Salendo lungo Corso Italia incontriamo sulla nostra destra una graziosa piazzetta, detta di San Michele, dove campeggia l’omonima chiesa. Nell’immagine in evidenza: Mosaico nella lunetta del portale.

Oggi l’edificio sacro ha una seconda dedicazione, dopo che nel 1786 il titolo, il territorio e il beneficio della soppressa chiesa di Sant’Adriano, di origine antica e situata nella zona in cui oggi si trova il Circolo Amaranto, furono uniti a San Michele. La chiesa dei Santi MICHELE e ADRIANO fu costruita in epoca longo-barda, intorno al VII-VIII secolo d.C., e nel 1095 è documentata come monastero camaldolese. Nel 1150 divenne parrocchia, sempre gestita dai Monaci Camaldolesi. A questo periodo risale un intervento in stile romanico. In seguito ai profondi interventi del 1934 eseguiti da Giuseppe Castellucci, nell’ambito del ripristino stilistico di tutto il centro storico, che conferirono anche alla chiesa di San Michele una facciata neogotica, impreziosita da un mosaico sopra il portale raffiguran-te Cristo Re tra i santi Michele e Adriano. L’interno, a unica navata, si presenta oggi altamente suggestivo dopo un’accurata ristrutturazione che ha restituito una seducente combinazione romanico-gotica. Nonostante la perdita degli altari trecenteschi, la chiesa è ancora ricca di opere d’arte, che testimoniano le varie modifiche subite nei secoli. Si segnala sulla parete sinistra un affresco con la Vergine e il Bambino (seconda metà XIV secolo), ritenuto opera giovanile di Spinello ARETINO da taluni o lavoro tardo del suo maestro Andrea di NERIO da altri.


Sempre sulla sinistra si trovano una piccola Crocifissione di scuola spinelliana degli ultimi anni del Trecento, restaurata nel 2004 a spese dell’hotel “Planet Arezzo” di Rigutino, e un Crocifisso ligneo di fine Seicento di influsso nordico. Sull’altare maggiore è posta una stupenda tavola di Neri di Bicci, figlio dell’artista fiorentino Bicci di Lorenzo. Quest’ultimo è colui che iniziò gli affreschi del Coro di San Francesco, poi affidati a Piero della Francesca per la sua sopraggiunta morte. Come riportato nella stessa opera, la tavola di Neri fu principiata nel 1466 e raffigura la Madonna col Bambino in trono tra i santi Michele, Benedetto, Giovanni Battista e Romualdo. Sulla destra sono da ravvisare una tela illustrante la Nascita della Vergine, eseguita intorno al 1640 da Bernardino Santini, il più importante pittore aretino del primo Seicento e una scultura settecentesca di scuola napoletana rappresentante la Madonna col Bambino, frutto di una donazione. Completano la carrellata di opere d’arte due altari disegnati da Giuseppe Castellucci negli anni Trenta del Novecento e dipinti da Aldo Dragoni nel 1940. Quello a destra raffigura la Madonna regina della pace tra San Francesco e Santa Caterina da Siena, quello a sinistra ritrae tre santi carmelitani, San Giovanni della Croce, Santa Teresa d’Avila e Santa Teresa Margherita Redi.




Sopra: Stupenda tavola di NERI di BICCI. La tavola di Neri fu principiata nel 1466 e raffigura la Madonna col Bambino in trono tra i santi Michele, Benedetto, Giovanni Battista e Romualdo.





L’altare a sx della pagina precedente raffigurante la MADONNA Regina della Pace tra San Francesco e Santa Caterina da Siena.

Sotto: Sulla parete destra un affresco con la Vergine e il Bambino (seconda metà XIV secolo), ritenuto opera giovanile di Spinello Aretino da taluni o lavoro tardo del suo maestro Andrea di Nerio da altri.

Sotto. Sulla parete sinistra si trovano: -una piccola Crocifissione di scuola spinelliana degli ultimi anni del Trecento, restaurata nel 2004 (nella pag. seguente); – un Crocifisso ligneo di fine Seicento di influsso nordico (qui a lato)








