Il Giro delle Chiese

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VENTIMIGLIA: CATTEDRALE di Santa MARIA ASSUNTA – IMPERIA

La Cattedrale di Santa MARIA ASSUNTA è un luogo di culto cattolico situato nel comune di Ventimiglia, in piazza della Cattedrale, in provincia di Imperia. Stile: romanico – Inizio costruzione: XI secolo – Completamento: XII secolo. Nell’immagine in evidenza: Paliotto dell’Altare Maggiore.

La cattedrale ed il battistero di Ventimiglia sorgono sul limite orientale del colle che si eleva a ovest del fiume Roia, dove si trasferì il nucleo abitato a seguito dell’abbandono di Albintimilium, la città romana sviluppatasi nella piana presso la foce del Nervia. Nell’anno 675 di Roma un nobile cittadino Intemeliese, Emilio, codificava a proprie spese un delubro (santuario, tempio) dedicato alla dea Giunone (di cui si conserva una preziosa iscrizione murata nella navata destra). Nel V-VI secolo si ha la conversione del tempio al cristianesimo e una sua probabile ricostruzione. Fra il VI e il VII sec. viene costruita una chiesa bizantina longobarda. La costruzione protoromanica: La chiesa nelle sue forme attuali è il risultato di interventi che si sono succeduti in due fasi, ben individuabili ma armonizzate fra loro; la prima, protoromanica (fine XI secolo), è in pietra arenaria lavorata a conci piccoli e regolari, e si può apprezzare nella facciata e in parte nel fianco est. Durante l’alto Medioevo la struttura della chiesa fu ad unica navata, e fu intorno al 1100 che la cattedrale venne completamente ricostruita a tre navate. La costruzione tardoromanica: Alla seconda fase, tardoromanica (XIII secolo), si deve la rico-struzione dell’abside e del presbiterio, con tiburio ottagonale fu completata la copertura con la connessa volta a botte della navata centrale, sorretta da slanciate semicolonne. Del XIII secolo sono il portale, ad arco acuto, le tre absidi (una maggiore e due minori) e il presbiterio, con il tiburio di forma ottagonale, mentre il tetto venne sostituito con volte a botte sostenute da semi colonne e pilastri in stile romanico. Nel secolo XII fu costruito il campanile, vera e propria torre di difesa, che sottolinea le lotte con Genova, in conci di puddinga (roccia sedimentaria composta da ciottoli trasportati da fiumi o correnti marine. Il termine è sostituito da “conglomerato). Esso è tuttora collegato con la cattedrale mediante un arco romanico conservato integralmente. Già alla fine del 1700 il campanile fu trasformato da rinascimentale a barocco con la clas-sica cuspide a cipolla per mano di maestranze locali. Nel 1889 venne rimaneggiato negli stucchi razionalizzando le forme barocche in elementi modulari di scarso interesse storico/artistico per mano del muratore Dionisio. La cupola, unica nel suo genere e interamente originale, ha un tamburo ottagonale irregolare e culmina con una lanterna quadrata.

All’interno è custodita una pregevole Madonna col Bambino di BARNABA da Modena, dipinto su tavola risalente alla seconda metà del XIV secolo. Fu in seguito alle disposizioni emanate con il Concilio di Trento, che nel XVII secolo vennero aperte nuove cappelle lungo la navata sinistra. Fra le opere pittoriche conservate, spicca la tela di Giovanni CARLONE, con San Secondo invoca la protezione della Sacra Famiglia sulla città di Ventimiglia, parziale copia da una tela genovese del caravaggesco Bartolomeo CAVAROZZI. Nella seconda cappella di sinistra è conservata la pala di Giovanni Battista CARLONE Assunta e Apostoli. Nel corso di tutto l’Ottocento la cattedrale fu pesantemente rimaneggiata, mutandone le forme ed eliminando in alcuni casi preziose testimonianze dei secoli passati, in altri conservandole. Già nel 1826 il presbiterio venne allungato verso l’aula. Con l’avvento delle due guerre la struttura della chiesa dava nuovamente segni di cedimento, e nacque l’interesse a riportarla ad un presunto aspetto originale. Pesanti restauri di Nino LAMBOGLIA nel 1967 mutarono ulteriormente l’aspetto della cattedrale questa volta in maniera irreversibile, con lo smontaggio sistematico di ogni sovrastruttura, compresi i marmi cinquecenteschi, tra cui il bellissimo pulpito marmoreo, che ven-ne spostato nella parrocchiale di San Marco Evangelista a Camporosso (IM). Nonostante l’integrità della struttura romanica fosse notevole, in molti punti la pietra dovette essere ricostituita. Dopo due anni di ristrutturazione, nel marzo del 1970 la cattedrale fu riaperta al culto religioso e al pubblico. Ad oggi la cattedrale resta uno dei luoghi più suggestivi della zona, la luce crea effetti impressionanti passando dalla lanterna della cupola e lungo la navata.

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