Luciano Ventrone è stato un pittore romano attivo tra la seconda metà del Novecento e i primi anni del Duemila. Famoso per le sue nature morte è stato definito dal critico d’arte Federico Zeri il Caravaggio del XX secolo. Nell’immagine in evidenza: Donna nuda con fore.


Cesti di fiori, canestri di frutta, uva e foglie di vite, mele, cachi, limoni, arance, mandarini, e poi ancora ciliegie, fragole, zucche, funghi, frutta secca, ma anche singoli melograni o angurie a pezzi: un tripudio di colori nelle venti “nature morte” di Ventrone, definito da Federico Zeri il “Caravaggio del XX secolo”, ed esposte nei Musei di San Salvatore in Lauro a Roma. Luciano Ventrone: La vittoria della pittura con de Conciliis, Guccione e Guttuso, mostra curata da Victoria Noel-Johnson e organizzata da “Il Cigno GG Edizioni”, è la terza tappa di un percorso iniziato al “Mart” di Rovereto, con l’esposizione Luciano Ventrone. La grande illusione, in cui le nature morte del pittore romano erano messe a confronto con Caravaggio e il Maestro di Hartford, proseguita poi alla Fondazione Majorana di Erice con la mostra de Chirico e Ventrone. La vittoria della pittura, un confronto questa volta con il maestro della Metafisica. Nell’esposizione romana, accanto a Ventrone vengono proposte opere di de Concilis, Guccione, Guttuso, personalità che, con esiti diversi, hanno perseguito la ricerca della figurazione e mantenuta viva la tecnica dell’olio su tela, nel solco di una tradizione ampiamente messa in discussione dalle correnti artistiche del secondo Novecento.
























