Il Giro delle Chiese

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SANTUARIO della MADONNA dell’ALNO -TERAMO

Secondo la tradizione la Vergine comparve il 18 maggio 1480, sulla sommità di un alno (Genere di piante dicotiledoni della famiglia delle betulacee, comunemente ontano), al contadino Giovanni Floro, (citato anche come Floro di Giovanni) che stava arando la terra in un campo situato poco fuori dal centro abitato. L’uomo notò che    i suoi buoi tendevano ad inginocchiarsi e, guardandosi intorno, vide la Madonna sull’albero. Dell’originaria costruzione (XV secolo) rinascimentale resta solo il portale in pietra che mostra specchiature e rosette. Il prospetto e le decorazioni in stucco dell’aula sono da attribuirsi ai lavori di rifacimento del 1750, mentre il campanile in mattoni è dell’anno 1810.

Secondo la tradizione la Vergine comparve il 18 maggio 1480, sulla sommità di un alno (Genere di piante dicotiledoni della famiglia delle betulacee, comunemente ontano), al contadino Giovanni Floro, (citato anche come Floro di Giovanni) che stava arando la terra in un campo situato poco fuori dal centro abitato. L’uomo notò che    i suoi buoi tendevano ad inginocchiarsi e, guardandosi intorno, vide la Madonna sull’albero. La Vergine si rivolse a lui e gli chiese che fosse edificata una chiesa a lei dedicata nella località di Piano del Castellano a Canzano. Il coltivatore tornò immediatamente in paese e riferì quanto gli era accaduto ma, non creduto e beffato e deriso dai compaesani, se ne tornò nei campi. Il giorno successivo, la Madonna apparve nuovamente e rinnovò la stessa richiesta   a Floro che, con mestizia, le raccontò che i canzanesi non avevano prestato fede alle sue parole. La Vergine, tacendo, scomparve, ma il 20 maggio, dopo le ore 18, si manifestò nuovamente e chiese a Floro di tornare in paese, di esporre ciò che gli stava succedendo e di comprovare quanto affermava conducendo personalmente  un cavallo, notoriamente indomito, di proprietà della famiglia di Falamesca de Montibus. la Madonna invitò il contadino a farsi guidare dall’animale che avrebbe tracciato e delimitato, con il suo cammino, il sito su cui erigere la chiesa. Il proprietario del cavallo accettò di affidarlo a Floro che, fra lo stupore di tutti i presenti, riuscì a cavalcarlo conducendolo fino al Piano del Castellano. Qui, l’animale «senza freno e senza guida, girò tre volte intorno ad uno spazio, ed infine s’inginocchiò, e curvò la testa fino a terra». Gli astanti, che fino ad allora avevano osservato in silenzio, espressero il loro stupore con gran fragore e dettero vita della fabbrica della nuova chiesa. Dell’originaria costruzione rinascimen-tale resta solo il portale in pietra che mostra specchiature e rosette. Il prospetto e le decorazioni in stucco dell’aula sono da attribuirsi ai lavori di rifacimento del 1750, mentre il campanile in mattoni è dell’anno 1810. La chiesa custodisce al suo interno un’acquasantiera del XVII secolo appoggiata su di una colonnina lavorata con motivi a foglie d’acanto, un busto reliquiario ligneo del XVIII secolo che raffigura Santa Mansueta (Modesta), sorella di San Biagio protettore di Canzano, e dipinti su tela datati tra il Seicento ed il Settecento.

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