Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

FROSINONE: FUMONE

Fusone è un affascinante borgo medievale della Ciociaria (in provincia di Frosinone), famoso per la sua posizione panoramica e la sua storia millenaria. Il centro storico è posto su un colle dalla caratteristica forma di cono, visibile anche da notevole distanza, posto tra i rilievi montuosi dei monti Ernici e dei monti Lepini. Nell’immagine in evidenza: affresco raffigurante la morte di papa Celestino V (Chiesa di Santissima Annunziata).

FUMONE: Il paese, posto sui 783 m s.l.m. dell’omonimo monte, che nel suo punto più elevato, raggiunge 793 m s.l.m., in posizione isolata tra la valle del Sacco e la conca compresa tra Fiuggi e Alatri. Il territorio comunale, non molto esteso, che appare dominato dall’alto rilievo su cui sorge il centro abitato, si presenta con tratti montuosi e collinari, digradando ed assumendo un andamento più regolare pianeggiante avvicinandosi alle sponde del lago di Canterno che, in parte, ricadono nel territorio comunale e che, comunque si trovano su quote intorno ai 540 m s.l.m. Gli isolotti, che caratterizzano la parte più meridionale del piccolo lago, ricadono nel territorio di Fumone.

La CHIESA è ubicata nel Centro Storico, la sua esistenza è certa sin dall’anno 1147 ma è stata completamente trasformata con i lavori di ristrutturazione eseguiti alla fine del Settecento. È costituita da una navata centrale terminante con l’abside, una laterale terminante con una cappella coperta con cupola ed un campanile posto lateralmente. La facciata è definita da due paraste, entro le quali sono presenti il portale, ed è affiancata dal poderoso campanile. L’impianto geometrico e lo stile architettonico rivelano le trasformazioni subite nel corso degli anni con l’esecuzione di restauri che hanno mutato completamente il tempio originario. L’attuale struttura risulta del tipo basilicale con stile tardo rinascimentale con accenti barocchi nelle edicole commemorative. È costituita da pilastri in muratura nervati che sorreggono una volte a botte nella navata centrale e volte a crociera nella navata laterale. Tra i pilastri che scandiscono le campate sono state ricavate le edicole commemorative dedicate: nella navata centrale alla visita del papa Paolo VI (1966) ed alle Confraternite: del Rosario (1579), del Sacramento (1702), del Protettore (1723) ed alla Madonna di Loreto (1518) nella navata laterale, in cui è ubicato l’altare dedicato alla Madonna del Perpetuo Soccorso, la cui immagine sacra venne portata a Fumone nell’anno 1886. All’interno vengono custoditi: un altare marmoreo settecentesco con il coro ed una fonte battesimale del XII secolo ed opere d’arte di pregevole fattura tra cui: la statua d’argento del protettore San Sebastiano raffigurante l’Ufficiale romano trafitto da dardi, di pregevolissima fattura (opera del Ruscono data 1697) l’affresco presente sulla volta della navata centrale raffigurante San Pietro Celestino V assistito da due frati e nell’abside l’imponente quadro raffigurante l’Annunziata, opera del Buttaragi datata 1786. Durante i festeggiamenti del Santo Patrono la statua argentea in cui sono custodite le sagre reliquie del Santo, viene esposta nella macchina processionale in legno dorato risalente al XVII secolo. Della chiesa originaria rimangono il fonte battesimale in pietra locale e la statua lignea cinquecentesca del santo protettore San Sebastiano. Il nuovo altare in legno, realizzato negli anni Novanta del Novecento, è opera del maestro locale Paolino Cialone. L’organo a canne, recentemente restaurato, è degli inizi dell’Ottocento.

(Dopo) CHIESA di SS. MICHELE e GAUGERICO: La Chiesa ubicata nel Centro Storico, a ridosso del Castello e del Giardino pensile, risale al secolo XII e fu costruita dal Prof. Giovanni da Fumone, scrittore Apostolico di papa Giovanni XXII ad Avignone, recuperando mura preesistenti, forse di un convento o di una torre. Degno di menzione è il monumentale portale gotico della facciata, sulla quale è possibile distinguere i resti di archi a sesto acuto.

Sulla sommità della porta d’ingresso vi era impresso lo stemma che aveva nel campo una vite ed un grappolo d’uva, mentre il campanile del tipo a vela, possedeva una campana datata 1333, fusa a spesa di tale a spese di Giovanni di Svezia che risiedeva in Fumone. Con l’andare del tempo la Chiesa subì gravi danni tanto da non essere agibile e rimase chiusa al culto dall’anno 1891 fino al compimento dei lavori nel luglio dell’anno 1909 ad opera del parroco Don Angelo Celani. I lavori di ristrutturazione eseguiti nell’anno 1934 hanno trasformato totalmente le caratteristiche del monumento, mentre con le verniciature eseguite all’interno negli anni sessanta è stato coperto l’affresco raffigurante San Michele Arcangelo presente nella volta della navata principale. Con i recenti lavori di restauro e di consolidamento curati dall’arch. Vittorino De Carolis è stata eseguita anche la bonifica del paramento murario con l’asportazione delle superfetazioni che ha permesso di ridare al monumento l’antica atmosfera.

Dopo: La tela ad olio sullo sfondo dell’altare maggiore risale all’i-nizio del XVIII secolo e rappresenta il vescovo francese San Gaugerico.

Dopo: Nell’anno 1910 lo stesso parroco vi pose il quadro della vergine SS del Rosario di Pom-pei, opera del Maestro Vicenzo Cerica e nel 1911 vi istituì la Confranternita del Rosario

Altre CHIESE:

  • Chiesa di San Pietro Celestino V: La Chiesa ubicata nella frazione Pozzi fu voluta e donata dal papa Paolo VI in seguito alla visita a Fumone del 1º settembre 1966. È stata recentemente restaurata dal parroco Don Valter Martiello, con l’aiuto materiale e finanziario della comunità fumonese. Custodisce opere dell’artista locale De Santis Benedetto.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie: All’origine era un’edicola con immagini di pregevole fattura posta sul crocevia dell’originale strada che si biforcava da Ferentino e si biforcava in direzione di Fumone e di Alatri. Con la costruzione della Chiesa le pitture dell’edicola hanno trovato riparo dagli agenti atmosferici, tanto che si presentano tuttora ben conservati. La fonte storica che ne documenta l’esistenza è un manoscritto di Veceslao Canonico Cocchi, cappellano della Chiesa.

(Dopo) CASTELLO LONGHI – De PAOLIS:_Il Castello di Fumone di epoca medievale è stato la principale fortezza militare dello Stato Pontificio del Basso Lazio; fu usato per oltre 500 anni (XI-XVI secolo) come punto di avvistamento. Le fumate che venivano prodotte dall’alta torre comunicavano in tutta la Campagna e Marittima che dei nemici si erano immessi sulla via Casilina ed avvertivano la popolazione di trovare un rifugio. Da ciò nacque l’adagio popolare: Quando Fumone fuma, tutta la campagna trema ed anche il nome del paese. Grazie alla sua posizione strategica, Fumone si rivelò nella storia una fortezza inespugnabile e furono vani i tentativi di conquista anche da parte di Federico Barbarossa ed Enrico VI; ci riuscì solamente papa Gregorio IX nel tredicesimo secolo ma pacificamente e sotto pagamento di un ingente somma di denaro. Il castello di Fumone venne nel corso degli anni trasformato dalla famiglia Longhi. in una vera e propria residenza, ancora oggi è una proprietà privata ed è abitato dagli attuali eredi della famiglia. Il Castello  è costituito da più corpi di fabbrica e ha al suo interno la cella dove si dice morì Celestino.

Il Castello conserva nel Museo interessanti reperti archeologici e comprende anche un giardino pensile, realizzato dalla famiglia Longhi nel Seicento. Il giardino sospeso, ricavato dall’unificazione dei camminamenti di ronda, dei fossati e dei quattro torrioni interni, è uno dei rari esempi nel suo genere in Europa, ed è tipico dell’arte del giardino classico all’italiana. Per la sua estensione (3500 m2), è ritenuto il più grande d’Europa tra quelli che si trovano ad un’altitudine uguale o superiore agli 800 metri sul livello del mare. Nel castello sono stati preservati due luoghi, nel piano nobile, riconducibili a papa Celestino V. Uno è la cappella costruita nel XVIII secolo in sua memoria. Attigua alla cappella è la cella dove venne rinchiuso e dove l’ex papa trascorse gli ultimi 10 mesi di vita, praticamente murato vivo. Durante la visita, inoltre, è possibile ascoltare la storia del marchesino Francesco Longhi che venne ucciso, a soli cinque anni, dalle sue sette sorelle; la madre (la duchessa Emilia Caetani) impazzita completamente dal dolore non accettò di farlo seppellire e decise di farlo imbalsamare: il corpo del bambino è custodito ancora oggi nel castello.

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