La Basilica di Santa MARIA ASSUNTA di Carignano si trova In cima alla collina di Carignano, in posizione dominante, ed è il capolavoro di Galeazzo ALESSI. Commissionata il 7 settembre 1549 dagli eredi di Bandinello Sauli all’architetto perugino chiamato a Genova un anno prima per la grande riforma architettonica della Repubblica, la basilica fu iniziata nel 1552 e completata in fasi successive. Nell’Immagine in evidenza: Statua di San Bartolomeo, di Claude DAVID (1695).


La pianta della Basilica è a croce greca, articolata in 3 navate, inscritta in quadrato, con cinque cupole bramantesche (una grande centrale + quattro minori negli angoli), rivisitazione delle architetture bizantine medievali e dei progetti di Bramante per San Pietro in Vaticano. Conserva due importanti sculture di Pierre PUGET (San Sebastiano + Beato Alessandro Sauli, anni 1660) Le sculture di Pierre PUGET e Filippo PARODI contenute al suo interno sono fra i più alti capolavori del barocco genovese. È il simbolo architettonico del quartiere ed è una delle più importanti chiese rinascimentali italiane fuori dall’asse Roma-Firenze. È il modello che Donato Bramante aveva proposto per la nuova Basilica di San Pietro in Vaticano (1506), pianta poi alterata dai successori di Bramante (Sangallo, Michelangelo, Maderno) verso un’organizzazione longitudinale. L’effetto interno è di perfetta simmetria spaziale: dal centro della chiesa, sotto la grande cupola, si vedono in modo identico i quattro bracci della croce greca, le cappelle d’angolo, le cupole minori. È uno spazio di rara eleganza geometrica, di gusto classico-rinascimentale puro.

FACCIATA: La facciata principale, che presenta agli angoli due torri campanarie (ne erano previste quattro), è stata decorata da F.G. Baratta nel 1722. Vi è posizionata la statua dell’Assunta opera dello scultore borgognone i Claude David e terminata da Bernardo Schiaffino. Vi sono, inoltre, due statue sempre del David, raffiguranti San Pietro e San Paolo, che però hanno alterato la simmetria fortemente voluta da Alessi. A completamento della decorazione sono presenti capitelli corinzi e paraste. La grande cupola funge da punto luce della Basilica stessa. Il Portale è del XVIII secolo. I prospetti sono identici per ogni lato dell’edificio e in ognuno di essi vi è un ingresso centrale eccetto nella facciata orientale sulla quale sporge l’abside rettangolare.
Le Pareti, prive di affreschi, riprendono la decorazione esterna con capitelli corinzi e paraste. La parete destra ha una lapide che ricorda il pontificale tenuto nel 1815 da Pio VII, giunto a Genova dopo l’invasione degli stati Pontifici da parte di Gioacchino Murat. Le volte, comprese quelle delle cupole, hanno il soffitto a cassettoni. I Pavimenti sono stati realizzati nel XIX secolo a disegni geometrici su il modello originale. Caratteristica della chiesa sono i 4 prospetti identici su ogni lato, ciascuno coronato da un timpano e dotato di un proprio ingresso, tranne quello posteriore. Dei 4 campanili previsti dal progetto dell’Alessi solo due sono stati realizzati, in corrispondenza della facciata principale. All’incrocio dei bracci, che suddividono la chiesa in 4 parti uguali, si impongono le 4 grandi statue di santi poste nelle nicchie alla base dei pilastri della cupola centrale.










OPERE d’ARTE: Facciata principale: – Statua dell’Assunta di Claude David, terminata da Bernardo Schiaffino; – Statua dei Santi Pietro e Paolo di Claude David.; Nicchie nei pilastri della cupola: – Statua del Beato Alessandro Sauli, a destra, di Pierre Puget; – Statua di San Sebastiano (1668), a destra, di Pierre Puget; – Statua di San Bartolomeo, a sinistra, di Claude David (1695); – Statua di San Giovanni Battista, a sinistra, di Filippo Parodi (1667); –Statue dei dodici apostoli e Dottori della Chiesa, lungo le pareti, del 1740, di Diego Carlone su disegno di Francesco Maria Schiaffino. Presbiterio e altare maggiore: – Altare maggiore, in marmo e bronzo, opera dello scultore fiorenti-no Massimiliano Soldani (1700), con crocifisso in bronzo di Pietro Tacca (realizzato in luogo di quello commissionato in origine a Pierre Puget che non venne mai eseguito); – Dipinto raffigurante Cenacolo e Fuga in Egitto, ai lati del presbiterio, di Giuseppe Palmieri.


PITTURE: D. Piola, “San Pietro risana lo zoppo”, 1694-96, Primo altare a destra. C. Maratta, “Martirio di San Biagio”, 1680, Secondo altare a destra. A. Lomi, “Risurezione di Cristo, posizionato sopra la porta laterale destra. O. Semino (attribuita), “Annunciazione”, posizionato sopra la porta laterale destra. P. G: Piola, “La Vergine tra i Santi Domenico e Rosa”, terzo altare a destra. F. Vanni, “Il Viatico della Maddalena”, Quarto altare a Destra. G. Palmieri, “Cenacolo”, “Fuga in Egitto”, ai lati del presbiterio. D. Fiasella, “Beato Alessandro Sauli fa cessare una pestilenza”, 1630, primo altare sinistra. L. Cambiaso, “la Pietà”, 1571, secondo altare sinistro. A. Lomi, “Giudizio Universale”, posizionato sopra il portale laterale sinistro. D. Fiasella, “La Visione di San Domenico”, posizionato sopra il portale laterale sinistro. G.C Procaccini, “Maddalena fra i santi Carlo e Francesco d’Assisi”, 1620, Terzo altare sinistro. Guercino, “San Francesco riceve le stigmate”, Quarto altare a sinistra. L. Cambiaso, “Sacra famiglia”, in Sacrestia
ARREDI: M. Soldani, “Altare maggiore”, marmo e bronzo, 1700. P. Tacca, “Il crocifisso Bronzeo”, in sostituzione del progetto di P. Puget.

Prima: L’opera, un suggestivo notturno, costituisce uno dei suoi ultimi capolavori in Italia eseguito prima della partenza per la Spagna. In primo piano campeggia il corpo esanime di Cristo, sorretto dalla Vergine Maria e attorniato da altri personaggi (Maria Maddalena, San Giovanni, Nicodemo, Giuseppe d’Arimatea).



NAVATA DESTRA: – Dipinto raffigurante San Pietro che risana uno zoppo, nel 1° altare, di Domenico Piola, datato tra il 1694 e il 1696; – Dipinto raffigurante il Martirio di San Biagio, nel 2° altare, di Carlo Maratta, datato al 1680; – Dipinti raffiguranti la Risurrezione di Cristo, di Aurelio Lomi e Annunciazione di Ottavio Semino, nel portale laterale del 2° altare; – Dipinto raffigurante la Vergine fra i Santi Domenico, Ignazio e Rosa, nel 3° altare, di Paolo Gerolamo Piola; – Dipinto raffigurante il Viatico della Maddalena, nel 4° altare, di Francesco Vanni;
NAVATA SINISTRA: – Dipinto raffigurante il Beato Alessandro Sauli che fa cessare una pestilenza, nel 5° altare, di Domenico Fiasella, datato al 1630 circa; – Dipinto raffigurante la Pietà, nel 6° altare, di Luca Cambiaso, datato al 1571 circa; – Dipinto raffigurante il Giudizio Universale, nel portale laterale del 6° altare, di Aurelio Lomi e Visione di San Domenico di Domenico Fiasella; – Dipinto raffigurante la Madonna fra i Santi Carlo e Francesco d’Assisi, nel 7° altare, di Giulio Cesare Procaccini, datato al 1620 circa; – Dipinto raffigurante San Francesco d’Assisi che riceve le stimmate, nell‘8° altare, del Guercino.
SAGRESTIA: – Dipinto raffigurante la Sacra Famiglia, di Luca Cambiaso.

(Dopo) ORGANO Monumentale: Nella controfacciata, al di sopra della cantoria, è presente un organo a canne monumentale, realizzato fra il 1656 e il 1660 dal gesuita olandese Willem Hermans. Lo strumento, originariamente caratterizzato da uno spiccato stile barocco nord-europeo rarissimo in Liguria, venne pesantemente modificato da Camillo Guglielmo Bianchi fra il 1852 e il 1853 e dalla Ditta Lingiardi nel 1905. L’organo, attualmente, ha una impostazione fonica di gusto romantico-ottocentesco.

TRADIZIONI POPOLARI: Secondo una leggenda popolare, la decisione di far costruire una chiesa sulle alture di Carignano venne decisa nel 1478 quando la moglie del patrizio Bandinello Sauli, avendo chiesto ad una nobildonna della famiglia Fieschi di attenderla, ritardando di qualche tempo la celebrazione della messa nella vicina chiesa di Santa Maria in via Lata (gentilizia dei Fieschi), si sarebbe sentita rispondere: “Chi vuole dei comodi se li procuri a sue spese“. Il rifiuto, accolto come un’offesa dai Sauli, avrebbe fatto nascere in loro il desiderio di costruire una propria chiesa gentilizia che superasse in bellezza quella dei Fieschi e così Bendinello Sauli nel 1481 lasciò un legato, stabilendo che il moltiplicato dei capitali iscritti alle Compere di San Giorgio fosse destinato alla costruzione della chiesa, il che avvenne solamente nel 1549, quando ormai la famiglia rivale, dopo la fallita congiura di Gianluigi Fieschi ai danni di Andrea Doria, era stata privata delle sue proprietà in Carignano. Secondo un’altra leggenda popolare, quando nel 1737 Domenico Sauli fece realizzare il concerto di campane, egli stesso avrebbe gettato nel crogiolo, durante la fusione, alcuni sacchi di monete d’argento per rendere il suono più armonioso.


