Il Giro delle Chiese

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CARPINETO della NORA: Un Breve GIRO Per CARPINETO della NORA – PESCARA

Carpineto della Nora è un comune della provincia di Pescara. Nel territorio, incluso nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, sorge l’abbazia di San Bartolomeo. Si sostiene che il centro abbia origini vestine, intorno al III secolo a.C., dati alcuni ritrovamenti. Nell’immagine in evidenza: Interno dell’Abbazia di San Bartolomeo.

Il borgo attuale sorse nel X secolo presso il fiume Nora, sotto il colle di Lecina, dove fu consacrata l’abbazia intitolata a San Bartolomeo, ma passò giuridicamente sotto il controllo del Monastero benedettino soltanto nella seconda metà dell’XI secolo, quando i discendenti di Bernardo, il fondatore dell’Abbazia, donarono il Castello all’Abate Erimondo; andato a finire non si sa come ed in quale anno sotto il controllo del vescovato di Penne, nel 1090 il castello di Carpineto viene nuovamente ceduto dal vescovo pennense Pampone a Sansone, Abate di San Bartolomeo. Il nome proviene dal bosco di carpino, e dalla vicinanza al fiume Nora. Il monastero fortificato dipese dall’abbazia di Santa Maria di Casanova, la prima delle cinque abbazie abruzzesi del X secolo, a partire dal 1258. Il feudo nel XII-XIV secolo oltre a Casanova, dipese prima da Penne e poi dalla baronia di Brittoli. Nel XVII secolo fu possedimento di Federico Borromeo, che ricostruì la chiesa parrocchiale, che fu dedicata poi a Carlo Borromeo. Nel primo ‘900 Carpineto contava 1.400 abitanti, e dipendeva da Penne, incluso nel distretto omonimo dall’Abruzzo Ultra. Nel 1927, con la costituzione della provincia di Pescara, Carpineto passò nel territorio pescarese assieme a Penne, al confine con le provincie di L’Aquila e di Teramo. Il borgo rimase inalterato fino allo sviluppo urbanistico degli anni ’60, quando le poche case rurali vennero in parte sostituite da nuovi edifici. Intorno al 1968 partirono i lavori di restauro dell’abbazia, già dal 1902 dichiarata monumento nazionale.

(Prima e Dopo) CHIESA di San CARLO BORROMEO: La facciata a salienti è in pietra a vi-sta, eccetto nella parte terminale, probabilmente ricostruita in cemento armato e quindi lasciata intonaca-ta. Il portale d’ingresso, preceduto da due gradini, è caratterizzato da una lunetta sovrastante in cui è inserito lo stemma del cardinale Borromeo. Superiormente si aprono una finestrella ad arco ed un oculo circolare. A destra la facciata è chiusa da un’imponente torre campanaria, anch’essa in pietra a vista, mentre a sinistra si innalza un piccolo campanile a vela intonacato con orologio sottostante. La parte centrale della facciata presenta una semplice chiusura a capanna.

La chiesa di San Carlo Borromeo, sita nel centro storico di Carpineto della Nora, addossata lateral-mente ad altri edifici, affonda le sue radici sin dal 1050. Nel corso dei secoli ha subito diversi rimaneggiamenti e ricostruzioni ed oggi ci appare solo internamente con il suo impianto tipicamente settecentesco. Lo spazio interno, a navata unica, è scan-dito da campate trasversali coperte da crociere a sesto ribassato, finemente decorate. L’aula si conclude con un’abside semicircolare chiusa da una calotta emisferica. L’esterno a salienti, semplice ed austero, è in pietra a vista eccetto che nella parte superiore che si conclude sulla destra con un piccolo campanile a vela. Il portale dalle linee cinquecentesche è sormontato dallo stemma del cardinale Borromeo e da una croce datata 1738, indicante l’anno di ristrutturazione della chiesa. Alla destra del portale, l’imponente torre campanaria in pietra, parte integrante della facciata.

L‘interno della chiesa conserva un interessante impianto settecentesco a navata unica, composta per accostamento di tre campate trasversali coperte da crociere a sesto ribassato, separate da ampi archi, a cui corrispondono tre nicchie per lato, inquadrate da alte lesene doriche. Superiormente, in corrispondenza di ogni campata si apre una finestra rettangolare, mentre sulla calotta absidale si aprono due oculi ovali. L’abside semicircolare, non visibile esternamente, rialzata di tre gradini rispetto all’aula, ospita il presbiterio ed è chiusa da una calotta semisferica affrescata. Struttura portante in muratura di pietra rinforzata da cinque tiranti trasversali. La struttura della copertura è costituita da capriate, arcarecci e travicelli in legno. Internamente le campate che costituiscono la navata unica sono coperte internamente da tre volte a crociera a sesto ribassato, separate da archi e brevi tratti di volte a botte, mentre l’abside semi-circolare è coperta da una calotta emisferica. Esternamente la copertura dell’aula è a due falde, mentre quella absidale presenta cinque piccole falde, con manto in coppi e controcoppi in laterizio.

Dopo: Lunetta del Portale in cui è inserito lo stemma del cardinale Borromeo.

San BARTOLOMEO: San BARTOLOMEO: Dell’antica Abbazia, fondata, secondo le cronache, nel 962 da Bernardo conte di Penne e successivamente riedificata, oggi restano la Chiesa ed alcune tracce del Convento. La spoglia facciata, affiancata sul lato sinistro da un imponente torrione quadrato del XII secolo, rappresenta la parte più antica della struttura. Lo spazio interno, al quale si accede attraverso un atrio coperto, èa tre navate, scandite da archi a tutto sesto, di altezza costante, su pilastri rettangolari. La zona presbiteriale, influenzata dal gotico-borgognone, viene attribuita al XIII secolo; essa è definita da un transetto tripartito e da un coro piatto, leggermente sporgente all’esterno, con volte a crociera costolonate. Elementi di pregio sono l’altare, sorretto da 4 colonnine con capitelli scolpiti, e lo splendido portale vivacemente decorato con figure animali e vegetali. Il complesso è stato sottoposto, negli anni 1970-71, a lavori di restauro.

L’Abbazia si trova presso la località omonima, ed è il monumento più significativo del comune. Gestita da monaci benedettini, fu costruita nel X secolo e completata nel XIII. Fu voluta da Bernardo conte di Penne, che la donò poi ai frati locali. La facciata è spoglia e affiancata da un torrione, forse il vecchio campanile. L’interno è a tre navate ed è decorato da un altare gotico sorretto da quattro colonne e il portale di accesso è decorato con bassorilievi colorati con figure floreali e vegetali.

Dell’antica abbazia, fondata, secondo le cronache, nel 962 da Bernardo conte di Penne e successivamente riedificata, oggi restano la chiesa e alcune tracce del convento. La spoglia facciata, affiancata  sul lato sinistro da un imponente torrione quadrato del XII secolo, rappresenta    la parte più antica della struttura. Lo spazio interno, al quale si accede attraverso un atrio coperto, è a tre navi, scandite da archi a tutto sesto, di altezza costante, su pilastri rettangolari. La zona presbiteriale, influenzata dal gotico-borgognone, viene attribuita al XIII secolo; essa è definita da un transetto tripartito e da un coro piatto, leggermente  sporgente all’esterno, con volte a crociera costolonate. Elementi di pregio sono l’altare, sorretto da 4 colonnine con capitelli scolpiti, e lo splendido portale vivacemente decorato con figure animali e vegetali. Il complesso è stato sottoposto, negli anni 1970-71, a lavori di restauro.

(Dopo) Chiesa di Santa MARIA delle MACCHIE: La facciata, a due salienti, appare priva di ogni elemento decorativo, semplicemente intonacata di bianco con zoccolatura grigia. La campata centrale, a vela rispetto alla retrostante copertura, presenta in sommità una statua della Madonna. Unico elemento caratterizzante è il portale centrale, con cornice in pietra costituita da due lesene doriche su cui s’innesta un arco a tutto sesto finemente scolpito con motivi floreali. Ai lati del portale si aprono due finestre quadrate, mentre superiormente è presente un oculo circolare con vetrata policroma.

Prima: La chiesa di Santa Maria delle Macchie sorge poco distante dal centro di Carpineto della Nora, immersa nel verde della contrada Fara. La pianta ad aula unica rettangolare, coperta a capanna, è divisa in tre campate da telai in cemento armato realizzati successivamente, per il rafforzamento strutturale dell’edificio. L’interno è caratterizzato dal contrasto cromatico delle pareti bianche e degli elementi strutturali intonacati di rosso. La zona presbiteriale è rialzata di un solo gradino rispetto all’aula ed è illuminata da due finestre quadrate, che si aprono sulla parete di fondo. Le medesime aperture sono simmetricamente riportate sulla parete d’ingresso. Alla destra del presbiterio è presente un ingresso secondario alla chiesa. La Struttura è in muratura portante rinforzata da due telai in cemento armato che sorreggono la copertura in laterocemento. La copertura è a due falde, internamente a vista, seppure intonacata di bianco. L’interno presenta un rivestimento in perlinato per un’altezza di circa un metro. I te lai in cemento armato che scandiscono l’aula sono intonacati di rosso, in contrasto cromatico con il bianco delle pareti e del soffitto. Alle spalle dell’altare, la parte centrale della parete è decorata da figure di angeli dipinti su fondo giallo di stampo recente, attorno ad una nicchia contenente un’antica statua in legno. Il piccolo campanile a vela a terminazione orizzontale è posto in corrispondenza della parete di fondo dell’edificio, sul lato destro.

(Prima) GROTTA PIETRA ROSSA: Nelle strette vicinanze dell’Abbazia di San Bartolomeo, a ridosso di una parete rocciosa caratterizzata dalla presenza di grotte e ripari, si trova Grotta Pietra Rossa dove è possibile ammirare delle pitture rupestri riconducibili all’età del ferro. La tradizione popolare fa presupporre la presenza di monaci appartenenti a una piccola grancia legata al convento. La posizione è d’altronde quanto mai favorevole visto che il riparo è ubicato a ridosso della cosiddetta “Portella di Nerone”, una specie di passaggio naturale che conduce alle zone di montagna e ai pascoli del Voltigno.

(Prima) GROTTA del MUSTACCHIO: Difficilmente raggiungibile, lungo un sentiero percorribile solo a piedi, prende il nome dal temibile brigante omonimo che la utilizzò come rifugio; una leggenda narra che vi nascose i suoi tesori che si troverebbero ancora nella grotta.

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