Campeggia sull’intero abitato il Complesso monumentale Francescano costituito da chiesa, convento e chiostro.

All’interno della chiesa si possono osservare rari e pregevoli affreschi trecenteschi di scuola giottesca che illustrano, con una sequenza di riquadri, gli episodi salienti della vita di san Francesco. La costruzione del convento è legata alla presenza di Francesco d’Assisi nell’area tra il 1216 e il 1222 grazie all’ospitalità offerta dai conti di Celano nel castello di Gagliano Aterno, che donarono anche al santo la chiesa di Santa Maria piè di Potano. La costruzione del convento nei pressi della chiesa avverrà tra il 1221 e il 1261, per avviare nel 1267 la costruzione di una chiesa più ampia, consacrata nel 1288 e successivamente trasformata nel 1647. La notte del 25 luglio 1298 fece sosta a Castelvecchio Subequo Pietro del Morrone durante il suo viaggio da Sulmona all’Aquila per diventare papa Celestino e durante la sosta avvenne una guarigione miracolosa ricordata ogni anno il 28 agosto, giorno della Perdonanza Celestiniana. Nella chiesa viene conservata anche una reliquia contenente sangue delle stimmate di San Francesco. Questa fu donata ai conti di Celano che a loro volta la donarono al convento di Castelvecchio, dove è conservata in un reliquiario del trecento in cristallo, poggiato su piedistalli di argento ed ornato di smalti con figure di angeli e lo stemma dei conti di Celano. Il 1 di Ottobre del 2013, secondo la testimonianza di Suor Miryam Castelli ed altre 10 persone, il sangue della reliquia si sarebbe liquefatto e sarebbe la seconda liquefazione avvenuta dopo quella del 1860. Nel 1643 al chiostro originario venne aggiunto il loggiato superiore, mentre nel settecento il convento subì un ulteriore ampliamento con l’aggiunta di un secondo chiostro. Il convento attualmente ospita al suo interno anche il museo di arte sacra ed il museo archeologico, con i reperti dell’antica Superaequum.






































