Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

FRANCIA: CAMARGUE – PROVENZA

La CAMARGUE  è la zona umida a sud di Arles, in Francia, fra il Mar Mediterraneo e i due bracci del delta del Rodano. Il braccio orientale si chiama Grand Rhône; quello occiden-tale Petit Rhône. L’amministrazione del territorio è del dipartimento delle Bocche del Rodano, che prende nome proprio da questa zona. Un’estensione dell’area, la Petite Camargue (Piccola Camarga), subito ad ovest del Petit Rhône (Piccolo Rodano), si trova nel dipartimento del Gard. Nell’immagine in evidenza: Fenicotteri.

Con un’area di oltre 930 km² la Camargue è il più grande delta fluviale dell’Europa occi-dentale (tecnicamente è però un’isola, essendo completamente circondata dalle acque). Essa è una vasta pianura comprendente vaste lagune (étangs) di acqua salata divisi dal mare da banchi di sabbia e circondati da paludi coperte da canneti, a loro volta attorniati da grandi aree coltivate. Approssimativamente un terzo della Camargue è formato da laghi o paludi. L’area centrale intorno alla costa dell’Étang de Vaccarès è protetto come riserva nazionale dal 1927, per proteggere il gran numero di uccelli selvatici presenti nel territorio. Il Parco Regionale della Camargue fu poi creato nel 1970. La Camargue è la dimora di più di 400 specie di uccelli, con gli stagni di acqua salata che forniscono uno dei pochi habitat europei per il fenicottero rosa. Gli stagni sono poi favorevoli anche alla vita di insetti, fra cui alcune delle più feroci zanzare di tutta la Francia. In Camargue vive una razza particolare di cavalli, chiamata appunto Camargue. È luogo di molte specie protette ed è essa stessa area protetta. Un altro tipico paesaggio di questa regione sono le sansouries, praterie dal suolo salato, dove cresce la salicornia, una pianta carnosa, e dove pascolano liberamente tori e cavalli. La flora della Camargue è adattata a coesistere con condizioni di acqua salata; fioriscono quindi la lavanda di mare oltre alle tamerici, ai salici ed i canneti.

ETIMOLOGIA: L’etimologia più corretta della CAMARGUE, anche se inaspettata, è quella di Caii Marii Ager (campo di Gaio Mario, in latino), ipotesi sostenuta dallo storico Louis-Pierre Anquetil nella sua opera “Histoire de France“, nonché dalla tradizione orale della città di Arpino, ove Gaio Mario ebbe i natali nel 156 a.C.; la quale tradizione sostiene che, dopo aver sconfitto i Germani ad Aquae Sextiae (Aix-en-Provence) e nella battaglia dei Campi Raudii, all’apogeo della sua gloria, Mario non dimenticò la sua patria d’origine e, disponendo della Gallia transal-pina come terra di conquista, donò ad Arpino quei territori, le cui rendite servirono a mantenere i templi e gli edifici pubblici della città.

LEGGENDE e TRADIZIONI:

– Una tradizione popolare vuole che, intorno al 48 d.C., le donne seguaci di Gesù di Naza-ret, Maria MaddalenaMaria di Betania e sua sorella Marta e Maria madre di Giacomo, fossero approdate in Camargue dopo le prime persecuzioni in patria, e qui avessero diffuso il credo cristiano.

– Un’altra leggenda narra che le paludi della Camargue fossero abitate da un terribile mostro, la Tarasca, che passava il tempo a terrorizzare la popolazione. Santa Marta, con la sola preghiera, lo fece rimpicciolire in dimensioni, così tanto da renderlo del tutto innocuo, e lo condusse nella città di Tarascona, dove fu ucciso dalla popolazione locale.

– Una tipica tradizione popolare della Camargue è la “course camarguaise” che, a differenza della corrida, non prevede l’uccisione dell’animale ma la sottrazione di oggetti al toro da parte dei partecipanti (detti “raseteurs” e “tourneurs“), come piccole coccarde e laccetti, precedentemen-te legati alle corna e alla testa del toro.

Tanti anni fa.

PAELLA

Condividi questo articolo con altri appassionati 

Scopri le meraviglie

scegli un comune da visitare

E scopri le chiese, i musei e i luoghi meravigliosi che ogni territorio ti offre. Vai alla ricerca per Comuni >>