In Abruzzo sono tanti i Santuari Mariani. Il popolo nutre molta devozione verso la Madre Celeste. In qualsiasi momento dell’anno si può assistere a pellegrinaggi e feste in onore della Madonna. Vari appellativi vengono attribuiti alla vergine. Tra tanti quello di “Madonna della Libera”, una effige che viene venerata in Filetto. In suo onore si svolge una festa il 21 novembre di ogni anno presso il Santuario intitolato a Santa Maria. Nell’immagine in evidenza: “Fuga in Egitto“, affresco sul soffitto.

Il santuario affonda le sue origini in tempi remoti e probabilmente la primitiva cappella risale al 1600; risulta infatti che in paese a quell’epoca vi erano varie cappelle, fra cui una dedicata a Santa Maria. Si cominciò con certezza ad invocare la Vergine con il titolo di Madonna della Libera nell’anno 1799; quando il paese, per un suo intervento prodigioso, fù liberato dall’oppressione dei Francesi invasori. Costoro infatti, ormai padroni di tutti i paesi vicini, erano arrivati a Filetto per prendere possesso, ma giunti nei pressi del paese a fianco della chiesetta di S. Maria, soldati e cavalli furono fermati da una forza misteriosa, caddero tutti a terra e dovettero indietreggiare. La ripida che si apprestavano a salire per arrivare al centro del paese, era diventata per loro come una montagna insormontabile. Il 21 novembre dello stesso anno (1799 ) si celebrò la prima festa ufficiale in onore della Madonna della Libera per ringraziarla della liberazione ottenuta. In seguito si continuò a invocare la Vergine sotto questo bel titolo anche per la liberazione dai feroci briganti, che infestavano la zona nel secolo scorso e che avevano il loro covo nella famosa “Grotta dei Briganti”; come pure per la liberazione da tutti gli altri mali corporali e spirituali. Intorno agli anni 1865-1875, essendo la chiesina ormai insufficiente a contenere tutto il popolo, l’eremita Fra Vincenzo Libertini si fece promotore dell’ampiamento del Santuario che vediamo nelle proporzioni attuali; elemosinando in ogni angolo dell’Abruzzo e Molise, con molti sacrifici e il concorso di tutti i devoti, riuscì nell’intento. L’eremita visse poi fino alla morte ( 1892 ) in assoluta povertà e all’ombra di questo Santuario. Durante l’ultima guerra il Santuario fù gravemente danneggiato, ma nel 1950, dopo sette lunghi anni dalla chiusura, esso veniva riaperto al culto con grande giubilo e con il concorso gratuito di muratori e operai locali e le offerte generose di emigranti e dell’intero popolo di Filetto.

Posta all’ingresso del paese, seguendo viale C. Battisti, risalirebbe al XIV secolo, quando era una piccola cappella. Nel 1799 venne dedicata alla Madonna della Libera poiché si attribuì alla Madonna l’arresto dei francesi che occupavano l’Abruzzo. La chiesa è stata costruita nel 1860 circa, con notevoli dimensioni e bellezze architettoniche per una chiesa di piccolo centro. Ha facciata monumentale in travertino tripartita con tre portali (i due laterali preceduti da archi). Sopra il portale vi è una bella ceramica locale sorretta da due putti, raffigurante la Madonna col Bambino. Il campanile laterale è una robusta torre cuspidata con 8 campane. Danneggiato dalla guerra, anche se non in maniera irreparabile, il santuario è stato riaperto nel 1950, è considerato il terzo dei principali santuari della diocesi di Chieti, dopo quello della Madonna dei Miracoli a Casalbordino e il santuario della Madonna delle Grazie di Monteodorisio. La chiesa si presenta con impianto rettangolare sontuoso, seguendo il modello tardo barocco della facciata a terminazione con timpano triangolare, scandita lateralmente da due coppie di paraste, e decorata da un monumentale portale architravato con la cornice modanata, sovrastata da un grande rilievo con l’oculo in maioliche policrome, che raffigurano in dipinto la Madonna della Libera, con iscrizione dedicata a frate Vincenzo Libertini (promotore del Santuario). La chiesa è a tre navate, le due laterali si innalzano sino al piano mediano della navata centrale di facciata, con due grandi balaustre in pietra bianca, e due portali di ingresso. All’interno vi si venera l’Immagine sacra antica della Madonna, racchiusa in una nicchia piena di ceri, presso l’abside semicircolare ci sono pitture e decorazioni in oro zecchino del 1970. Tutta quanta l’area interna è impreziosita da pitture geometriche tardo barocche, in stile lombardo, presenti anche nelle chiese della vicina Guardiagrele.









1) Ingresso; 2) Navata centrale; 3) Navata destra; 4) Navata sinistra; 5) Transetto; 5’) Altare; 5”) Altare del Sacro Cuore di Gesù 6) Presbiterio; 7) Mensa d’Altare Maggiore; 8) Abside e Pala d’Altare; 9) Statua della Madonna della Libera; 10) Controfacciata; 11) Crocifisso; 12) Statua Sant’Antonio Abate; 13) Nicchia vuota. 14) Quadro con Maria Ss. della Libera con cornice in piastrelle di ceramica; 15) San Sebastiano.











Dopo: AFFRESCHI nel soffitto della Navata centrale partendo dall’Altare Maggiore: ASSUNZIONE.







