La Chiesa di San Cristanziano è situata all’interno del centro storico di San Martino sulla Marrucina. La facciata in laterizi a vista presenta lo schema basilicale a quattro spioventi con cornice in pietra e lievi lesene che la suddividono verticalmente in tre parti corrispondenti al numero delle navate. La chiesa risale al X secolo ed era la pieve dell’antico castello.

La chiesa fu restaurata ampiamente nel XIX secolo, ricostruita poi in parte dopo i danneggiamenti subiti durante la seconda guerra mondiale. La facciata è a mattoni a vista mentre i portali in pietra, il principale e i laterali, sono opera di Felicetto Giuliante. Il corpo centrale è terminante con un timpano. L’ingresso è consentito dai tre portali, uno per corpo. La chiesa è a 3 navate e non presenta absidi. La parte occidentale dell’edificio ha un locale interrato, detto “succorpo“, che ha subito pesanti rimaneggiamenti nel corso dei secoli, con un ultimo restauro nel 2019, diventando cappella feriale. Fino ai lavori di recupero e di restauro necessari dopo i gravi danni subiti durante il conflitto mondiale era possibile accedere al succorpo tramite due rampe di scale poste alla base dei pilastri lungo la navata centrale. Le volte presentano affreschi realizzati da Ferdinando Palmerio da Guardiagrele, mentre all’interno dell’edificio sacro si trova la tela del XVI secolo “La Madonna del Rosario” e l’ovale ottocentesco, collocato nella navata di destra, de “Lo Sposalizio di san Giuseppe”. La chiesa pievana del Castello di San Martino, edificata prima del X secolo d.C., costituiva con il castrum il primo nucleo fortificato da cui si sviluppò la cittadina. Era una delle 5 pieve principali della val di Foro.La Torre campanaria aveva in origine compiti difensivi e di avvistamento , con la sua triangolazione con la torre di Filetto e con quella del colle di rapino. Nel medioevo la torre viene inglobata nella Chiesa. L’architettura è tipicamente benedettina, realizzata secondo gli schemi dell’Abbazia di san Liberatore a Majella. La struttura di accesso alla Cripta era ispirata alla Cattedrale di san Giustino a Chieti. E’ dedicata al Santo marchigiano Cristinziano, miniatore, ucciso con i pennini dai suoi allievi. All’interno sono conservate la statua del patrono San Giuseppe, ed altre opere d’arte come già detto.






















Ceramica artistica (dopo) dedicata al “Miracolo di San Giuseppe”, mirabilmente realizzata dagli artisti ceramisti Tasca di Rapino. L’opera si riferisce all’attacco subito dalla cittadina mar-tinese nel 1799 da parte di un contingente di napoleonici che, diretti a distruggere la ribelle Guardiagrele, decisero di fare razzia nel paese vicino. Gli abitanti di San Martino si difesero per merito delle loro ingenti scorte di polvere da sparo e grazie all’indole battagliera che li caratterizza da sempre. La salvezza venne miracolosamente attribuita all’intervento di San Giuseppe, secondo la leggenda apparso ai napoleonici nelle vesti di un povero e poi manifestatosi con gran clamore in tutta la sua potenza (all’episodio si riferisce l’Esposizione, uno dei momenti più caratteristici della festa patronale, quando la chiesa rimane totalmente al buio e San Giuseppe è nascosto da un telo. Improvvisamente la statua viene svelata e contemporaneamente tutte le luci si accendono, con il fragore della banda e dei fuochi d’artificio che invade la parrocchiale.


Ceramica artistica dedicata al “Miracolo di San Giuseppe”, mirabilmente realizzata dagli artisti ceramisti Tasca di Rapino. L’opera si riferisce all’attacco subito dalla cittadina mar-tinese nel 1799 da parte di un contingente di napoleonici che, diretti a distruggere la ribelle Guardiagrele, decisero di fare razzia nel paese vicino. Gli abitanti di San Martino si difesero per merito delle loro ingenti scorte di polvere da sparo e grazie all’indole battagliera che li caratterizza da sempre. La salvezza venne miracolosamente attribuita all’intervento di San Giuseppe, secondo la leggenda apparso ai napoleonici nelle vesti di un povero e poi manifestatosi con gran clamore in tutta la sua potenza (all’episodio si riferisce l’Esposizione, uno dei momenti più caratteristici della festa patronale, quando la chiesa rimane totalmente al buio e San Giuseppe è nascosto da un telo. Improvvisamente la statua viene svelata e contemporaneamente tutte le luci si accendono, con il fragore della banda e dei fuochi d’artificio che invade la parrocchiale.

San MARTINO sulla MARRUCCINA














