Il Giro delle Chiese

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CHIESA di San PIETRO APOSTOLO – MONTEBELLO di BERTONA (PESCARA)

La Chiesa è nel centro urbano, su un terreno in forte pendenza, ignota ne è l’origine. La prima attestazione della presenza di una chiesa dedicata a San Pietro Apostolo risale al 1309. L’attuale aspetto, soprattutto all’interno dell’aula, il cui spazio è scandito da lesene ed archi stuccati, è certamente frutto di interventi successivi, tra i secoli XVI e XVII. La facciata è caratterizzata dal portale con lunetta dipinta e da due ovali in alto sui lati.

CHIESA di San PIETRO APOSTOLO: La Chiesa è nel centro urbano, su un terreno in forte pendenza, ignota ne è l’origine. La prima attestazione della presenza di una chiesa dedicata a San Pietro Apostolo risale al 1309. L’attuale aspetto, soprattutto all’interno dell’aula, il cui spazio è scandito da lesene ed archi stuccati, è certamente frutto di interventi successivi, tra i secoli XVI e XVII. La facciata è caratterizzata dal portale con lunetta dipinta e da due ovali in alto sui lati. Di particolare interesse artistico è la volta a botte sul presbiterio, affrescata con motivi sacri relativi a San Pietro Apostolo. La facciata, intonacata, è a capanna  e termina con una cor-nice con modanature e coppi superiori, sormontata da un timpano triangolare legger-mente arretrato, in corrispondenza del tetto. Al centro il portale con la lunetta superiore con un dipinto su piastrelle in ceramica, realizzato in occasione del Giubileo del 2000, che raffigura un episodio evangelico. Più in alto vi sono due oculi ellittici. La Chiesa ha pianta rettangolare scandita da lesene che individuano pseudo Altari laterali. Anche il presbiterio, coperto con volta a botte unghiata, è di forma rettangolare, ma più stretto rispetto alla navata. La volta e la lunetta sono affrescate con affreschi seicenteschi rappresentanti la crocifissione e la glorificazione di San Pietro. Il pavimento è realizzato in marmo rosso e bianco e le pareti si configurano in un impianto tardo-rinascimentale, che termina in alto con le modanature della cornice. Le paraste laterali dividono lo spazio interno in pseudo Altari decorati con stucchi che rappresentano putti e motivi floreali. Di notevole interesse, oltre agli affreschi sopra citati è il crocifisso ligneo quattrocentesco. Il campanile, posto nella parte posteriore della chiesa, è a vela, realizzato con un massiccio muro in mattoni, provvisto di due arcate che ospitano le campane.

CROCIFISSO Ligneo del ‘400

Montebello di Bertona è un comune italiano di 839 abitanti della provincia di Pescara. Faceva parte della comunità montana Vestina, e il suo territorio è compreso nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. E’ posto su un colle alle pendici nordorientali del Gran Sasso d’Italia, a 596 metri sul livello del mare. Il nome del paese è di trasparente etimo-logia ed è riconducibile all’aggettivo del tardo latino bellus (grazioso, bello), sostituitosi a quelli di epoca classica pulcher e formosus, in composizione con il sostantivo monsmontis appartenente a quella categoria di nomi di luogo costituiti da “geomorfismi, cioè voci attinenti alle condizioni del suolo”, di cui “la toponimia pescarese fornisce numerosi esempi”. Ai Romani si dovrebbe, secondo una suggestiva e fantasiosa tesi, la nascita di Montebello di Bertona. Sul colle dove oggi sorge il paese, infatti, si sarebbero accampate le legioni di Roma, durante i primi cinque anni della Seconda guerra sannitica (326-304 a.C.), per attendere vanamente la resa dei Vestini rifugiatisi sul Monte Bertona, dopo che le loro roccaforti di Cutina (forse presso Civitella Casanova) e Cingilia (presso Montebello) erano state espugnate e distrutte. Tale castrum, in ricordo dell’estenuante e sanguinosa guerra combattutasi tra Romani e Vestini, avrebbe assunto il nome di Mons Belli (Monte della guerra, in italiano). Se il Castello di Bertona appare citato numerose volte in varie fonti medioevali, non altrettanto si può dire di quello di Montebello. Nel 1062 è documentata l’esistenza di un “poio de Montebello” e tale denominazione non fa certo pensare a un luogo fortificato. Dal Catalogus Baronum risulta che nel 1168 Montebello è uno dei molti feudi appartenenti a Roberto, Conte de Aprutio, il quale lo ha dato in affidamento a certi Riccardo e Trasmondo “de Poliano“.

Chiesa di San ROCCO: E’ ignota la data di costruzione della struttura attuale, la cui presenza è attestata già nel 1595. Sorta in zona rurale, risulta oggi pienamente inglobata nel centro urbano. Mediante una scalinata si accede alla struttura piccola e compatta, caratterizzata da due speroni in pietra ai lati nella facciata principale che culmina con un grande parallelepipedo al cui centro è collocato l’orologio civico. Nel prospetto laterale che dà ver-so la città, alla base c’è un piccolo porticato sottostante il piano di calpestio della chiesa, con archi a tutto sesto. L’interno è a pianta rettangolare, coperto con massicce capriate lignee a vista, con pianelle in ceramica decorate. La pianta è rettangolare, con dimensione longitudinale circa doppia rispetto a quella trasversale. Si accede da un scalinata antistante la facciata principale, disposta parallelamente ad essa. La chiesa è illuminata da una finestra ad arco sulla parete sinistra. La struttura è in muratura a sacco, rinforzata in facciata da due speroni in pietra ra-stremati, con copertura a capriate lignee. La copertura è realizzata con massicce capriate lignee che sorreggono una tessitura secondaria decorata con tavelle in ceramica bianche con losanghe scure. L’interno è molto semplice, rifinito con intonaco bianco, dominato dalle massicce capriate lignee a vista, con pianelle decorate. Sul presbiterio, varie statue di santi. Campanile: E’ una piccola struttura in acciaio culminante con una croce, posta sulla sommità della facciata principale.

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