La città di Francavilla al Mare è situata a sud di Pescara, con la quale confina e forma un unico agglomerato urbano. Si estende su un territorio basso collinare e costiero, immediatamente a nord della Costa dei Trabocchi. L’antico passato della città è testimoniato dai ritrovamenti archeologici sul territorio risalenti al periodo prei-storico e protostorico, italico, frentano e romano. Nell’immagine in evidenza; l’ex Kursaal.








CHIESA di San ROCCO: (sopra) La chiesa di San Rocco è situata al margine sud-occidentale del centro storico di Francavilla al Mare. La facciata in stile neo-romanico in muratura di laterizi, presenta profilo a spioventi e un’ampia cornice con rivestimento in cemento effetto pietra che forma il basamento, le paraste angolari e la cornice ad archetti pensili. La stessa cornice prosegue pure sul gruppo portale-finestra, quest’ultima a forma di trifora con colonnine e archetti. Ai lati si aprono due finestrelle. La chiesa ha un impianto ad aula absidata con loggia per la cantoria, coperta con capriate e perlinato ed esternamente con tetto a due falde con manto in coppi. L’interno presenta la muratura in laterizio a vista e, quale unico elemento decorativo, la cornice ad archetti pensili sulla loggia della cantoria e quella in piastrelle di cotto decorato nella nicchia di San Rocco.

CHIESA di Sant’ALFONSO: (sopra) La parrocchia di Sant’Alfonso Maria dei Liguori è stata costruita tra gli anni ’70 e gli anni ’80 nei pressi della riviera di Francavilla in zona Asterope precisamente in Piazza Sant’Alfonso. Voluta dalla comunità, fu edificata grazie al Parroco Padre Alfredo Velocci su progetto dell’architetto Enrico Summonte. Fu consacrata l’8 dicembre del 1984 dall’Arcivescovo Mons. Fagiolo. La chiesa si presenta a pianta circolare ed è rialzata dal pianterreno. L’abside ospita un artistico fregio in legno, opera dell’artista Gianfranco Legnini, su disegno dell’architetto Summonte. Le formelle della Via Crucis sono dell’artista Renata Setta Ranieri. Il prestigioso organo a canne è della Ditta Cuffatti di Padova. L’esterno della chiesa, di fatture semplici ma originali, spicca nell’abitato con la torre campanaria che ospita un concerto di 3 campane della Fonderia Marinelli di Agnone di cui le note sono rispettivamente SIb3, RE4 e FA4. La parrocchia è gestita dai Padri Missionari Redentoristi. I solenni festeggiamenti in onore di Sant’ Alfonso vengono svolti con un triduo di preghiera che culmina con il primo di agosto (giorno della festa).
Convento MICHETTI

Il CONVENTO MICHETTI (1430) (sopra), che prende il nome dell’artista Francesco Paolo Michetti, amico di Gabriele d’Annunzio. Detto anche come “Cenacolo michettiano” o “Cenacolo dannunziano“, è divenuto oggi uno dei simboli della città. L’edificio fu eretto nel 1430 dai frati minori dell’Osservanza per poi passare al demanio comunale subito dopo il ricongiungimento dell’Abruzzo al Regno d’Italia. Fu acquistato, nella prima metà degli anni ottanta dell’Ottocento da Francesco Paolo Michetti che, dopo averlo radicalmente ristrutturato, vi stabilì la propria residenza e ne fece un centro di incontri e di scambi culturali. Come si è già avuto modo di segnalare, fu frequentato da celebri intellettuali, letterati ed artisti che gli assicurarono una proiezione nazionale ed internazionale. Fra i suoi ospiti più assidui vi furono Gabriele D’Annunzio (da qui il nome di “cenacolo dannunziano” con cui è anche conosciuto), Francesco Paolo Tosti, Costantino Barbella, Basilio Cascella, Edoardo Scarfoglio e Matilde Serao. Il campanile è in stile orientaleggiante. Il Convento, fondato dai Frati Minori dell’osservanza nel 1430, ha davanti la imponente statua di FRANCESCO PAOLO MICHETTI, scolpita da Nicola D’ANTINO.
Palazzo San DOMENICO

Palazzo San Domenico: si trova nella città alta ed è la sede del Museo Michetti. In pas-sato nel XV secolo era una porzione della chiesa di San Domenico e del suo convento, succes-sivamente soppresso. Dopo la distruzione della seconda guerra mondiale, è stato ricostruito nella forma originale rinascimentale – barocca. Ha pianta rettangolare con facciata decorata da portale sormontato da tettoia con due colonne. Vi sono due ordini di finestre. In cima alla facciata vi è una torre con quattro archi. L’interno ha un chiostro.

MUSEO MICHETTI (sopra): L’antica costruzione di Piazza San Domenico, sorta come palazzo monastico datato XVII secolo e sede del Municipio, è stata destinata, dopo un considerevole restauro, ad un avveniristico complesso museale: il MuMi, dedicato all’artista Francesco Paolo Michetti. La struttura architettonica si discosta dalla tradizionale divisione spaziale dei musei; consta di 2 nuclei: – L’uno il Convento, – L’altro ricavato sotto Piazza della Rinascita. Le ampie sale ipogee ospitano le 2 più famose tele di Michetti: – Le SERPI; – Gli STORPI. Nel dipingere queste tele, Michetti si ispirò alla tradizione popolare abruzzese e, precisamente, alla festa che si tiene il 1° giovedì di maggio a Cocullo, in onore di San Domenico abate e al pellegrinaggio al Santuario della Madonna dei Miracoli a Casal-bordino. Nel MuMi ha sede la Mostra d’Arte Contemporanea, il Premio Michetti, che dal 1947 premia i più noti pittori dei nostri tempi. I quadri finalisti vengono acquistati dalla Fondazione Michetti andando ad arricchire la pinacoteca del Museo.
“Le SERPI”

Francesco Paolo MICHETTI: “Le Serpi” (sopra) (Tempera su tela; 1900; 380 x 1970 cm) L’opera fu presentata alla Esposizione Universale di Parigi del 1900 e fu eseguita in breve tempo; la scena si riferisce alla festa delle serpi di Cocullo, che l’autore riprese fotograficamente in occasione di una gita compiuta in compagnia di Costantino Barbella e Gabriele d’Annunzio per assistervi. L’esecuzione si avvalse, appunto, delle numerose fotografie scattate dallo stesso Michetti per documentare anche i particolari della cerimonia. Fotografie che il pittore dispose come un puzzle sul bozzetto fino all’esito finale della scena.
“Gli STORPI”

Francesco Paolo MICHETTI: “Gli Storpi” (sopra) (Tempera su tela; 1900; 380 x 1970 cm)“Gli Storpi” è una tela ispirata ai festeggiamenti in onore della Madonna dei Miracoli di Casalbordino (Ch), ai quali Francesco Paolo Michetti aveva più volte assistito rimanendo colpito dal pellegrinaggio di malati ed infermi.







Vecchio Palazzo Sirena: Progettato in stile liberty dall’architetto e ingegnere Antonino Liberi, esso fu inaugurato il 22 Luglio 1888 con una grande serata da ballo, descritta da Gabriele D’Annunzio in un articolo (intitolato “La vita al mare”) pubblicato nelle pagine de La Tribuna. Per decenni l’edificio ottocentesco si impose come principale luogo della vita culturale e ricreativa della città ospitando serate da ballo, concerti e altri eventi di vario genere (il Palazzo divenne altresì sede di un elegante circolo cittadino: il circolo Sirena) fino al 1943, anno in cui fu raso al suolo dalle mine dei guastatori tedeschi. Il nuovo edificio, inaugurato nel 1951, si caratterizza per uno stile completamente diverso da quello preesistente: il Centro Studi di Architettura Razionalista di Roma (C.E.S.A.R.) lo ha infatti definito come un “significativo esempio di architettura tardo razionalista”. Tra il 1991 ed il 1995 il Palazzo Sirena venne ampliato mediante la costruzione di uno spazio di forma ovale, che ne coprì la parte affacciata sul mare, e che rese impossibile l’accesso lato mare del Palazzo. Nel 1999, infatti, il “Gran Caffè Sirena” chiuse definitivamente i battenti ma i locali a piano terra continuarono ad essere usati fino al 2017 come laboratorio e deposito del Carnevale d’Abruzzo. Per oltre 10 anni la struttura venne utilizzata solo sporadicamente, con crescenti problemi di manutenzione, fino a quando dopo alcune gare europee andate a vuoto, il Comune affidò la gestione a una società di Lanciano facente capo all’imprenditore Francesco Maio. L’idea iniziale era di aprire una sala Bingo, ma la gestione non è mai partita.









