La chiesa di Santa Maria dell’Olmo, le cui origini risalgono verosimilmente ai primi anni del ‘500, si presenta a navata unica, con facciata munita di breve porticato e lesene lungo i fianchi esterni. Una chiesa con pianta a croce greca leggermente allungata, senza arrivare alla croce latina. La visione migliore la si ha arrivando dalla valle, da sotto. Oppure dalla montagna. L’impatto è di un bel complesso medievale..



La Chiesa, realizzata in conci di pietre lavorate, si presume edificata nel XII-XIII secolo, anche se nel XVIII secolo dovette essere ricostruita quasi per intero, rispettando forse solo l’originario impianto a croce greca. L’ingresso alla chiesa avviene mediante un Portale inquadrato da paraste, sovrastato da timpano curvilineo, al di sopra dell’alta trabeazione, in asse col portale, c’è una nicchia centrale incorniciata da paraste ioniche, e sovrastata da timpano triangolare spezzato. Analogamente un timpano curvilineo spezzato conclude la facciata in alto. La torre campanaria laterale è a 4 livelli, divisi da cornici, di cui l’ultimo a pianta ottagonale, con i primi due livelli privi di aperture, mentre negli ultimi si aprono vani ad arco per alloggiarvi le campane; la torre termina con la cuspide barocca alla napoletana, ossia a cipolla. Come detto, l’edificio è realizzato in conci di pietra a vista, anche se dal secondo livello in poi il paramento è stato ricoperto da intonaco. La Facciata, completata negli anni ’60, è scandita da paraste. Il Portale è sormontato da un timpano curvilineo. L‘Interno, ottocentesco con i tipici altari in stucco, è a croce greca con una cupola all’incrocio delle due navate, presso il presbiterio. All’interno sono conservati una tavola raffigurante una Madonna dell’Olmo, una tavola raffigurante San Carlo Borromeo, un crocifisso ligneo di Gioacchino PELLICCIOTTI di Perano e una tela che raffigura san Vitale di Felice CICCARELLI di Atessa. Merita una discesa la Cripta di san Mercurio, dove si respira un’aria più antica.



























