La chiesa parrocchiale, intitolata a Santa Maria Maggiore o della Misericordia (XIII-XVII secolo) è costituita da 3 navate divise da pilastri ottagonali, di struttura quattrocentesca, con altari del ‘500 e ‘600; la facciata, che risale al tardo Cinquecento pur conservando anch’essa una impronta quattrocentesca, presenta tre portali nella parte inferiore, scandita mediante ampie lesene e una sopraelevazione centrale coronata da un timpano, con raccordi curvi.

La chiesa parrocchiale, intitolata a Santa Maria MAGGIORE o della MISERI-CORDIA (XIII-XVII secolo) è costituita da 3 navate divise da pilastri ottagonali, di struttura quattrocentesca, con altari più tardi (del ‘500 e ‘600); la facciata, che risale al tardo Cinquecento pur conservando anch’essa una impronta quattrocentesca, presenta tre portali nella parte inferiore, scandita mediante ampie lesene e una sopraelevazione centrale coronata da un timpano, con raccordi curvi. Il campanile è slanciato, con cuspide piramidale; la cella campanaria è adornata da bifore. La chiesa è in piazza del Popolo, risale al XIII secolo poi trasformata dopo il terremoto del 1706. Ha imponente facciata in pietra bianca, tripartita da paraste, in stile barocco, con 3 portali, dei quali il centrale è il maggiore, con doppio timpano, alla base a triangolo spezzato, e al piano superiore a semicerchio spezzato. La volta centrale delle tre navate, è riccamente decorata da stucchi di Attilio de CHELLIS, con scene di vita della Madonna, nonché con uno stucco centrale della Vergine in trionfo. Il pulpito è in legno di noce, intagliato dai maestri di Pescocostanzo.

































Dipinto a olio di autore ignoto, dedicato alla Madonna del Carmine, di probabile datazione sec. XVII. La tela mostra la Vergine tra angeli e, ai suoi piedi, San Francesco d’Assisi e San Leonardo Abate eremita. L’altare è corredato da una invocazione alla Madonna, incisa sul frontale sopra la mensola. La scritta recita: “Sancta Maria succurre miseris refove flebiles” ( Santa Maria, soccorri i poveri, aiuta i deboli).









