Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un Breve GIRO Per RIVISONDOLI (L’AQUILA)

Rivisondoli è un comune italiano di 683 abitanti della provincia dell’Aquila in Abruzzo. È un noto centro turistico, rinomato per la pratica degli sport invernali e per le escursioni naturalistiche, compreso com’è all’interno della Comunità Montana Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia e del Parco Nazionale della Majella. E’ Famoso Rivisindoli per il suo Presepe Vivente.

La presenza dell’uomo durante la preistoria è dimostrata da strumenti litici ritrovati nel territorio comunale e da tratti di mura poligonali (oggi non più visibili) che furono rinvenute in località Serra Castellaccio. Non sono stati ritrovati reperti che possano attestare la presenza di un abitato in età romana. La prima citazione storica di esso risale solo al 724 ed è rappresentata da un cenno contenuto nel Diploma di Grimoaldo II duca di Benevento, che fa riferimento a un Rigu Sundulum. BORGO FORTIFICATO: Ancora visibili le porte che consentivano l’accesso al borgo: la quattrocentesca Porta Antonetta e la porta nei pressi di Palazzo Sardi, nonché la cosiddetta Porta di Mezzo. Eventi bellici e tellurici (come il terremoto del 1915) hanno cancellato per sempre molte evidenze storico-artistiche, ma hanno risparmiato tuttavia importanti testimonianze architettoniche quali il Palazzo Baronale, la settecentesca Chiesa del Suffragio e la Chiesa di Sant’Anna; quest’ultima, restau-rata nel 2013, è la cappella annessa al palazzo Baronale e internamente ospita un altare barocco in stucco. PALAZZI: Fra gli altri edifici di valore storico-architettonico vi sono alcune “case” e palazzi settecenteschi: Casa De Capite, Casa Torre, Casa Romito, Casa Caniglia, Casa Gasparri, Casa Notar Grossi e Casa delle Signorine Ferrara, quest’ultima situata al lato dell’antico teatro del paese; di spicco è poi il Palazzo Ferrara in via del Suffragio, appartenuto al gentiluomo Don Eugenio Ferrara, grande proprietario terriero e illuminato podestà di Rivisondoli nel periodo fascista. In tutti i casi, si tratta di edifici caratterizzati da portali con elementi anche molto particolari, incorniciati da fregi in pietra finemente lavorata e in alcuni casi anche da “vignali”, tipici pianerottoli con scala prospicienti l’ingresso, e da balconi e terrazzini che fanno registrare la presenza di accurati lavori in ferro.

La Cappella di Sant‘Anna è un piccola chiesa annessa all’antico Palazzo Baronale. L’edificio, in origine residenziale, fu trasformato nella chiesa attuale alla fine seicento per volere del barone Sardi e nel 1694 risultava essere aperta al culto. Dopo il terremoto del 1706 fu oggetto di vari interventi che interessarono anche l’apparato decorativo e che si conclusero verso la metà del settecento. Nella seconda metà del settecento furono realizzati un coro, di cui si conserva solo la scaletta, e l’armadio in legno della sacrestia. La chiesa, un semplice ambiente rettangolare illuminato da due finestre settecentesche poste sui lati corti, presenta l’ingresso sul lato lungo rivolto verso il portale del palazzo baronale. Oltre al portale lapideo, sovrastato dallo stemma dei Sardi, il prospetto è caratterizzato da un coronamento rettilineo costituito da quattro file di coppi rastremati verso il basso. Su di un lato si trova la piccola vela campanaria.

La chiesa  della Madonna della Portella fu edificata nel 1589, per ampliamento di una preesistente costruzione sacra e  fu soggetta alla gestione della locale Universitas, tramite due procuratori che amministravano i beni ad essa associati (nel 1654, 55 tomoli  di terreno e 2.400 animali). L’edificio si presenta con pianta longitudinale e sei finestre allocate sulla parte frontale della struttura che è ricoperta da un tetto a due falde. Sul fronte principale si aprono tre porte che immettono, rispettivamente, procedendo da sinistra, alla foresteria, alla sacrestia e all’ambiente liturgico. Al di sopra di  questi ambienti si trovano alcuni locali che gli eremiti occupavano sino al 1968, quando  l’ultimo di essi, tale Frate Nicola, lasciò il romitorio. Il portale della chiesa presenta due raffigurazioni di cherubini d’arte barocca, qui dal 1964  dopo lo spostamento dalla loro collocazione originaria, lateralmente all’altare. La datazione del portale viene resa chiara dall’iscrizione posta sull’architrave, che così recita: «OPUSCULUM HOC ELEMOSINALITER ERECTUM ASCANIO SI MON CURANTE SPE AUXILII  ASPICIENTIUM UGMEN-TARI  OPTATUR (SUPERUM OPE) A. D. 1589» Ascanio Simone menzionato dall’epigrafe fu il primo procuratore della chiesa, appartenente ad una nobile famiglia di Bisaccia e presente nel territorio di Rivisondoli, sin dal 1447. L’interno, cui si giunge grazie ad alcuni gradini, è costituito da un’unica aula sormontata da una volta a botte; due archi di lesene con archi  a sesto pieno si alternano lungo le pareti mentre il presbiterio è rialzato e separato da una balaustra di marmo con ornamenti di angeli in gesso. L’altare dove alloggia la Madonna della Portella, su bassorilievo e decorazione lignea, è addossato alla parete sinistra. Su una delle due pareti più brevi si aprono una balconata dotata di parapetto in muratura di epoca novecentesca e, sul fondo, una porta che  conduce tramite una scala a quello che un tempo era il loggiato, nelle cui vicinanze si trova la pietra tombale di un eremita datata 1645. Secondo alcuni autori, il sito dove sorge il romitorio, avrebbe ospitato in passato una chiesa preesistente, dedicata a San Cristoforo, come parrebbe comprovato dal ritrovamento di alcuni documenti e da elementi di tipo architettonico.

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