogma dell’Assunta, alla Glorificazione della Vergine Lauretana patrona dell’aviazione. Vi è narrata anche la storia del volo umano, dal mitico Icaro a Leonardo da Vinci e ai moderni astronauti.



(12) SAGRESTIA di San LUCA:

(13) CAPPELLA SLAVA o dei Santi CIRILLO e METODIO: È stata decorata con i contributi dei fedeli so-prattutto croati. Gli af-freschi con “Scene della vita dei santi fratelli Cirillo e Metodio“, apo-stoli dei popoli slavi, si devono a Biagio BIA-GETTI (1912-1913). Il trittico dell’altare è opera del 1897 di Sta-nislao de Witten. Il suo aspetto attuale è dovuto ai restauri di Giuseppe Sacconi.




(14) CAPPELLA del SACRAMENTO o FRANCESE: Tra il 1545 e il 1548 vi lavorò il pittore di scuola forlivese Francesco MENZOCCHI, con la collaborazione anche del figlio Pier Paolo MENZOCCHI: ne rimangono la serie degli Apostoli, ma anche, non integrali, La caduta della manna e Il Sacrificio di Melchisedec, conservati oggi nel Museo del Palazzo apostolico; qui si trova anche la tavola Traslazione della Santa Casa, sempre di Francesco MENZOCCHI. La cappella è detta anche “Francese” in quanto decorata con le offerte dei cattolici francesi: Charles LAMEIRE vi affrescò fra il 1896 e il 1903 il Trionfo della croce e Santi francesi nella volta; e dipinse su tre tele applicate a muro, scene di Crociati francesi e di S. Luigi IX a Nazaret. Il suo aspetto attuale è dovuto ai restauri di Giuseppe SACCONI.









(18) CAPPELLA SVIZZERA o dei Santi GIOACCHINO e ANNA: È stata affrescata da Carlo DONATI nel 1935-38 con le offerte dei cattolici svizzeri. Il pittore dipinse le sezioni delle pareti superiori con figure di “Santi” nati o operanti in Svizzera e in quelle inferiori, entro quattro grandi quadri, episodi dei Santi Gioacchino e Anna e di Maria Bambina. Il suo aspetto attuale è dovuto ai restauri di Giuseppe SACCONI.

(19) CAPPELLA di San GIUSEPPE o SPAGNOLA: L’aspetto attuale della cappella è interamente dovuto ai restauri di Giuseppe SACCONI; fu la prima ad essere decorata nel piano generale di abbellimento pittorico promos-so dalla Congregazione Universale nel XIX secolo. È stata decorata fra il 1886 e il 1890 con le offerte dei cattolici spagnoli. Gli affreschi delle pareti sono di Modesto FAUSTI-NI. Le sculture bronzee sono di Eugenio MACCAGNINI, lo scultore che aveva collaborato con il Sacconi anche all’Altare della Patria e alla Cappella espiatoria di Monza.



(20) CAPPELLA dei Duchi di URBINO: Durante i profondi restauri a cui fu sottoposta la basilica nell’Ottocento-Novecento, questa cappella è unica ad essere stata rispettata nel suo apparato originale. Venne fatta decorare a proprie spese dai duchi di Urbino Guido-baldo II della Rovere e Francesco Maria II della Rovere negli anni 1571-1584. Alle pareti sono affreschi del 1582-83 opera di Federico ZUCCARI. La pala in mosaico con l’Annunciazione è una copia della tela del 1582-84 di Federico BAROCCI, trafugata dai francesi nel 1797 e oggi nella Pinacoteca Vaticana.






SALA del TESORO: (sopra) Dal transetto sinistro si accede alla monumentale Sala del Tesoro, voluta da Papa Clemente VIII per accogliervi l’ingente cumulo di doni votivi; oggi ve ne sono conservati ben pochi e di scarso valore, in quanto il Tesoro è stato più volte spogliato e depredato, in particolare da Napoleone nel 1797, che col Trattato di Tolentino asportò i pezzi migliori e più preziosi. Gli oggetti più importanti rimasti sono ora custoditi nel Museo pinacoteca della Santa Casa che ha sede nell’attiguo Palazzo Apostolico. La Sala, dalla maestosa volta a padiglione, venne interamente decorata con stucchi e affreschi da Cristoforo Roncalli detto il “Pomarancio“, chiamato a Loreto dal cardinal Antonio Maria Gallo, protettore del Santuario. Il Pomarancio fra il 1605 e il 1609 vi dipinse le vivaci Scene della vita della Vergine alternate a sei Profeti e altrettante Sibille. Le scene presenti sono: – Natività di Maria; – Lavanda di Maria; – Presentazione al Tempio; – Sposalizio della Vergine; – An nunciazione; – Visitazione; – Fuga in Egitto; – Gesù tra i dottori; – Transito della Vergine.
Sulla VOLTA: – Assunzione; – Traslazione della Santa Casa; – Incoronazione della Vergine.
Assai ardita risulta la figura, presa in forte scorcio, della Vergine Assunta; dello stesso artista è anche la Pala d’altare con la Crocifissione, l’autore tardo-manierista ha valso alla sala l’appellativo ben più famoso di Sala del Pomarancio. L’arredamento ligneo, volto a contenere gli ex voto, è opera l’ebanista bolognese Andrea Costa.









