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FRANCIA: Basilica di Santa MARIA MADDALENA – Saint Maximin la Saint Baume (1° Parte)

La Basilica di Santa Maria Maddalena (basilique Sainte-Marie-Madeleine) è un luogo di culto cattolico di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, nel dipartimento del Var, sede della parrocchia omonima appartenente alla diocesi di Fréjus-Tolone. La chiesa è monumento storico di Francia dal 1840 e basilica minore dal 2018. Nell’immagine in evidenza: Particolare dell’Altare Maggiore.

Costituisce uno dei principali esempi di architettura goti-ca della Provenza. Secondo la tradizione, Maria Maddalena in fuga dalla persecuzione di Erode, avrebbe trovato rifugio in Provenza con il fratello e la sorella. Dopo esser giunta a Saintes-Maries-de-la-Mer, avrebbe abitato per 30 anni una grotta nel massiccio di Sainte-Baume mentre evangelizzava la regione. Quando morì, fu sepolta a Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, nel luogo che sarebbe diventata l’attuale cripta della basilica, che sarà custodita dai monaci cassianiti (discepoli di San Cassiano). Nell’VIII secolo, le invasioni saracene obbligarono i religiosi a riempire di macerie la cripta per preservarla dalle depredazioni, ma ciò non ebbe ricadute negative sul culto che rimase vivo. Gli scavi effettuati nel 1993 nell’area a sud della basilica hanno portato alla luce un complesso religioso risalente all’inizio del VI secolo costituito da una chiesa a cui era annesso un battistero; la cripta sarebbe stata più antica di un secolo. Verso l’anno 1000 la chiesa primitiva viene ricostruita e ampliata a scapito del battistero; restaurata intorno al 1200, doveva ancora essere in uso quando furono rinvenute le reliquie di Maria Maddalena. Nel 1295, Carlo II d’Angiò divenne conte di Provenza e re di Sicilia e decise di costruire sul sito delle reliquie, una basilica e un convento di domenicani. I lavori protrattisi per anni  furono completati nel 1532. Nel XVII secolo vennero apportate modifiche alla struttura. Nel 1839 venne restaurata l’abside. Durante la prima metà del XX secolo, Jules Formigé condusse alcuni scavi nell’area della cripta che era stata ridipinta nel 1844 secondo il gusto dell’epoca; suo figlio Jean-Camille lavorò nell’area della navata nord, rimuovendo le superfetazioni seicentesche. Nel 1975-1976, a causa dello stato di avanzato degrado della struttura venne operato un restauro conservativo; nel 1986-1987 fu rinforzata la facciata, incompiuta. Nuovi interventi sono stati condotti fino al 1993. La chiesa è stata elevata alla dignità di basilica minore da papa Francesco il 23 marzo 2018.

La Basilica ha una struttura a 3 navate delle quali la maggiore di 9 campate e le laterali di 8; tra i contrafforti di quest’ultime, si aprono delle cappelle; ciascuna navata laterale termina con una cappella poligonale che, attraverso una grande arcata, comunica con l’ultima campata della navata maggiore. Non vi sono né transetto, né deambulatorio, e le volte sono a crociera. Dopo: PIANTA.

La Basilica ha una struttura a 3 navate delle quali la maggiore di 9 campate e le laterali di 8; tra i contrafforti di quest’ultime, si aprono delle cappelle; ciascuna navatella termina con una cappella poligonale che, attraverso una grande arcata, comunica con l’ultima campata della navata maggiore. Non vi sono né transetto, né deambulatorio, e le volte sono a crociera. Il Pulpito barocco (E) si trova a ridosso del 3° pilastro di sx ed è opera del frate Louis Gudet che lo portò a termine nel 1756: sul parapetto della piattaforma e della scala d’accesso vi sono 7 rilievi con scene della vita della Maddalena, mentre il baldacchino è sormontato da un gruppo scultoreo a tutto tondo raffigurante la Santa in gloria. Nella 7° e 8° campata della navata maggiore, su due lati, trovano luogo gli stalli lignei del coro (F), realizzati nel 1692 da François Peironi, gli alti schienali sono ornati da 22 medaglioni scolpiti a bassorilievo con miracoli compiuti da santi domenicani. Nell’abside poligonale trova luogo l’altare maggiore barocco, è in marmi policromi; sopra la mensa, ai lati del tabernacolo, due bronzi dorati con la cena in Emmaus (a sx) e la morte di san Giuseppe (a dx), di Joseph Lieutaud; più in alto, una in porfido rosso per le reliquie, di Silvio Calce, sorretta da due cani dorati, di Alessandro Algardi, e sormontato da una statuetta di Santa Maria Maddalena dello stesso autore. L’ancona (dipinto) presenta tre dipinti di André BoissonSanta Maria Maddalena a Sainte-Baume (al centro), l’Incontro con il Risorto (ovale di sx) e la Rinuncia alle ricchezze (ovale di dx).  La Gloria e le altre sculture che sovrastano l’altare sono di Joseph Lieutaud.

La Cripta ha la forma di una stanza a pianta rettangolare perpendicolare all’asse della basilica. È probabilmente una tomba paleocristiana del IV secolo, originariamente rivestita integralmente in marmo o in marmo ed intonaco dipinto. La doppia scalinata d’accesso è del XVII secolo e sostituisce quella primitiva; nella parete sud, in una nicchia sopra l’altare, è collocato il reliquiario di Santa Maria Maddalena: un teschio della Santa, un lembo di carne o tessuto osseo aderente all’osso frontale della santa sulla quale Gesù avrebbe posto le dita nel giorno della risurrezione pronunciando la frase: «Noli me tangere». Il reliquiario attuale fu realizzato dall’orefice Didron nel 1860 su disegno dell’architetto Henri Révoil.

(Prima e dopo) : Il PULPITO (E) barocco si trova a ridosso del 3° pilastro di sx ed è opera del frate Louis GUDET che lo portò a termine nel 1756: sul parapetto della piattaforma e della scala d’accesso vi sono 7 rilievi con scene della vita della Maddalena, mentre il baldacchino è sormontato da un gruppo scultoreo a tutto tondo raffigurante la Santa in gloria. 

(Dopo) ORGANO a CANNE: Pierre Henri Yves BARDON, professeur émérite au conservatoire d’Aix-en-Provence, organiste titulaire de l’orgue Isnard de Saint-Maximin depuis 1961 puis cotitulaire depuis 2008, est également cofondateur, en 1963, de l’Académie de l’Orgue français de Saint-Maximin.

Nell’abside (A) poligonale trova luogo l’altare maggiore (A) barocco, è in marmi policromi; sopra la mensa, ai lati del tabernacolo, due bronzi dorati con la cena in Emmaus (a sx) e la mor-te di san Giuseppe (a dx), di Joseph LIETAUD; più in alto, una in porfi-do rosso per le reliquie, di Silvio CAL- CE, sorretta da 2 cani dorati, di Ales-sandro ALGARDI, e sormontato da u-na statuetta di Santa Maria Madda-lena dello stesso autore. L’ancona (dipinto) presenta tre dipinti di André BOISSONSanta Maria Mad-dalena a Sainte-Baume (al centro), l’Incontro con il Risorto (ovale di sx) e la Rinuncia alle ricchezze (ovale di dx).  La Gloria e le altre sculture che so-vrastano l’altare sono di Joseph LIEUTAUD.

(Dopo): L’ancona presenta tre dipinti di André BOISSONSanta Maria Maddalena a Sain-te-Baume (al centro), l’Incontro con il Risorto (ovale di sx) e la Rinuncia alle ricchezze (ovale di dx). La Gloria e le altre sculture che sovrastano l’altare sono di Joseph LIEUTAUD.

(Dopo) A Destra: Parte esterna del CORO (F). L’extérieur du chœur comporte 4 autels de bois, sans tabernacle, dont la disposition est identique. Chaque autel est orné d’un retable adossé au chancel et présentant en son centre une grande toile du peintre Michel SERRE. Ces tableaux sont les suivants:

(Dopo) Qui e dopo: Lato Nord. a) Saint Thomas d’Aquin foudro-yant  (fulmina) l’Hérésie. Le saint est représenté tenant dans sa main gauche l’ostensoir tandis qu’il brandit de la main droite la foudre pour terrasser l’hérésie qu’il piétine: il s’agit probablement du protestantisme car la toile a été réalisée peu de temps après la révocation de l’édit de Nan-tes (1685). Derrière saint Thomas d’Aquin, l’artiste a représenté un fond architectural avec à droite une niche contenant une statue repré-sentant un personnage barbu. Le saint est représenté en pleine force de l’âge, c’est l’homme d’ac-tion qui triomphe plus par la force que par la persuasion.

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