Il Giro delle Chiese

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Un GIRO per TORNIMPARTE – L’AQUILA

Tornimparte è un comune sparso con sede comunale nella frazione di Villa Grande. Antico territorio Sabino di cui si ha memoria sin dai primi secoli a.C..

TORNIMPARTE è un comune sparso di 3.084 abitanti. Antico territorio Sabino di cui si ha me-moria sin dai primi secoli a.C., passato sotto la dominazione Romana e Longobarda (gastalda-to di Forcona nel ducato di Spoleto), feudo nell’Alto Medioevo del Sacro Romano Impero, in mano agli Angioini fino al Seicento, ai Barberini nel Settecento e infine al Regno Borbonico delle due Sicilie fino all’annessione al Regno d’Italia dopo l’Unità d’Italia, la sua storia segue dunque a larghe linee e a livello locale le vicende dell’Italia centro-meridionale, nelle varie epoche storiche. Durante il Regno di Sicilia e il Regno di Napoli, ovvero dal XIII al XIX secolo, il territorio del comune era compreso nell’Abruzzo Ulteriore dopo la suddivisione del Giustizierato d’Abruzzo, mentre nell’XIX secolo fu compreso nell’Abruzzo Ultra II (Distretto di Aquila). Il nome Tornimparte deriva molto probabilmente dal latino Turres in Partibus che significa “Fortezze dislocate in varie parti“. Nell’Ottocento, dopo il 1806 (età napoleonica), il comune fu unito con quello limitrofo di Rocca Santo Stefano formando un unico territorio che fu a sua volta suddiviso in cosiddetti terzi: il Terzo Villagrande, il Terzo San Vito e il Terzo San Nicola, il Terzo Rocca Santo Stefano cui corrispose nella fascia pedemontana un medesimo raggruppamento di frazioni intorno al rispettivo centro principale ed una medesima suddivisione del territorio montano in quota destinato a pascolo (Montagna della Villa (Monte San Rocco-Vaccamorta),  Ruella (Monte e Valle di Ruella), Castiglione (Piana di Castiglione), Montagna della Rocca (Monte La Serra)). Come molte altre aree e comuni dell’Appennino fu interessato dal fenomeno del brigantaggio. Assieme agli altri centri limitrofi ha contribuito alla fondazione della Città di L’Aquila nel Due-cento, di cui è rimasta traccia nella Chiesa di San Vito alla Rivera.

La chiesa di Santo STEFANO  sorge appena fuori dagli abitati di Rocca S. Stefano e di Forcelle, alle falde della montagna Non si conosce con precisione la data della sua costruzione, quel che è certo è che è an-teriore al 1178, poiché in quell’anno veniva menzionata nella bolla di Alessandro III al vescovo di Forcona. L’edificio è stato più volte danneggiato e ricostruito. Il terremoto del 1703 la distrusse quasi completamente. Un altro evento catastrofico per questa costruzione fu il terremoto del 1915 che rese necessario un profondo restauro, terminato nel 1928. Nel 1952 il Parroco informo la Sovraintendenza ai Monumenti e l’Ufficio Amministrativo diocesano dello stato di conservazione particolar-mente disagiato della chiesa. In seguito a questi avvenimenti le funzioni religiose si sono svolte nelle chiesa della Madonna delle Grazie a Rocca S. Stefano e nella chiesa di San Sebastiano a Forcelle. I terremoti degli anni ’80 fecero crollare definitivamente il tetto.

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