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TURCHIA: TOUR Per la TURCHIA e CAPPADOCIA (3° Parte)

Santa SOFIA è uno dei principali monumenti di Istanbul. Si trova nel distretto di Fatih, nel mahal-le di Sultanahmet. Dedicato alla Sophia (la sapienza di Dio), dal 537 al 1453 l’edificio fu cattedrale ortodossa e sede del Patriarcato di Costantinopoli. La BASILICA CISTERNA (che in turco significa “il palazzo inghiottito”) è uno dei monumenti più visitati di Istanbul. È stata costruita dall’imperatore Costantino nel IV secolo e fu poi ampliata dall’imperatore Giustiniano nel 532.. Nell’immagine in evidenza: Lampadari nella Chiesa di santa SOFIA.

Santa SOFIA è uno dei principali monumenti di Istanbul. Si trova nel distretto di Fatih, nel mahal-le di Sultanahmet. Dedicato alla Sophia (la sapienza di Dio), dal 537 al 1453 l’edificio fu catte-drale ortodossa e sede del Patriarcato di Costantinopoli, a eccezione di un breve periodo tra il 1204 e il 1261, quando fu convertito dai crociati a catte-drale cattolica di rito romano sotto l’Impero latino di Costantinopoli. Divenne poi moschea ottomana il 29 maggio 1453 e tale rimase fino al 1931. Fu poi sconsacrato e il 1º febbraio 1935 divenne un museo. La prima chiesa era conosciuta come la “Grande Chiesa, a causa delle sue dimensioni più grandi rispetto alle altre chiese contemporanee già presenti in città. La chiesa fu dedicata al Logos, la seconda persona della Santissima Trinità. Una seconda chiesa fu costruita per volere di Teodosio II, il quale la inaugurò il 10 ottobre 415. La basilica, dotata ancora di un tetto in legno, fu progettata dall’architetto RUFINO. Incendiata durante la rivolta di Nika, scoppiata nel 532 contro l’imperatore Giustiniano, la chiesa bruciò quasi completa-mente. Terza chiesa (attuale struttura): Il 23 febbraio 532, pochi giorni dopo la distruzione della seconda basilica, l’imperatore Giustiniano I decise di costruire una nuova basilica completamente diversa, più grande e più maestosa rispetto a quelle dei suoi predecessori.

MOSCHEA: Nel 1453 il Sultano Maometto II assediò Costantinopoli, guidato in parte dal desiderio di guadagnare la città all’Islam. Il sultano promise ai suoi soldati tre giorni di libero saccheggio se la città fosse caduta, dopo di che avrebbe rivendicato le ricchezze per sé. La Basilica di Santa Sofia non fu esentata dal saccheggio. Quando il Sultano e la sua corte entrarono nella chiesa, egli ordinò che essa venisse immediatamente trasformata in una moschea. Museo: Nel 1935, il primo presidente turco e fondatore della Repubblica di Turchia, Mustafa Kemal Atatürk, trasformò l’edificio in un museo. I tappeti vennero rimossi e le decorazioni del pavimento di marmo riapparvero per la prima volta dopo secoli, mentre l’intonaco bianco che copriva molti dei mosaici fu rimosso.

(Dopo): Blocco di marmo proveniente dalla basilica ordinata da Teodosio II, con raffigurazione di una processione di agnelli.

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Colonna consumata facendo girare il pollice della mano tante volte a seconda della grazia richiesata.

(Dopo): La BASILICA CISTERNAYerebatan Sarnici (che in turco significa “il palazzo inghiottito”) è uno dei monumenti più visitati di Istanbul. È stata costruita dall’imperatore Costantino nel IV secolo e fu poi ampliata dall’imperatore Giustiniano nel 532. Scoperta per caso sul finire del XIX secolo la cisterna è stata sottoposta a ristrutturazione nel 1985 ed è stata aperta al pubblico solo nel settembre del 1987. Lunga 143 metri e larga 70 metri, la Cisterna forniva acqua per il palazzo imperiale con un serbatoio di 80.000 metri cubi. Era alimentata dall’acquedotto di Valente che convogliava le acque dalle colline circostanti, si trattava di uno degli acquedotti più lunghi costruiti nel tardo periodo romano, utilizzato addirittura fino agli anni ’50 e ben visibile ancora oggi nei pressi di Aksaray per la lunghezza di 900 metri. Il serbatoio della Cisterna oggi si presenta come un enorme spazio sotterraneo in cui tro-vano spazio 336 colonne alte 9 metri e distanziate l’una dall’altra di 4,90 m. I capitelli sono un misto tra gli stili Ionico e Corinzio, con alcune eccezioni rappresentate da colonne Doriche o addirittura di colonne non decorate. I muri perimetrali sono di mattoni ed hanno uno spessore di 4 metri. La malta utilizzata nella costruzione è speciale ed impermeabile.

Buona parte dei materiali e delle colonne sono elementi di riuso, ne sono testimonianza in particolare 2 enormi teste di Medusa provenienti probabilmente da un arco monumentale del fo-ro di Costantino, che fanno da base (rovesciate) a due delle colonne di sostegno della volta.

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