Il Giro delle Chiese

Ti porto alla scoperta dell’architettura sacra e di altre meraviglie d’Abruzzo, italiane e del mondo

Un GIRO Per ARCHI – CHIETI

Un piccolo ma interessante borgo della Val di Sangro, è il paese del tartufo. Alcune foto sono tratte dal web.

PALAZZO BARONALE (anno 1000): Il Palazzo baronale è un edificio storico di Archi, in provincia di Chieti. È definito anche Castello Lannutti, in riferimento all’ultima famiglia proprietaria, ed era l’edificio fortificato del borgo medievale, fondato nell’XI secolo. Dal XVIII secolo appartenne alla famiglia Lannutti, da cui il nome, fino al sequestro tedesco nel 1943. Infatti i nazisti sfruttarono il castello come stazione di controllo militare sopra la val di Sangro per vigilare sull’arrivo delle truppe inglesi da Paglieta. Data poi l’impossibilità di vigilare sulla zona, con conseguente ritiro verso le montagne  dell’alto Sangro, il castello fu minato e danneggiato dagli stessi nazisti. Attualmente versa in pessimo stato  di conservazione, in attesa di restauro. Ne rimangono solamente le cortine Ovest e sud. Del resto ne rimane solo qualche abbozzo che fa capire il perimetro originale, con mura interne e la base delle due torri angolari cilindriche, tranne che nel lato est che è com-pletamente andato distrutto. Il suo aspetto originale era quadrangolare con due torri a mura a scarpa negli angoli sud-occidentale e sud-orientale. La prima aveva un diametro di circa 7,50 metri. Il lato nord aveva un terrapieno a bastioni. Ad est ed ovest vi erano fortificati con corpi di fabbrica che aumentavano la forza di resistenza. Il blocco centrale quadrangolare misurava da 40 X 34 metri con un cortile interno che misurava 17 X 13 metri. Il castello era suddiviso in tre piani di cui uno seminterrato.

Il MONUMENTO ai CADUTI (sopra) si compone di una statua in bronzo che si erge su un basamento in travertino recante, frontalmente, la dedica ai caduti, all’associazione combattenti e a Nicola Lombardi, promotori della costruzione dell’opera. La scultura raffigura un giovanissimo soldato, dai capelli ondulati e dal viso ancora imberbe, in un profondo momento di raccoglimento e di meditazione. È ritratto in posizione stante, con le gambe leggermente divaricate, mentre avvolge a sé un rude mantello con un gesto energico, deciso, descritto alla perfezione dal panneggio guizzante e una volta anche dalla resa realistica delle vene delle mani, non ancora corrose dal tempo. Non indossa una divisa ufficiale, ma abiti da contadino e grossolani stivali da campo e non reca con sé armi. Il capo chino, lo sguardo pensoso e allo stesso tempo mesto, sono rivelatori di tutto lo sconforto e la disperazione, non esasperati, ma piuttosto interiorizzati, che la guerra aveva portato. Guido Costanzo rende, ancora una volta, una particolare iconografia di soldato. Non ritrae il guerriero che inneggia alla guerra né quello che magnifica la propria nazione, ma raffigura un soldato bambino, dal viso fanciullo e dalle mani da adulto, cresciuto troppo in fretta per donarsi alla patria.

SANTUARIO di San ROCCO: Situato appena fuori dal centro storico del paese, in Via Eugenio Sirolli. La chiesa fu costruita sopra una cappella votiva nel XVI secolo, si presume in ringraziamento al santo per aver scongiurato la pestilenza. Negli anni venne ampliata, soprattutto nel XIX secolo a quanto pare dallo stile neoclassico della facciata, recentemente dipinta in rosso pompeiano, con le cromature in contrasto col bianco delle colonne e delle cornici delle aperture. La facciata si presenta a terminazione triangolare, scandita verticalmente in tre ordini da paraste ioniche e a capitello, con il blocco centrale più grande e innalzato, il che fa presagire che l’edificio interna sia scandito in tre navate. La successione di archi ciechi, con la nicchia centrale con la statua di San Rocco di recente fattura è regolare, il portale invece ha timpano triangolare. L’interno è tardo barocco, decorato da intonaco giallo canarino con fasce a motivi vegetali, una cantoria che si trova sulla controfacciata, sovrastata da un ritratto di San Michele guerriero, successione di cappelle laterale sulle navate minori, e il capo altare a tabernacolo, con la nicchia grande con la statua del santo.

Altre CHIESE:

– Chiesa di San Giovanni Battista:

Attualmente è di proprietà comunale ed ospita incontri e convegni. Ha un’unica navata. Alcuni deterioramenti rendono parzialmente fatiscente la chiesa.

Chiesa della Madonna del Rosario:

È realizzata in conci di pietra. Il portale principale è ad arco ogivale. La facciata termina in alto con un timpano.

Chiesa del Santissimo Salvatore:

È di recente costruzione. È sita nella frazione del paese Piane d’Archi. La facciata termina a capanna. La torre campanaria è a base quadrangolare ed è unita alla chiesa da un passaggio.

– Chiesa di santa Caterina d’Alessandria:

È a navata unica. È sita di fronte a piazza Castello. È verosimilmente seicentesca. L’interno non vi sono elementi decorativi di pregio. Recentemente è stata restaurata.

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