Il Duomo di Monza è un edificio religioso elevato a rango di basilica minore edificato tra il XIV e il XVII secolo. Situato sull’omonima piazza al centro della città, è dedicato a san Giovanni Battista. Consacrazione: 1365; Arch.: Matteo da Campione; Stile architettonico: Misto: Gotico Internazionale; Inizio costruzione: 1300; Prima edificazione 595; Completamento1681. Al suo interno custodisce la Corona ferrea; il suo campanile è l’edificio più alto della città. Nell’immagine in evidenza: Corona ferrea.

MONZA è un comune italiano di 123.800 abitanti, capoluogo del-la provincia di Monza e della Brianza, nella regione Lombardia. È centro di una delle aree più produttive d’Europa. La città inoltre è famosa per l’Autodromo Nazionale situato all’interno del Parco di Monza e per la presenza della Corona Ferrea, conservata nel Museo cittadino, utilizzata per l’incoronazione di alcuni re del Regno d’Italia. Secondo una leggenda, la regina Teodolinda, per riposarsi durante una battuta di caccia del re e della corte longobarda, si addormentò lungo la riva del fiume Lambro. In sogno avrebbe visto una colomba, simbolo dello Spirito santo, che le avrebbe pronunciato la parola modo, ad indicare che avrebbe dovuto dedicare quel luogo a Dio. La regina a quel punto avrebbe risposto etiam, indicando la sua piena accondiscendenza al volere divino. Dall’unione delle due parole modo ed etiam sarebbe poi quindi nato il nome della città: Modoetia.

(Prima) VILLA REALE: E’ uno dei monumenti più importanti della città. La villa fu costruita durante il periodo della dominazione austriaca sul Ducato di Milano, come simbolo del prestigio e della magnificenza della corte degli Asburgo, voluta dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria e dedicata al suo quarto figlio maschio, l’arciduca Ferdinando d’Austria, che in quel tempo risiedeva a Milano in qualità di Governatore della Lombardia e desiderava una villa fuori città per trascorrervi la stagione estiva e per andare a caccia. I lavori ebbero inizio nel 1777 sotto la guida di Giuseppe Piermarini. È composta da un corpo centrale e due ali che si dipartono ad angolo retto. Dai giardini della Villa Reale è possibile accedere a piedi al Parco di Monza raggiungendo il viale Cavriga o la cascina del Sole.





(Dopo) ARENGARIO: Si trova nel centro storico, in piazza Roma, punto da cui partono le vie principali dell’area pedonale. È l’antico Palazzo Comunale di Monza, costruito nel XIII secolo. Inizialmente era privo della torre e della “Parlera“, il balcone da cui si affacciavano i governanti per parlare alla popolazione.



(Dopo) CAMPANILE del DUOMO: La torre campanaria, di 78 m, fu iniziata il 23 maggio 1592 e risulta essere ultimata il 1620. Le campane poste sulla cella campanaria furono benedette il 18 settembre 1628. Il campanile, così come il battistero e la cripta fu innalzato su progetto iniziale di Pellegrino Tibaldi, e i lavori proseguirono poi sotto la guida di Ercole Turati. I frontoni della cella campanaria ospitano quattro blasoni in granito raffiguranti: “Chioccia con i pulcini”, “La mitra e il pastorale”, la “Croce del Regno con la corona ferrea”, e per ultimo “l’agnello sul libro dei sette sigilli”.


Il Duomo di Monza, ufficialmente Basilica minore di San Giovanni Battista, è un edificio religioso elevato a rango di basilica minore edificato tra il XIV e il XVII secolo. Situato sull’omonima piazza al centro della città, è dedicato a san Giovanni Battista. Consacrazione: 1365; Arch.: Matteo da Campione; Stile architettonico: Misto: Gotico Internazionale; Inizio costruzione: 1300; Prima edificazione 595; Completamento1681. Al suo interno custodisce la Corona ferrea; il suo campanile è l’edificio più alto della città. La riedificazione del duomo risale all’anno 1300, quando si depone la prima pietra del nuovo tempio. MATTEO da CAMPIONE fu certamente interprete dell’aspirazione dei Visconti a realizzare una grande basilica per le incoronazioni imperiali, secondo la tradizione germanica che imponeva all’imperatore di assumere tre corone: quella d’argento ad Aquisgrana, quella d’oro a Roma e quella “di ferro“ a Monza o a Milano. A Matteo spetta anche la costruzione delle due cappelle gemelle ai lati dell’abside maggiore. Quella di destra (già del santo Chiodo e dedicata al santo Rosario) venne decorata tra il 1417 e il 1418 (sopravvive un unico frammento con Cristo crocifisso, attribuito a Michelino da Besozzo); quella di sinistra (dedicata a Teodolinda) decorata tra il 1444 e il 1446 dalla famiglia di pittori lombardi Zavattari che realizzarono il celebre ciclo di affreschi tardogotici. Riconducibile al campionese anche la Lastra dell’incoronazione, un bassorilievo rappresentante l’incoronazione di Venceslao di Lussemburgo. Nel XVI secolo, in seguito al Concilio di Trento, si ha la rielaborazione della zona absidale, con lo sfondamento del muro di fondo della cappella maggiore e la costruzione di un vasto presbiterio. Alla fine del XVI sec. viene anche costruito, su progetto di Pellegrino Tibaldi, il nuovo campanile, a sx della facciata usando dei particolari mattoni, i detti “mattoni di Oreno”. Nel 1644 viene gettata la volta della navata centrale e nel 1681 è costruita, nell’area delle sacrestie, la cappella ottagona destinata a ospitare il tesoro. I primi decenni del XVIII secolo, anche in coincidenza con il ripristino del culto del santo Chiodo, segnano anche una forte ripresa decorativa, che trasforma l’edificio in una sorta di antologia della pittura tardobarocca.


LEGENDA: 1) Ingresso; 2) Navata centrale; 3) Navata sx; 4) Navata sx; A) Pulpito ligneo di Carlo Amati (1808); (B) Evangencalitorio di Matteo da Campione, (C) Cappella di S. Caterina; (D) Cappella dei Ss. Rocco e Sebastiano; (E) Cappella della Decollazione; (F) Cappella di S. Antonio Abate; (G) Transetto destro; H) Cappella destra (già del santo Chiodo e dedicata al santo Rosario); (L) Presbiterio; (M) Abside; N) Cappella sx di Teodolinda; (O) Transetto sinistro; (P) Sagrestia grande; (Q) Sagrestia piccola; (R) Cappella di S. Stefano, (S) Cappella del Corpus Domini; (T) Cappella di S. Lucia; (U) Cappella del Battistero; (V) Cortiletto; (Z) Cimiterino.

La FACCIATA è trecentesca bicromatica con fasce di marmo bianche e verdi, oggetto dell’importante restauro realizzato tra il 1892 e il 1908 a opera dell’architetto Luca Beltrami. Si presenta diviso in 5 scomparti da 4 lesene e due contrafforti alle estremità. I sei spioventi della facciata a vela, completi di foglie rampanti, sono coronati da altrettante edicole complete di statue di santi. Anticamente la facciata fu realizzata in due momenti differenti. Il primo risalente al 1300 in tre sezioni. Conseguenza dell’aggiunta delle navate interne, furono aggiunte le ulteriori due sezioni nella seconda metà del secolo portando la facciata a essere molto più alta dell’aula opera di Matteo da Campione. Il Portale maggiore presenta nell’intradosso colonnine e pilastri con capitelli d’ordine corinzio e culminante con la lunetta realizzata nel 1420 dove è raffigurato nella parte inferiore il battesimo di san Giovanni nella acque del Giordano. Nella parte superiore vi è raffigurato san Giovanni riceve il donario per il Duomo mentre Teodolinda regge la croce e la corona ferrea. Tre corone sono raffigurate sulla parte sinistra e il tesoro con la famosa chioccia con i pulcini su quella destra. La base della lunetta è un recupero di manufatti d’epoca romanica. Matteo da Campione si è fosse ritratto sulla sommità di una bifora. Il protiro è invece opera del XVI secolo. La statua di san Giovanni è copia dell’originale trecentesco conservato nel museo della basilica. I due medaglioni del protiro ospitano i busti della regina Teodolinda e del marito Agilulfo. Il Rosone opera trecentesca di Matteo da Campione, è inserito in una cornice a lacunari che proseguono fino alla parte superiore fino alla loggetta superiore, dove si presenta un ulteriore rosone di piccole dimensioni. 4 rosoni piccoli sono presenti nelle sezioni laterali. Sulla facciata si alternano trifore e bifore atte a illuminare l’aula. I disegni di tali vetrate sono stati realizzati nel 2006 da Marco Carnà.

PORTALE MAGGIORE: Presenta nell’intradosso colonnine e pilastri con capitelli d’ordine corinzio e culminante con la lunetta realizzata nel 1420 dove è raffigurato nella parte inferiore il battesimo di san Giovanni nella acque del Giordano. Nella parte superiore vi è raffigurato san Giovanni riceve il donario per il Duomo mentre Teodolinda regge la croce e la corona ferrea.



Il neoclassicismo è rappresentato dall’altare maggiore progettato da Andrea Appiani (1798) e dal nuovo pulpito di Carlo Amati (1808). Con la caduta del Primo Impero (1815), i monzesi chiesero la restituzione di tutti i tesori presi dai francesi, ma la Corona di Agilulfo, conservata presso il duomo, era stata fusa a Parigi. Alla fine dell’XIX secolo si collocano le grandi opere di restauro conservativo e stilistico della cappella di Teodolinda e soprattutto della facciata, operato da Luca Beltrami e Gaetano Landriani, che viene trasformata radicalmente con la reintegrazione delle edicole sommitali (già tutte cadute, ad eccezione di una, all’inizio dei XVII secolo) e la sostituzione dei filari di marmo nero di Varenna con serpentino verde d’Oira. Nel 2009 lo scultore Alberto Gianfreda realizza la scultura Braciere – Vasca Battesimale mobile.

La Cappella della Regina Teodolinda (N) si apre nel braccio settentrionale del transetto del Duomo di Monza. Di forme gotiche, fu eretta negli anni a cavallo del 1400, durante l’ultima fase dei lavori di ricostruzione della basilica avviati nel 1300. La decorazione pittorica, risalente alla metà del XV secolo e dedicata alle Storie di Teodolinda, distribuite in 45 scene, si presenta come un omaggio alla sovrana longobarda che aveva fondato la chiesa e nello stesso tempo come una testimonianza del delicato passaggio dinastico che si stava allora profilando nel ducato di Milano tra la famiglia dei Visconti e quella degli Sforza. Con le opere superstiti di Michelino da Besozzo, di Pisanello e di Bonifacio Bembo il ciclo di affreschi della cappella è considerato uno dei capolavori della pittura del gotico internazionale in Italia, nonché il più importante esito dell’attività degli Zavattari: una famiglia di pittori milanesi attivi in Lombardia per tutto il ‘400, una vera e propria dinastia di artisti, composta dal capostipite Cristoforo, responsabile tra il 1404 e il 1409 di alcuni lavori nel Duomo a Milano, da suo figlio Franceschino, anch’egli operoso nel Duomo di Milano dal 1417 al 1453, e dai tre figli di quest’ultimo, Giovanni, Gregorio e Ambrogio, con i quali Franceschino lavorò probabilmente a Monza e, solo con gli ultimi due, alla Certosa di Pavia. La serie è conclusa da Franceschino II, figlio di Giovanni e fratello di Vincenzo, Gian Giacomo e Guidone.
(Dopo) CORONA FERREA: Nel duomo si conserva la celeberrima Corona ferrea, per secoli usata nell’incoronazione dei re d’Italia, che, secondo la tradizione, contiene uno dei chiodi usati per la crocifissione di Cristo. La Chiesa riconosce il carattere di reliquia alla corona, e proprio per questo è conservata in chiesa (Cappella di Teodolinda e non nel museo).

(Dopo): E’ uno tra i maggiori parchi storici europei. Una delle sue caratteristiche principali è di aver conservato la cinta muraria originale. Ha una superficie di 732 ettari ed è situato a nord della città. Con i Giardini Reali, il Parco di Monza costituisce un complesso di particolare valore paesaggistico, storico e architettonico, incluso nel più ampio Parco regionale della Valle del Lambro. Dal 1922 ospita al suo interno l’autodromo nazionale di Monza, uno dei più importanti e prestigiosi circuiti automobilistici al mondo.

(Dopo): PONTE delle CATENE





(Dopo): ALLUIEVI T-TEP

(Dopo): Scuola T-TEP di MONZA

(Dopo): ALLIEVI T-TEP della DI MARZIO-MICHETTI di PESCARA



