La CHIESA fu edificata su una rupe in prossimità del Castello e della Torre di cui è rimasto il toponimo “Piano della Torre”. La Chiesa con la sua imponenza domina la Valle del Sangro. L’immagine in evidenza: affresco su una Volta.

Le prime notizie sull’esistenza della Chiesa risalgono al 1100. Essa fu completamente ricostruita intorno alla metà del XVIII, ad opera di Betrando Spaventa, zio dei più noti Bertrando e Silvio, con i finanziamenti del marchese Vincenzo Marini. IL Campanile, alzato di un piano, è incassato tra le mura della Chiesa in modo da utilizzare tutti gli spazi utili circostanti. La facciata, rivolta verso Ovest, è di stile barocco e si armonizza con l’ultimo piano del Campanile. Il Portale laterale, su Largo Chiesa, risale infatti a 1741, come testimoniato da un’iscrizione. Per ampliare la chiesa venne inoltre incassata nei muri la Torre campanaria, sopraelevandola poi di un piano. La lapide del religioso, posta sulla controfacciata, accanto all’ingresso principale, attesta che i lavori di rifacimento termina-rono nel 1757. La facciata è rivolta verso Ovest, con il suo stile barocco, si armonizza con il campanile. L‘Interno presenta una pian-ta croce greca con abside allungata.



INTERNO: Il Coro in legno di noce, ubicato nell’abside, i Confessionali e il Pulpito sono opera di Domenico De SIMONE di Agnone. Il primo, ornato da alto e bassorilievi, presenta tre riquadri che rappresentano il Re Davide che fa atto di pentimento (a sx), la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre (al centro) e il profeta Natan che rimprove-ra Davide per avere commesso adulterio (a dx). Nell’angolo superiore sinistro del riqua-dro di destra vi è una Madonna dai lineamenti simili a quella della pala che sovrasta l’altare. In basso è recata la scritta: Dom. Ant. D´Intino/Hanc parochialem ecles. Reggente /DominIcus De Simone Anglonensis/Fecit A.D. MDCCCVI. Sulle fiancate laterali vi sono diverse Cappelle, tutte risalenti all’XVIII secolo. Le pitture che sovrastano gli altari delle stesse sono quasi tutte attribuite a Ludovico De MAJO. Ci sono le cappelle del Purgatorio, della Madonna del Rosario e, dopo il battistero, quella di Sant’Antonio, di San Giuseppe, di San Donato (patrono di Bomba), e di San Domenico, attribuita al caposcuola napoletano cavalier Giacomo FARELLI. Nella cappella di San Donato sono presenti inoltre numerose reliquie. La chiesa è inoltre dotata di numerose statue in legno e in terracotta, prevalentemente risalenti al XVIII secolo. Tra le eccezioni ne compare una del XV secolo, raffigurante San Sebastiano, probabilmente di scuola toscana. Gli stucchi raffigurano scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, quali San Michele e Lucifero, la cacciata dei mercanti dal Tempio, la Maddalena che lava i piedi a Gesù, il figliuol prodigo, il Battesimo di Cristo, la regina Ester che implora la salvezza per il suo popolo, la Samaritana, Zaccheo, l’adultera. I capitelli e le colonne sono arricchiti da decorazioni in oro. Nella Cupola sono presenti i simboli dei 4 evangelisti con le virtù cardinali.





N.B.: il Coro in legno di noce (10), ubicato nell’abside, i Confessionali e il Pulpito (20) sono opera di Domenico De SIMONE di Agnone




















