Il Giro delle Chiese

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CHIESE dei Santi MARCO e MARCELLO – PACENTRO (L’AQUILA)

La Chiesa di San Marco (XVI secolo) si trova nella parte ottocentesca del borgo, appena fuori le mura. Risale al ‘600, ma è stata modificata in stile neoromanico nel 1915 all’esterno. Era la cappella della famiglia Rossi e costruita da Domenico Saverio. La Chiesa di San Marcello venne costruito nell’XI e rimaneggiata nel XV secolo. Originariamente si presentava articolata in tre navate abbellite da affreschi. Dopo un disastroso incendio, nella ricostruzione si recuperò solo la navata centrale, mentre quella di destra fu sostituita dall’attuale gradinata d’ingresso. Attualmente non è agibile.

A corona dell’Altare, da sinistra, abbiamo: Busto ligneo fi San MARCO Evangelista, comprotettore di Pacentro, restaurato nel 2004 dall’artista locale Marco ANGELILLI (il medaglione al collo della statua custodisce le reliquie del santo che viene portato in processione in occasione della sua festa, il 25 Aprile); più in alto, le statue in cartapesta di S. Antonio Abate e di S. Giovanni Bosco, Santo dei giovani, realizzato nel 1940 dall’artista locale Giuseppe AVOLIO. La presenza del Santo anacoreta d’Egitto, protettore degli animali, ha reso la Chiesa luogo di riferimento per la loro tradizionale benedizione del 17 gennaio. Il rito, tanto caro al mondo contadino, ha perso man mano i connotati, tant’è che invece di asini, muli e buoi, oggi si benedicono motocarri e mezzi meccanici da campagna. Ad arredo dell’Altare sono posti candelabri e alcune croci in legno (materiale recuperato in condizioni di abbandono in un interrato della Chiesa), mentre sulla mensola fa bella mostra di sé una tovaglia impreziosita da ricami a fili d’oro, realizzati negli anni ‘30 da un laboratorio di arredi sacri di Napoli. N.B.: Questo testo così come gli altri sono stati elaborati da Marco Silvestri e curati da Pasquale Di Ianni.

Il pregevole quadro soprastante rappresenta la “Madonna dei Sette Dolori”, come simboleggiato dalle sette spade che le trafiggono il cuore. Da notare una particolarità: al di sotto del corpo esamine del Cristo, infatti, si può scorgere la presenza dello stemma della famiglia Rossi proprietaria della cappella. Il quadro è un lavoro ad olio su tela di fine ‘700 di autore ignoto. Esso adornava l’originale chiesetta della famiglia Rossi, quando in origine aveva omonima dedica alla Madonna del quadro. Alla destra del Cristo è raffigurato un giovane non identificato e a sinistra San Petronio vescovo (come suggerisce una “crocifissione” del Carracci). In basso, ricamato a fili d’oro, così come le lamine che impreziosiscono i petali dei fiori delle decorazioni, vediamo il grande drappo funerario che era impiegato per guarnire il catafalco della bara nei funerali dei confratelli della Santa Croce.

La chiesa venne costruito nell’XI secolo  e originariamente si presentava articolato in tre navate abbellite da affreschi. Dopo un disastroso incendio, nella ricostruzione si recuperò solo la navata centrale, mentre quella di destra fu sostituita dall’attuale gradinata d’ingresso. Sulle pareti esterne sono ancora visibili gli affreschi della prima chiesa. Di grande pregio è il portale in legno scolpito rea-lizzato, come si evince dall’iscrizione A.D. D°D SIIV° ARCHIP° 16 ROSSI ET PAR° 97, nel 1697 per volontà del Domino D. Signor Isidoro Rossi Vicario Arciprete e Parroco. La chiesa di San Marcello fu per lungo tempo la chiesa parrocchiale del paese e venne utilizzata come luogo di sepol-tura almeno fino al 1743. Dal 1802 è la sede della Con-fraternita di San Carlo che vi conserva i paramenti e si occupa del suo mantenimento.

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