Il Giro delle Chiese

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Chiesa di San Tommaso Becket

XIII secolo

Romanico

SP66, 65023 Fonte Natale PE

Secondo una leggenda popolare la fondazione dell’edificio, intitolato ad un San Romano, risalirebbe al 45 d.C., a seguito dell’apparizione degli arcangeli Michele e Gabriele ad un certo Antimo di Antiochia, discepolo di San Pietro, dedito alla diffusione del Cristianesimo nell’Italia centrale; questa notizia, riferita per prima dal Nicolini nella sua Storia di Chieti e riportata dall’Antinori nel XVIII secolo nei suoi Annali, si fonda sul ritrovamento di una pergamena all’interno del Monastero che si trovava accanto alla Chiesa attuale e sulle pitture del ciborio, ora scomparso, posto sull’altare maggiore; ma lo stesso Antinori la mette in dubbio.

Secondo alcuni studi la chiesa sarebbe sorta sul luogo dove precedentemente era situato un antico tempio dedicato ad Ercole, dal momento che ivi sono stati rinvenuti bronzetti raffiguranti il dio pagano e che nella CRIPTA della chiesa è presente un pozzo d’acqua sorgiva, necessario allo svolgimento degli antichi rituali rivolti al dio.

In seguito ai successivi restauri e rifacimenti, l’edificio attuale, che conserva in linea di massima l’aspetto originario, è riconducibile alla fine del XII secolo o all’inizio del XIII. Un’iscrizione sull’architrave del portale di destra ricorda come committente padre Berardo nell’anno 1202. Non vi è comunque certezza se tale data sia riferibile alla fine dei lavori dell’intera fabbrica o debba essere vista come tappa di avanzamento dei lavori. Ad ogni modo va considerata valida solo per quanto riguarda i decori del portale.

Le fonti storiche attestano che il progetto originario dell’edificio prevedeva un portico, un pulpito, pilastri compositi all’interno e varie decorazioni scultoree realizzate da importanti maestri scalpellini. Tuttavia nell’edificazione della chiesa, che già nel 1219 era terminata, la costruzione fu notevolmente semplificata per motivi ad oggi ignoti. Ne sono un esempio i leoni stilofori dell’interno, traccia di un ambone mai portato a compimento o i pilastri della facciata a sostegno di un portico che non vide mai la luce.

Il monastero annesso all’edificio sacro, dopo essere sopravvissuto a varie vicissitudini, fu soppresso definitivamente nel 1652. La chiesa continuò però ad essere officiata dai celestini fino al 1807, anno della soppressione napoleonica.

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