E’ la seconda chiesa principale del centro storico, ed è anche la più grande, risalente all’XI secolo, come dimostrano dei rilievi sulla parete esterna. La chiesa attuale presenta però un aspetto barocco, frutto della ricostruzione del 1785 (dopo il saccheggio turco del 1566 e l’incendio del 1645 che distrusse l’altare maggiore), quando la chiesa venne ampliata notevolmente, senza che però fosse compiuta la facciata, quasi coperta dal poderoso campanile medievale. E’ a tre navate con cripta. Le decorazioni sono state trasformate secondo il canone barocco e successivamente neoclassico, con i pilastri della navata intervallati da nicchie con statue dei Profeti, e così alla maniera neoclassica sono anche le colonne, che separano le navate, sono intonacate di bianco, con forme fluide e delicate. Le volte del soffitto sono affrescate.

Chiesa di SANTA MARIA MAGGIORE: Seconda chiesa principale del centro storico, è anche la più grande, risalente all’XI secolo, come dimostrano dei rilievi sulla parete esterna. La chiesa attuale presenta però un aspetto barocco, frutto della ricostruzione del 1785 (dopo il saccheggio turco del 1566 e l’incendio del 1645 che distrusse l’altare maggiore), quando la chiesa venne ampliata notevolmente, senza che però fosse compiuta la facciata, quasi coperta dal poderoso campanile medievale. L’esterno della chiesa ha impianto a croce latina, con copertura in muratura settecentesca. Il corpo enorme della chiesa non ha abside, ma solo una finestra, sormontata da una cupola larga ma molto schiacciata, con forme geometriche. La facciata è visibile dalla via che si percorre da Piazza Duomo, ed è assai minuscola, affiancata dall’enorme campanile. La Chiesa ha le forme di un tempio settecentesco tardobarocco, con l’architrave non “a capanna”, ma dalle forme tondeggianti di un semicerchio. La massiccia torre campanaria poggia sulle fondamenta dell’antico Castello Gisone, ha nella cella superiore quattro campane, essendo la più alta della città è visibile anche a chilometri di distanza. La torre ha pianta quadrangolare, e poggia su una base di stampo medievale, decorata con archi a sesto acuto murati. Dopo una cornice marcapiano, il lato del campanile che volge verso il corso è decorato da due archi a tutto sesto con vetrate verdeggianti. Così sono anche il lato opposto, e quello del fianco, meno il lato che è attaccato al corpo della chiesa. Il resto della torre è di matrice barocca, ma assai semplice, e si conclude con la cella campanaria. Possiede il campanone, una mezzana, una mezza-terza e due squilline. La sommità del tetto è quadrata.



INTERNO: E’ a tre navate con cripta. Le decorazioni sono state trasformate secondo il canone barocco e successivamente neoclassico, con i pilastri della navata intervallati da nicchie con statue dei Profeti, e così alla maniera neoclassica sono anche le colonne, che separano le navate, sono intonacate di bianco, con forme fluide e delicate. Le volte del soffitto sono affrescate. L’entrata dal portale è decorata da colonne che sorreggono il piano sopra cui canta il coro. Il transetto è segnato da un cerchio di muro intagliato con figure floreali e antropomorfe, di matrice medievale. La Cripta medievale è preceduta da una doppia fila di scale, che partono da ambo gli estremi dell’ingresso, e salgono in maniera circolare verso il piano superiore, dove c’è l’altare. Nella cripta sono custodite le reliquie del corpo di San Cesario nelle vesti di guerriero, e un’ampolla col sangue di don Cesare Michelangelo d’Avalos. La chiesa conserva anche la preziosa reliquia della Sacra Spina della corona di Gesù. La navata maggiore delle tre ha colonne corinzie, a fianco delle quali ci sono delle nicchie che contengono le statue dei XII Apostoli e quattro profeti. Nella navata destra ci sono le cappelle di Sant’Anna, della Sacra Spina, di Sant’Antonio abate (costruita da Tullio CAPRIOLI nel 1567). Nella navata sinistra ci sono le cappelle di Santa Maria, di San Cesario, di Santa Caterina d’Alessandria, del Monte dei Morti, del Santissimo Sacramento e di San Nicola. Le principali opere d’arte sono le tele dell’Ecce Homo della scuola di Tiziano, lo Sposalizio mistico di Santa Caterina attribuito a Paolo VERONESE, la Pentecoste e la Presentazione del Camauro a Celestino V di Francesco SOLIMENA del 1727 entrambe presenti nel Presbiterio.













































