Tagliacozzo è uno splendido comune italiano di 6.403 abitanti della provincia dell’Aquila. Il comune della Marsica è stato elevato a rango di città con decreto del presidente della Repubblica del 18 agosto 2000. La città di Tagliacozzo è situata nella parte occidentale della Marsica, in posizione adagiata lungo le pendici del monte Civita a 740 m s.l.m.. Non lontano dal centro abitato si trovano la stazione sciistica di Marsia, posizionata lungo la catena dei monti Carseolani sulle pendici orientali del monte Midia (1737 m s.l.m.) e la località residenziale della Piccola Svizzera lungo la strada che sale a Cappadocia. Il fiume Imele attraversa il territorio comunale dando il nome al parco geologico delle risorgenti.


Tagliacozzo è un comune italiano di 6.403 abitanti della provincia dell’Aquila. Il comune della Marsica è stato elevato a rango di città nel 2000. Tagliacozzo è situata nella parte occidentale della Marsica, in posizione adagiata lungo le pendici del monte Civita a 740 m s.l.m.. Non lontano dal centro abitato si trovano la stazione sciistica di Marsia, posizionata lungo la catena dei monti Carseolani sulle pendici orientali del monte Midia (1737 m s.l.m.) e la località residenziale della Piccola Svizzera lungo la strada che sale a Cappadocia. Il fiume Imele attraversa il territorio comunale dando il nome al parco geologico delle risorgenti. Il territorio fu abitato nell’antichità dagli Equi, posti al confine settentrionale dei Marsi. Esistono sicuri cenni storici di un abitato, nella contemporanea località di Altolaterra, le cui origini risalgono a partire dall’XI secolo. Prima di allora si sono ritrovati, in alcuni testi imperiali carolingi del 964 e del 998, riferimenti al monastero di San Cosma, con la nota “in Heloritu” (situato cioè in un bosco di alloro). Prima ancora di ciò, sussistono tracce di insediamenti in grotte, alcuni risalenti all’epoca neolitica e all’età del Bronzo. Il centro abitato si sarebbe sviluppato attorno a tre parrocchie: San Nicola, Sant’Egidio e San Pietro, nella parte alta dei monti Aurunzo e Civita che sovrastano la città contemporanea. Nel 1173 il feudo passò ai De Ponte, nobile famiglia dell’Italia centrale. Il 23 agosto 1268 il territorio dei piani Palentini fu teatro della battaglia di Tagliacozzo tra Corradino di Svevia e Carlo I d’Angiò. L’epilogo segnò il destino del potere del Regno di Sicilia a favore degli Angioini su-gli Svevi, favorendo ancora per secoli il potere temporale del Papa. Nel 1915 in seguito al terremoto della Marsica il vescovo Pio Marcello Bagnoli spostò momentaneamente la sede della diocesi dei Marsi nel palazzo Ducale di Tagliacozzo prima del trasferimento definitivo da Pescina ad Avezzano avvenuto formalmente nel 1924. Il borgo antico di Villa San Sebastiano, sua frazione, situato alle pendici del monte Aurunzo venne devastato dalla frana del 1955. Il borgo nuovo fu edificato più in basso a circa un chilometro di distanza. Tagliacozzo divenne, a cominciare dall’inizio del Novecento, un centro di villeggiatura invernale ed estivo e una meta turistica.









La facciata principale ha una struttura a terminazione orizzontale. La parte bassa si distingue per il portale principale, che risulta inquadrato da colonne scanalate di ordine dorico, su cui poggiano un architrave decorato da triglifi e metope, il frontone ed il timpano. A completamento vi sono i tre gradini d’ingresso su cui poggia il portale. Nella parte sovrastante vi è una finestra con decorazioni a cartoccio; la finestra poggia su una lieve cornice marcapiano, che è presente su tutta la facciata. Ai lati della facciata troviamo cantonali in pietra. Il campanile è rappresentato da una piccola struttura a vela posta nella parte alta a destra. Lo spazio interno ha un impianto ad aula unica rettangolare con volte a botte lunettata, altari laterali e sagrestia a sinistra dell’ingresso. La struttura della chiesa è prodotta in muratura di pietra continua. L’area presbiteriale, rialzata e raccordata da uno scalino, mostra l’altare maggiore, che si contraddistingue per avere l’affresco della Decollazione di San Giovanni Battista di periodo tardo-manieristico. Oltre all’altare maggiore vi sono gli altri due altari laterali, uno per parte che si distinguono per caratteristiche loro proprie. Il primo altare di cui parliamo è quello con l’affresco del Battesimo di Cristo, che mostra una tela di buona qualità risalente al periodo del Classicismo seicentesco. Il secondo altare, dedicato alla Maddalena, è composto da una struttura in marmi policromi con il dipinto della Maddalena di età pienamente barocca. Oltre a tutto ciò a spiccare è l’organo che risale alla seconda metà del XVII secolo. Il resto della chiesa è decorata in stile barocco a cominciare dalle numerose decorazioni a stucco. Poi abbiamo il coro, la balaustra e la cantoria lignea appartenenti sempre per stile al periodo barocco. La copertura è fatta da un tetto a falda inclinata, rivestito in coppi. I pavimenti invece sono in marmette di cemento decorate.









La chiesa di San Nicola di Bari a Tagliacozzo è localizzata nella parte più alta del paese,
la più antica, lungo un percorso chiamato il “laberinto”, che la collega alle chiese di San Pietro, Sant’Egidio e Sant’Antonio. La tradizione afferma che fu fondata intorno all’anno 1000, dagli abitanti di San Nicola in Populano, rifugiati a Tagliacozzo nel periodo delle incursioni barbare. È citata in una bolla di Clemente III del 1187, con il nome di San Nicola in Erse. La facciata è quadrata, in conci di pietra regolari, il portale di pietra ha stipiti lisci ed una semplice cornice bombata superiore. Sulla destra una torretta campanaria a doppio fornice. L’interno è ad aula unica, con altari laterali e con soffitto ligneo cassettonato e decorato. La muratura è portante di pietra sulla quale poggiano il soffitto e il tetto ligneo. La pianta è rettangolare con altari laterali, sagrestia sul retro. Il pavimento è lastre in travertino. Le decorazioni sono a stucco, affreschi, cassettonato ligneo decorato, cantoria lignea, balaustra in marmo a delimitazione dell’area presbite-riale. Il tetto è a quattro falde, rivestite in coppi.






