Il Giro delle Chiese

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SIENA: DUOMO/CATTEDRALE di Santa MARIA ASSUNTA – Seconda Parte

La cattedrale metropolitana di Santa MARIA ASSUNTA è il principale luogo di culto cattolico di Siena, è situato nell’omonima piazza, nel Terzo di Città. Costruita in stile romanico-gotico italiano, è una delle più significative chiese realizzate in questo stile in Italia. nell’immagine in evidenza: Coro.

CORO ligneo (5): Consiste in 36 stalli decorati da vari maestri nel 1363-1397. Tra i vari artisti che vi lavorarono spiccano Francesco e Giacomo del Tonghio. Le spalliere vennero intagliate nel 1503 circa da fra’ Giovanni da Verona, mentre gli stalli centrali sono stati realizzati su disegno del Riccio da Teseo di BartolinoBenedetto di Giovanni e aiuti nel 1567-1570.

L’Altare Maggiore in marmo policromo fu progettato e realizzato a partire dal 1530 da Baldassarre Peruzzi e, morto questi nel 1536, continuato fino al 1541 da marmisti e scalpellini che ne rispettarono comunque il progetto. Il pannello centrale reca la scritta “HIC EST PANIS VIVUS DE COELO DESCENDENS” (Giovanni, 6, 50), alludente al contenuto del ciborio eucaristico soprastante. L’alto ciborio eucaristico in bronzo posto al centro è opera pregevole del Vecchietta (1467-1472). Gli angeli bronzei ai lati sono di Giovanni di Stefano (1488-1490) e quelli ancor più laterali, di qualità superiore, sono di Francesco di Giorgio Martini (1488-1492). Croce e candelabri sono su disegno del Riccio. Fino al 1506 l’altare maggiore era occupato dalla Maestà di Duccio di Buoninsegna, oggi esposta nel vicino Museo dell’Opera del Duomo, e questa era affiancata dai 4 angeli bronzei che oggi troviamo sull’altare maggiore. Nel 1530 fu approvato il progetto di Baldassarre Peruzzi di porre su un altare marmoreo da lui progettato il ciborio eucaristico bronzeo che il Vecchietta aveva realizzato nel 1467-1472 per la chiesa dell’ospedale di Santa Maria della Scala e i 4 angeli bronzei che erano stati invece realizzati per fare da cornice alla Maestà di Duccio. Nacque quindi l’altare che vediamo ancora oggi, che appare quindi originale solo nelle parti marmoree e recuperate invece da altri contesti le opere in bronzo. La sostituzione del vecchio altare con la Maestà di Duccio con l’altare attuale fu il risultato non solo di un mutato gusto artistico a favore del nuovo stile rinascimentale (la pala medievale era considerata antiquata e obsoleta), ma anche di una crescente attenzione per il culto del Corpo e Sangue di Cristo e per il miracolo della transustanziazione, rappresentati appunto dal ciborio del Vecchietta.

CAPPELLA della MADONNA del VOTO

ALTARE PICCOLOMINI: Situato lungo la navata sx fu commissionato dal cardinale Francesco Todeschini Piccolomini ad Andrea BREGNO. Andrea Bregno realizzò l’altare in marmo di Carrara fra il 1481 e il 1485, lasciando tuttavia l’opera priva delle 16 statue e dell’altare centrale, come da contratto, avendo intorno al 1486 subito un tracollo fisico e di ispirazione artistica. L’altare centrale marmoreo fu comunque fatto dalla sua bottega negli anni successivi. Il cardinale Francesco Todeschini Piccolomini cercò a lungo artisti che potessero completare l’opera, imbattendosi in Pietro TORRIGIANI; questi però realizzò solo il San Francesco in alto a sinistra, prima di una brusca interruzione dei lavori, probabilmente per il malcontento di una delle due parti. Nel 1501 il cardinale commissionò quindi il completamento ad un giovane MICHELANGELO, che fra il 1501 e il 1504 realizzò 4 statue per le nicchie inferiori: San Pietro e San Pio a sinistra, San Paolo San Gregorio Magno a destra. Ma Michelangelo era in rapida ascesa e cominciò a ricevere richieste ben più importanti, come il David fiorentino. Anche lui quindi abbandonò il progetto lasciando l’altare per sempre incompiuto. Nella nicchia in alto vi è una Madonna con il Bambino considerata oggi, dopo un’iniziale attribuzione ad un giova-ne Jacopo della Quercia, opera di Giovanni Di CECCO (1371 circa). La pala d’altare (sotto) dipinta  rappresenta la Madonna che allatta, è di Paolo di Giovanni FEI (1385 circa).

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