Chiara da Montefalco (Montefalco, 1268 – Montefalco, 17 agosto 1308) è stata una religiosa italiana. Nel 1881 è stata canonizzata da papa Leone XIII, già vescovo di Perugia. Nacque da Damiano e Iacopa in una zona vicina al Castellare in prossimità della chiesa di San Giovanni Battista (concessa nel 1275 dal comune agli agostiniani e da questi ricostruita e dedicata a sant’Agostino) a Montefalco una piccola cittadina umbra che domina la valle spoletana. Nell’immagine in evidenza: Paliotto dell’Altare Maggiore.

Chiara aveva una sorella e un fratello maggiori, Giovanna e Francesco. Giovanna fondò, con l’aiuto economico del padre, il reclusorio di San Leonardo, di cui diventò la prima rettrice; le donne lì si ritiravano vivendo in reclusione e pregando, ispirandosi alla regola (ancora non pienamente riconosciuta al tempo) di Francesco d’Assisi. La chiesa con l’annesso monastero agostiniano fu fondato da Santa Chiara da Montefalco e fu il 1° e più significativo dei grandi insediamenti religiosi che caratterizzarono il borgo di San Leonardo. La chiesa, eretta tra il ‘200 e il ‘300 sulla preesistente cappella di Santa Croce, fu interamente rifatta nei primi anni del XVII secolo da Valentino Martelli. La grandiosa costruzione, seppure risenta della carenza di spazio che impedì uno sviluppo più armonico, risulta di una severa classica eleganza, sia nelle pareti esterne scompartite da lesene con capitelli e cornici, sia all’interno nobile e solenne, basilicale, a 3 navate.






L’ALTARE MAGGIORE è ornato da una grande composizione in legno dorato rappresentante il “Trionfo della Croce”, attribuita all’intagliatore folignate Tommaso GRANPINI. L’elegante ciborio è opera firmata dall’indoratore folignate Gerolamo PAGLIARINI.La costruzione di tutto il complesso fu realizzata a seguito di un cospicuo lascito testamentario di don Bernardino Tempestivi del 1680.




TRANSETTO Destro, ALTARE di Santa CHIARA: Nel braccio destro del transetto, in fondo, vi è l’altare della santa (unico residuo della chiesa precedente del 1430), con grandioso prospetto in stucco, ornato di colonne, cornici, fregi decorativi, e da due statue collocate nelle due nicchie laterali, rappresentanti Girolamo e Sant’Agostino: fatto costruire nel 1600 dal montefalchese Fabio Tempestivi che poi fu arcivescovo di Ragusa (Dubrovnik, in Dalmazia) dal 1602 al 1616, come attestato dalle iscrizioni sugli alti basamenti laterali.


ALTARE di Santa CHIARA: Al centro dietro un’inferriata, in un’urna di argento massiccio inviata da un donatore incognito a seguito di una grazia ricevuta (si pensò ad un principe di casa Farnese) nel 1612 per mezzo del generale dei gesuiti, riposa la spoglia incorrotta di Santa Chiara. Ai lati, entro due nicchie con inferriate, aperte nel 1718, sono conservate varie reliquie della medesima; una croce pettorale donatale, quando era ancora vivente, dal cardinale Giacomo Colonna; un busto d’argento dai richiami berniniani. in cui è racchiuso il suo cuore; una croce-reliquario d’argento con i Misteri della Passione di Cristo scoperti nel suo cuore e i tre calcoli trovati nella sua cistifellea. Sopra l’urna una grande tela con un’estatica Santa Chiara e accanto il committente Vescovo Fabio Tempestivi “Santa Chiara da Montefalco e committente“. E’ un’opera firmata dal pittore ravennate Francesco Longhidatata 1600. Intorno nell’intradosso della parete, varie scene della vita della santa.



Nel braccio sinistro del transetto, invece, grandioso altare barocco in stucco, commissionato da Onofrio de Cuppis con lascito testamentario, ed eseguito nel 1692 dall’insigne scultore milanese Camillo RUSCONI autore di pregevoli opere in varie chiese di Roma. L’opera è firmata e datata. Nel grande ovale centrale è inserita una tela rappresentante la morte di Sant’Onofrio attribuita al pittore spoletino Francesco REFINI. Allo stesso sembra appartenere la tela sopra la cantoria rappresentante Montefalco glorificata per mezzo di Santa Chiara. L’altare maggiore è ornato da una grande composizione in legno dorato rappresentante il trionfo della Croce, attribuita all’intagliatore folignate Tommaso Granpini. L’elegante ciborio è opera firmata dall’indoratore folignate Gerolamo Pagliarini. La costruzione di tutto il complesso fu realizzata a seguito di un cospicuo lascito testamentario di don Bernardino Tempestivi del 1680.





CAPPELLA di SANTA CROCE: L’attuale Cappella, a sinistra della Chiesa, era in origine il presbiterio della piccola chiesa di Santa Croce, fatta erigere da Santa Chiara alla fine del Duecento e luogo scelto dalla Santa per morire il 17 agosto del 1308. Un luogo di grande fascino e devozione non alterato dai successivi rimaneggiamenti dell’edificio. Il dipinto raffigurante la Crocefissione trae tutto il suo ricco repertorio iconografico, composto da 45 figure, dai testi evangelici di San Giovanni e di San Luca. San Giovanni Evangelista è rappresentato sulla destra, isolato nella sua afflizione, la Madonna svenuta dal dolore e sorretta da Maria di Cléofa e Salòme sulla sinistra, la Maddalena che abbraccia la base della croce di Gesù, gli bacia i piedi e gli sfiora il volto con il suo sguardo triste, il soldato che offre a Gesù assetato una spugna bagnata con aceto, conficcata su una canna. Dal Vangelo di Luca, sono tratti i personaggi del centurione, qui rappresentato sulla sinistra a cavallo, convertitosi dopo aver visto sgorgare dalla ferita del costato di Gesù sangue e acqua e San Giuseppe di Arimatèa che mostra Gesù a Caifa. In basso, ai piedi della croce, è la piccola figura inginocchiata del committente, Jean d’Amiel, rettore del Ducato di Spoleto, che fece realizzare il ciclo di affreschi nel presbiterio della chiesa di Santa Croce nel 1333. La Crocefissione è attribuita al primo Maestro di Santa Chiara da Montefalco, un artista dotato di grande talento e passione, capostipite della scuola pittorica umbra. Qui soprattutto dimostra come le salde tradizioni romaniche, siano combinate ed elaborate con le novità giottesche, che gli giungevano da Assisi.







