NERETO è unanimemente considerata, per il suo passato e per la centralità come la “capitale” della Val Vibrata.










Al centro del paese, dietro la sede del rinnovato Municipio, si trova la Chiesa parrocchiale di MARIA SS.ma della CONSOLAZIONE. Già esistente nel 1552, ci si presenta oggi così come venne ricostruita nel 1848. E’ di dimensioni più ampie dell’antica chiesa, in quanto sorge nello stesso sito che essa occupava aumentato dell’area limitrofa su cui sorgeva la piccola chiesa dedicata a S.Antonio da Padova, che si data alla seconda metà del ‘500. Una significativa opera di restauro è stata compiuta tra il 1920 ed il 1929 e venne riaperta al culto il 17 maggio di quell’anno. La copertura è a capanna nella parte centrale, mentre ai lati è ad inclinazione unica contrapposta. Alla parete posteriore è appoggiata una torre campanaria che termina con una guglia. Sul suo fianco sinistro è stato rimesso in opera un mattone sul quale è la data M 567 DIC I XXX – D – MA (1567 dicatum 31 die mai), che potrebbe essere appartenuto alla chiesetta di S.Antonio da Padova. La facciata risulta slanciata per la presenza di lesene ed è movimentata dal motivo a timpano spezzato. L’interno è a 3 navate, di cui quella centrale è sopraelevata ed all’esterno una grande scalinata consente di superare il dislivello. Nella chiesa viene celebrato quello che va sotto il nome di Miracolo della Madonna della Consolazione, cioè la salvezza dalla distruzio-ne che l’esercito francese aveva programmato il 22 dicembre 1798 a seguito di una cruenta aggressione subita ad opera di un gruppo di neretesi fedeli al Re di Napoli. Sulla piazza antis-tante la chiesa una grande campana ne celebra il bi-centenario e su di essa si legge “Bicentenario del Miracolo di Maria SS. della Consolazione, XXII dicembre 1798-1998, Nicolina Tonelli chiama a raccolta la popolazione in difesa di Nereto, Nereto città della solidarietà, Tertio millennio adve-niente (emblema papale con Totus tuuts) – Jubila-eum MM”



Miracolo del 22 dicembre 1798:
Alcuni cittadini neretesi, a seguito di una violenza compiuta da un manipolo di soldati francesi su alcune donne del paese, reagirono uccidendo coloro che avevano compiuto l’insano gesto. Questa reazione suscitò l’ira dell’intero esercito, il quale per vendicarsi aveva deciso di attaccare Nereto. A notte fon- da, quando stavano arrivando i soldati, una vecchietta che stava pregando in chiesa se ne accorse e salita sul campanile suonò le campane come segno d’allarme. Un esercito di angeli apparve dal nulla all’esercito francese, che fuggì in preda al terrore. Questa leggenda è rappresentata con delle incisioni sulla campana posta davanti alla Chiesa Madre. La chiesa cattolica ha riconosciuto questo evento come un miracolo compiuto dalla Madonna della Consolazione a cui è intitolata la chiesa madre del paese. Le incisioni sulla campana sono un ricordo di quell’evento realizzato in occasione del festeggiamento del bicentenario del Miracolo – ogni anno il 22 dicembre le campane a Nereto suonano a festa; nel 1998, in occasione del bicentenario, venne organizzata una grande festa e fu realizzata la campana oggi di fronte alla chiesa, che ricorda l’evento non solo nelle incisioni ma nella sua natura stessa (la campana con cui la vecchia Tonelli richiamò l’esercito degli angeli). Nella Chiesa Madre – la Chiesa principale di Nereto – ci sono ben più importanti tracce di quell’evento: 1) la corona della Madonna (nella chiesa è una copia) fu un dono della comunità appunto in ricordo di quel miracolo; 2) il ciclo pittorico principale nel catino absidale.











Sull’antica Piazza del Carbone, oggi Via Gramsci, sorge la Chiesa dell’ADDOLORATA. Originariamente edificato in Piazza Marconi, per il fervore e con il contributo dei fedeli di Nereto l’edificio venne ricostruito nel 1891 nel luogo in cui è ora, dopo che nel 1885 era stato abbattuto. Ha copertura a capanna e sulla facciata, che presenta delle lesene ad aggraziarne l’aspetto, si apre un semplice portale ad architrave piano sormontato da un timpano. Sul culmine del tetto è una statua della Madonna ed una cupola corredata da lanterna è in corrispondenza della zona presbiteriale. Alla parete di sinistra si appoggia un’alta torre campanaria in laterizio che termina con una caratteristica guglia. Restaurata all’inizio degli anni Duemila, la chiesa è rimasta a lungo chiusa, subendo danni dal terremoto del 6 aprile 2009; lo stato di abbandono in cui è stata lasciata negli anni ha generato un degrado generale della struttura e degli elementi decorativi interni ed esterni. Dopo quasi due anni di lavori curati dalla Confraternita di Maria Santissima Addolorata il 29 agosto 2015 la chiesa è stata riaperta al culto.








