La BADIA Morronese è l’abbazia di Santo Spirito al Morrone, nota anche come abbazia Morronese o Celestiniana, sorge presso l’omonima frazione Badia a circa 5 km dalla cittadina di Sulmona. Sorse nella metà del XIII secolo (consacrata nel 1267-68) alle pendici del Monte Morrone, per volere del frate Pietro da Morrone (presente nel territorio peligno sin dal 1234), in eremitaggio presso il sovrastante eremo di Sant’Onofrio al Morrone.

La BADIA Morronese è l’abbazia di Santo Spirito al Morrone, nota anche come abbazia Morronese o Celestiniana, sorge presso l’omonima frazione Badia a circa 5 km dalla cittadina abruzzese di Sulmona. Il complesso architettonico, di dimensioni notevoli (119 m x 140 m circa) e circondato da torri a base quadrata, è costituito da una monumentale Chiesa settecentesca e da un imponente Monastero articolato intorno a tre cortili maggiori e due minori, racchiusi da una cinta muraria; nel fronte vi è un solo ingresso di 3,30 m di larghezza, di architettura palladiana. Nel 1902 fu dichiarata monumento nazionale. Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali la gestisce tramite il Polo museale dell’Abruzzo, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei. L’abbazia sorse nella metà del XIII secolo (consacrata nel 1267-68) alle pendici del Monte Morrone, per volere del frate Pietro da Morrone (presente nel territorio peligno sin dal 1234), in eremitaggio presso il sovrastante eremo di Sant’Onofrio al Morrone. L’abbazia, eretta sopra la cappella votiva di Santa Maria del Morrone, fu intitolata a Santo Spirito, e divenne la sede della Congrega dei Padri Celestini. Nel 1293 divenne sede dell’Abate Generale dell’Ordine, fondato da frate Pietro, l’anno successivo venne visitata dalla schiera di re Carlo II d’Angiò, venuto a prelevare Pietro del Morrone per l’incoronazione a pontefice presso la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Il Portale d’ingresso del ‘700 immette nel cortile dei Platani che fronteggia la Chiesa. La Chiesa ha una Facciata su 2 ordini di semicolonne e un Campanile che ricorda quello dell’Annunziata a Sulmona. L’abbazia mostra di interesse, appena entrarti, il Refettorio, con doppio ingresso preceduto da scalinate gemelle ad andamento curvilineo, coperto da volta a botte lunettata, decorato da pitture murali monocrome del periodo 1717-19, opera del frate oblato Martinez, entro ricche cornici in stucco, con scene classiche tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento: le Nozze di Cana, le Storie della vita di San Pietro Celestino, le Virtù Cardinali e Teologali, e sulla parete di fondo in posizione centrale la scena dell’Ultima Cena.



L’INTERNO è a croce greca con Cupola. Il Portale è sormontato all’interno da un organo del 1681, opera di Giovan Battista Del FRATE. L’abside custodisce un notevole coro in legno di epoca barocca di autore ignoto. A sinistra del Presbiterio c’è la Cappella CALDORA-CANTELMO, sotto una delle cui arcate c’è il sarcofago di Restaino Caldora-Cantelmo, opera di Gualtiero D’ALEMAGNA (1412). Sulla parete di fondo notevoli gli affreschi dl ‘400 di Giovanni da SULMONA: Battesimo di Gesù, Ingresso a Gerusalem-me, Gesù caricato della croce e Crocifissione. Sotto la chiesa vi è una piccola chiesa a pianta irregolare cui si accede da una gradinata che si apre in un andito del pavimento. Il porticato esterno è a colonne cilindriche. Dal cortile sinistro, Cortile dei Nobili, a forma rettangolare, si passa nel refettorio, secondo il tipo schema monastico del ‘600. La struttura quadrangolare del portico abbraccia la Chiesa vera e propria, ed è fortificato da 4 torri angolari. La Chiesa ha una facciata barocca ricostruita nel 1706, caratterizzata da 2 livelli con architettura classica, colonne circolari lisce all’entrata, e arcate cieche. Il 2° livello è scandito da 4 paraste a colonna, con i 2 settori estremi rientranti a semicerchio. Tali colonne hanno sulla sommità dei merli, che circondano al settore centrale un orologio incastonato in cornice. Sopra il transetto vi è una modesta cupola barocca. Il Campanile gotico è una torre slanciata in tipico gotico sulmonese, molto simile al campanile del Complesso dell’Annunziata, con finestre bifore e slanciata cuspide piramidale sulla sommità della struttura. All’interno della chiesa vera e propria, a navata unica con volta a botte, sono presenti 2 altari, uno a dx dedicato a San Benedetto, l’altro di sx dedicato a San Pietro Celestino, ornati da marmi policromi ambedue. Nell’abside è posizionato il coro a due ordini di stalli, in noce, e intagliati; tradizionalmente attribuito al pescola-no Ferdinando Mosca, di recente è stato attribuito a Mastro Marchione di Pacentro, che nel 1722 stipulò un contratto con l’abate. Al centro vi si trova la tela settecentesca della Discesa dello Spirito Santo, opera di scuola napoletana, nella controfacciata si trova la cantoria monumentale con l’organo poggiante su 4 pilastri, opera di Giovan Battista Del Frate (1681), dorato da Francesco Caldarella; la cantoria presenta un parapetto curvilineo con bassorilievi che riproducono motivi vegetali e fiori, al centro si trova la balaustra, all’interno un ovale con lo stemma dell’Ordine, più altri ovali minori con le immagini degli abati più importanti.



























