Il Giro delle Chiese

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PERUGIA: SANTUARIO di San DAMIANO – ASSISI

Il primo biografo di san Francesco, Tommaso da Celano, nella sua ”Vita prima”, narra che nel 1205 san Francesco d’Assisi dopo aver vagato nella campagna, entra nella chiesetta di san Damiano, nelle campagne di Assisi. Pregando davanti al crocifisso presente all’interno della chiesa, e dopo aver chiesto insistentemente luce per il suo cammino, fede e speranza, lo sente parlare e chiedergli per tre volte di “riparare la sua casa che va in rovina“. Nell’immagine in evidenza: Lettera di santa Chiara ad Agnese di Boemia.

San Francesco, pregando davanti al crocifisso presente all’interno della chiesa, e dopo aver chiesto insistentemente luce per il suo cammino, fede e speranza, lo sente parlare e chiedergli per tre volte di “riparare la sua casa che va in rovina“. Questo evento inciderà profondamente nella vita del santo che proprio qui, negli ultimi anni della sua vita, compose il Cantico delle creature. Il crocifisso ha un aspetto molto particolare: Cristo in croce non mostra sofferenza, ma sembra quasi ergersi per comunicare a braccia aperte un messaggio di speranza. Tra il 1211 e il 1212 santa Chiara, a seguito di una profezia di San Francesco, vi fondò un ordine di claustrali che vi risiedette fino al 1260. La stessa chiesa fu protagonista dei principali miracoli della santa: la moltiplicazione del pane, il dono dell’olio, la fuga dei saraceni dal chiostro, alcuni esorcismi e guarigioni, l’apparizione della croce sul pane davanti al papa.

ESTERNO: La facciata della chiesa è inglobata all’interno di una più grande, a capanna, che comprende anche gli ambienti ad essa adiacenti. L’ingresso è preceduto da un basso portico con tre arcate a tutto sesto sorrette da pilastri in mattoni; sopra l’arco centrale vi è un rosone.

INTERNO: L’interno della chiesa è a navata unica coperta con volta a botte ogivale, con una cappella laterale rettangolare a metà della parete di destra con, sull’altare, un pregevole Crocifisso ligneo, opera di Innocenzo da Petralia che lo firmò nel 1637. In fondo alla navata, vi è la profonda abside, con volta più bassa rispetto a quella dell’aula; in essa trovano posto il moderno altare maggiore in pietra, il tabernacolo ligneo barocco e il coro dei monaci. Nel catino, vi è un affresco del XIV secolo raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Rufino e Damiano. Sull’arco absidale, invece, si trova una copia del Crocifisso di San Damiano (l’originale è custodito nella basilica di Santa Chiara).

Il Crocifisso ha un aspetto molto particolare: Cristo in croce non mostra sofferenza, ma sembra quasi ergersi per comunicare a braccia aperte un messaggio di speranza.

La CHIESA: Il luogo invita alla preghiera. Vicino al portone principale, in fondo a sx, la finestrella in cui Francesco gettò il ricavato della vendita delle stoffe per il restauro della chiesa. Sulle pareti, l’affresco con Francesco che prega il padre che lo minaccia (XIV sec.). Sopra l’Altare, la copia del Crocifisso che parlò al santo; l’originale si trova nella Basilica di S. Chiara, in Assisi. Nel catino dell’abside, la Madonna col Bambino tra i Santi Rufino e Damiano (XIII sec.). Sotto, la grata di comunicazione tra la chiesa e il coro delle Clarisse. Qui, il 4 ottobre 1226, Chiara e le compagne accolsero la salma di Francesco e ne baciarono le mani stigmatizzate. Il Coro ligneo è del 1504.

Nella parte superiore

Luogo del Trapasso di santa CHIARA

Qui le povere Dame riposavano su umili giacigli. Santa Chiara vi morì l’11 Agosto ventisette anni dopo la morte di san Francesco, dopo aver ricevuto la visita di Papa Innocenzo III, due giorni prima, che le consegnò la bolla papale con la conferma della Regola.

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